Oppure copia e incolla questo link dove vuoi!

Pride, Prejudice and… Brexit!

Stanchi dei luoghi comuni sulla “Brexit” e dei non-luoghi comunitari tipo l’Europa? Preoccupati per il vostro Erasmus a Manchester o per l’agognato impiego di lavapiatti a Londra? Tranquilli, c’è qui per voi l’ennesimo articolo scritto da uno a caso che pretende di dirvi come stanno veramente le cose!

brexit-1

 No, sto scherzando. So che ne avete le palle piene di sentir parlare di ‘sta “Brexit”, e leggere i pensieri dell’ennesimo nessuno che si dà arie da paludato economista, ma non si ricorda manco come si fanno le divisioni, certo non vi entusiasmerebbe. E come darvi torto? Al giorno d’oggi gli ignoranti fanno le veci degli intellettuali e gli intellettuali mangiano le feci degli ignoranti.

Perciò, per schivare (o schifare?) una problema a senso unico, il sottoscritto andrà in marcia indietro e vi racconterà una storiella allegorica, stile narrativa fantascientifica di serie B, al fine di rendere più dolce l’amaro del suo tempo. Questo perché, al contrario del fiero positivismo dei nostri tecnocrati, a me me piace bere u’ cafè co’ ‘nu pocheriello di zucchero e sorseggiare la fredda realtà con qualche goccia di distillato di fantasia. Chi di voi è un tecnocrate perdoni il mio orgoglio e pregiudizio, ma sappia che tra di noi è finita ancor prima di cominciare.

Ho un’amica a Londra. Si chiama Elizabeth II. Professione: monarca del Regno Unito. (Non ci son mica solo lavapiatti a Londra, eh!). Insomma, lei fa la regina. Ieri sono stato a casa sua, a Buckingham Palace, per prendere in regale compagnia il tea colle madeleine: così, curioso di sapere il suo parere su cosa stesse accadendo nel regno, con un pessimo accento da siciliano dislessico che di inglese sa solo (e in parte) i ritornelli delle canzoni delle sue rock band preferite, le ho chiesto: “Mai dìar Liza, uòt… uòt du iu tink abaut dèt Brexit? Ai mìn, for me… in dìs moment, post dèt victori ov de ‘liv de Iùrop’… der is un poco di confiusion in Iunàited Kingdom. So, diga-me, uòt a facc is succedending in iour cauntri, ah?”.

Fortunatamente era con noi William, il cane parlante di Liza, che poté tradurmi la lunga risposta della mia amica in un discreto italiano da cani.

WILLIAM: (parlando come Ollio di “Stanlio e Ollio”) Be’, caro Dino… quello che Sua Altezza la mia Padrona vuol dirti è che la situazione è un po’ bau bau in questo momento… c’è Cameron che ha mollato l’osso e quel matto d’un Farage che fa arff arff. Ahimè, gli Inglesi non son più i cani di razza di un tempo: ora son tutti bastardelli. E Londra adesso è come una ciotola vuota a ora di pranzo. E come se non bastasse quella vecchia pelosa d’una Scozia vuole pisciare nel suo albero da sola e i miei amici levrieri irlandesi cercano un nuovo padrone: mi hanno detto che l’Irlanda del Nord vuole l’indipendenza da Londra per farsi dare i croccantini dall’Islanda ed essere coccolata col nomignolo affettuoso di “Islanda del Sud”. Che dire?, sospetto che qualcuno voglia tenerci al guinzaglio.

