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Premi Oscar 2013

Hello world,
volevo pubblicare questo pezzo domani, ma poi mi sono accorto che oggi è l’anniversario della morte di Stanley Kubrick e nel mio piccolo voglio ricordarlo. Quale miglior modo che dedicargli l’inaugurazione della Rubrica?

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=b9fzKL52JFU?rel=0&w=560&h=315]

Veniamo a noi.
Voglio raccontarvi cosa ho visto lo scorso 24 Febbraio, durante la notte degli oscar, sperando di trasmettere il tedio che ho provato. Non per cattiveria ma perché non è giusto che abbia sofferto solo io.

Sad-Leonardo-Dicaprio-Golden-Globe-AwardsGià le nomination mi avevano lasciato contrariato per i seguenti motivi: Kathryn BigelowTarantino esclusi dalla rosa di miglior registi. Troppe candidature per il ruffiano Argo e troppe poche per l’audace Zero Dark Thirty, vittima di numerose polemiche. Poi ancora, grosse mancanze come Leonardo DiCaprio (nella Gif qui accanto la sua reazione ai Golden Globe), che viene puntualmente ignorato dall’Accademy per motivi misteriosi (o mistici?!), nonostante egli dia prova continua del suo talento. Quasi ignorato anche Wes Anderson col suo brillante Moonrise Kingdom.
È vero però che di film belli targati 2012 ce ne sono stati parecchi e dare spazio a tutti era difficile.

Ma bando alle ciance: il 24 notte mi sono armato di birra, pacco di patatine 500g e mi sono piazzato davanti alla tv.

22.30 – Red carpet. L’immancabile passerella rossa dura ben tre ore. Per quanto poco abbia carpito dal sofisticato e lezioso linguaggio d’alta moda, sono in grado di riportarvi le parole chiave: Vestiti senza spallette, Stile classico, Trucco sobrio. Se vi interessa sapere di più, andate qui.

2:30 del giorno dopo – S’inizia, non vedevo l’ora, stappo una moretti. Ho passato tre ore ad ingozzarmi di patatine, ridendo al pensiero di quante diete abbiano dovuto fare gli attori in vista del redcarpet.
Appare il presentatore Seth MacFarlane col suo sorriso plastico, fa qualche battuta che i traduttori rendono incomprensibile; poi uno schermo enorme scende dall’alto, è William Shatner imbolsito, rosso ubriaco in volto, strizzato in un costume di Star Trek. Mi va di traverso la birra. «MacFarlen, sono Kirk! vengo dal futuro per impedirti di rovinare gli Oscar!». Povero capitano, penso.
Segue un balletto in cui vengono prese in giro le attrici in sala per aver fatto scene di nudo.

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Per fortuna arriva Charlize Theron in bianco, elegante, capello corto, splendida, che s’improvvisa ballerina(video qui). Qualche incertezza ma la cosa funziona, applausi.
È la volta di Daniel Radcliffe & Joseph Gordon-Levitt. Ballano anche loro e confermano con mio grande terrore la linea molto “musicale” della serata.

Miglior Attore non protagonista – S’inizia, per fortuna. Tutti i candidati hanno già vinto in passato almeno un Oscar a testa; c’è Tommy Lee Jones, Robert De Niro, Philip Seymour Hoffman e Christoph Waltz, sì, Waltz, quello che giusto qualche anno prima aveva vinto nella solita categoria con lo stesso regista per un’interpretazione del tutto simile. Non vincerà mai, mi dico. Mai. E invece si porta a casa la statuetta per King Schultz.

Miglior corto d’animazione – Entra un attore a consegnare il premio. Deve essersi stupito anche lui del vincitore, perché, quando si china sul microfono, ci picchia maldestramente la faccia strappando una risata sguaiata a qualcuno, mentre il resto della platea tace. Vince Paperman. L’idea del corto è folle: un uso digitale che ricorda il disegnato a mano. Farlo direttamente a mano? Carino comunque.

Miglior Film d’animazione Brave. Delusione, ancora. Ennesimo film della Pixar premiato, forse il peggiore in gara.

Claudio-MirandaMiglior Fotografia & Migliori effetti speciali – Se li aggiudica entrambi Vita di Pi. A ritirare l’Oscar alla fotografia Claudio Miranda, visibilmente emozionato, un cileno con una chioma lunga bianca alla Saruman. A ritirare il secondo, quattro uomini; non fanno a tempo a ringraziare che si alza prepotentemente la musica di sottofondo e vengono tagliati via mentre parlano. Ci devono essere dei premi Oscar in regia, mi dico.

50 anni di James Bond – Entra in scena Shirley Bassey per omaggiare il personaggio di Ian Fleming con la celeberrima Goldfinger. La spia britannica compie infatti 50 anni, protagonista della serie di film più longeva della storia del cinema: 11 registi e 6 attori diversi per un totale di 23 pellicole! La Bassey è anziana (76anni), ma la voce non le manca, e risuona vibrante tra il pubblico; strepitosa, forse il momento più alto della serata. Standing-ovation per lei.


Shirley Bassey Goldfinger Oscars 2013 di Flixgr

[CONTINUA]

Devo interrompere qui altrimenti andiamo troppo per le lunghe, ammesso che qualcuno sia arrivato a leggere fino in fondo.
Raccomando l’ascolto di PlayArt, martedì alle 21:30, su Radioeco, ovviamente. Puntata dedicata interamente agli Oscar in particolar modo alle colonne sonore!

A giovedì prossimo.

Francesco Casini

 

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