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Postumi del lunedì | Demography #413

Lunedì post luminara, post Firenze Rocks, postumi da mal di testa, postumi da live, questo lunedì bisogna riattivarsi e il caffè non basta. Arriva Demography a farvi da colonna sonora. Dall’ultima giornata del festival fiorentino con The Cure e Editors, alle nuove uscite di Italians Do It Better, passando per i Sacramento e il video pazzesco di “Someday” dei Weval.

Postumi prima fase: provate a fare un live come quello dei Cure al Firenze Rocks.

L’ultima serata del Firenze Rocks ha visto come headliner la band di Robert Smith. I Cure salgono alle 21 sul palco e si fermano per una breve pausa quando sono quasi le 23. Due ore di live ininterrotto, brani cantanti a squarciagola dal pubblico (infatti la sottoscritta si ritrova senza voce), la band carichissima. Mai visto un Robert Smith così contento, siamo abituati al suo british humor, che ci piace tanto, ma ieri c’era qualcosa in più: “era preso bene”! Robert percorre più volte tutto il palco per andare a salutare la gente che lo osanna e ama dal prato, si affaccia, ci ringrazia già durante il concerto e alla fine. E mentre se ne va, sotto una luna perfetta che osserva la scena, mentre ci dice “Thank you, grazie mille”, davvero impressionato dalla marea di mani che lo applaudono, siamo noi a gridare “Thank you, Robert!”. Davvero, Robert Smith, The Cure, grazie. Ci avete fatto un regalo bellissimo.
We don’t care if Monday’s blue, Inbetween Days è la prima medicina per curare i postumi di questo lunedì.

Non solo The Cure, i postumi ce li hanno procurati anche gli Editors, anche loro presenti nella lineup di ieri dell’ultima giornata del Firenze Rocks. Una delle band che riconferma il nostro interesse a ogni loro uscita, e a proposito di release, ci ascoltiamo Frankenstein, il nuovo brano degli Editors.

Postumi seconda fase: Luminara

Partiamo subito con la zona chill della nostra playlist, synth e non solo, ma iniziamo proprio così con la nuova uscita di casa Italians Do It Better, una delle etichette discografiche da tenere d’occhio costantemente se siete affascinati come me da progetti tipo Chromatics e Desire. Time for Crime è il singolo degli Orion, dream pop dalle influenze anni ’80, un labirinto di luci soffuse, di visual onirici, voci suadenti che si insinuano nelle orecchie, ecco io le terrei aperte per ascoltare questo pezzo e per i prossimi che spero arrivino.
Ancora nell’area relax per gestire i postumi con la cover di Head Over Hills dei Tears For Fears (ospiti tra l’altro del Lucca Summer Festival 2019), realizzata da Japanese Breakfast.

postumi

Orion

Di atmosfere oniriche, un po’ buie e appena claustrofobiche ne parliamo anche con Land of Ooo, progetto nato nel 2018 e composto da Nora Köhler, Leonie Bramberger e Julian Werl. Driving Alone è contenuto nell’Ep Why Cry, ed è la traccia che trovate nella playlist.
Tra riverberi, mood anni ’80, non posso non citare un progetto tutto italiano che osservo da un po’, Sacramento. Il dieci maggio scorso è uscito il loro album di debutto, Lido, per La Tempesta. Vi faccio ascoltare Why’d You Die, brano al quale collabora Colapesce (cori). La band lo-fi si classifica tra le uscite più interessanti e originali della scena italiana, forse molto di nicchia, ancora, ma merita davvero il vostro ascolto, consigliatissimi.

Sacramento

Sacramento

Postumi terza fase: recupero visivo

Ci stiamo avviando verso la guarigione completa, per verificare se ci stiamo riprendendo bisogna fare una cosa sola, testare la vista e vedere come reagisce il nostro cervello. Per questo motivo all’interno della playlist post postumi di oggi c’è Someday dei Weval. Amore a prima vista: un giorno mentre scrollavo la home di Instagram mi appare questo video su un profilo bello caldo, Boiler Room, dove si sponsorizzava questo capolavoro visivo che mi ha completamente scioccata. Un lavoro spettacolare, perfetto, curato nei minimi dettagli, accompagna un brano a mio parere, stupendo. Non mi perdo tanto in chiacchiere perché per capire di cosa sto parlando, bisogna fissare lo schermo del pc e premere “play”.

Postumi quarta fase

Ci siamo, è arrivata la fine della playlist del lunedì, quella chill, nostalgica che ci fa un attimo riprendere dal nostro torpore. Passiamo dalla parentesi post rock del duo Hugar, con la bellissima strumentale Órói, a una svolta verso il pop con Chong The Nomad e la sua Nothing Else, seguita da Rex di School Of Language, tornato con il suo nuovissimo disco 45, tutto incentrato sulla figura di Donald Trump che, giusto per essere chiari, non fa una bella figura. Non lo possiamo classificare esattamente come un disco di protesta, ma di sicuro grottesco, e pieno di humor nero.

Chong The Nomad

Chong The Nomad

Postumi quinta fase

Non è proprio una fase, è un più un monito ad inserirvi le cuffie se ancora non l’avete fatto, e a ridarvi un’idea di questa tracklist da recupero.
Buoni postumi a tutti!

Tracklist:

Inbetween DaysThe Cure
Time For CrimeOrion
Head Over HealsJapanese Breakfast
SomedayWeval
Driving AloneLand of OOO
Órói - Hugar
Why’d You DieSacramento
Nothing ElseChong The Nomad, Flint Eastwood
young luvLil Halima,  AMWIN
FrankesteinEditors
RexSchool Of Language

 

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