DINO: Mmm, capisco. (alla regina) “Ops… sorry, Liza, bat ài prefer tu spìk in Italian bicous, as uì Saisilians tell, ‘un me la fido!”. Insomma, da un lato sembra che il pessimismo tipico della peggio tradizione distopica inglese si stia finalmente concretizzando in un’apocalisse britpop, dall’altro, però, noto che da parte di alcuni c’è una genuina voglia di cambiare in meglio non solo il Regno Unito, ma anche l’Europa. Perché, parliamoci chiaro, signori miei, qua il problema è questo: quest’Europa unita non è che sia tutta ‘sta gran cosa, eh! Per me assomiglia tanto a dei cocci di giara tenuti insieme da pezzi di nastro adesivo. Del nastro adesivo più economico, di quel tipo scrauso che compri a poco perché c’è la crisi e non hai soldi da buttare in più efficaci collanti.

L’Europa. Ci avevano già provato i Romani a unificarla, ma arrivò Barbarossa. Ora ci stanno provando i Banchieri, ma ho come la sensazione che arriverà Bancarotta.

Te lo dice un ex-mafioso pentito, Liza: armi e soldi non unificheranno mai nulla di duraturo. Ci vuole altro. Personalmente credo che all’unificazione dell’Europa abbiano contribuito di più le vostre sfatte rockstar che non i vari politicanti in giacca e cravatta: almeno i primi hanno il merito di aver forgiato un sostrato culturale condiviso che ha funzionato da catalizzatore della comunione di idee di tutta la vecchia gioventù del continente. Certo, poi i giovani ribelli di ieri son diventati i deperiti borghesi di oggi e i loro figli adesso strillano perché, poverini… niente più Erasmus in Inghilterra! No, che delusione! Come se l’Europa dovesse esistere solo perché un manipolo di studentelli possa fare i loro porci comodi in un altro paese! Roba da Monty Python!

Non fraintendetemi, non sto dicendo che non sia una bella cosa fare i porci comodi in un altro paese: anzi, viva l’erasmus orgasmus! Perdonami, Liza, non voglio essere scurrile: so bene che l’Erasmus è molto altro! Dico solo che, come io non voglio l’Inghilterra nell’Europa solo per continuare a gustarmi i suoi favolosi Baked Beans in barattolo a un prezzo modico, così i miei arrapati coetanei europei non dovrebbero volere un’Europa unita solo per farsi un Erasmus costì o costà. C’è ben altro in gioco, non so se mi spiego…

Ora, io non so se le cose cambieranno in meglio. O se cambieranno. Il mio compaesano Tomasi di Lampedusa avrebbe qualcosa da ridire a proposito. Ma penso che valga la pena continuare a credere in un sincretismo delle nazioni che vinca il cretinismo dei nazionalisti. Quindi, che dirti, Lizabe’?, il tuo regno ha paradossalmente una chance. La sfrutti. Si faccia un esame di coscienza come s’usava ai tempi del pietismo. Si guardi allo specchio come Dorian Gray guardava il suo ritratto. E non faccia in modo che quel fascista d’un Mr. Hyde la spunti sul vecchio Dottor Jeckyll. Insomma, l’avrai capito, regina: io non so niente di “Brexit”, però conosco relativamente bene la letteratura inglese… e quella sì che è un patrimonio per tutta l’Europa! O almeno così la penso io.

M’interruppi. Liza, col cappellino rosa calato di sghimbescio a mo’ di cowboy, mi squadrava malissimo. Assunse una sorsata di tea dalla preziosa tazza di porcellana che i reali inglesi si tramandano gelosamente da generazioni e generazioni e di cui v’è traccia fin nella Historia ecclesiastica gentis Anglorum di Beda il Venerabile: da quell’orpello ben costrutto, intarsiato con perizia e cesellato da antiche mani, aveva bevuto forse quella volpe di Enrico VIII ai tempi della prima storica “Brexit”, quella della Chiesa anglicana dalla giurisdizione religiosa di Roma. Corsi e ricorsi, pensai.

WILLIAM: Temo che, a contrario mio, Sua Maestà non apprezzi il gioco del rincorrere il bastoncino. Hai divagato un po’ troppo, amico mio. Adesso Sua Maestà deve portarmi fuori e raccogliere le mie deiezioni. Dio salvi la regina, sir!

DINO: Qua la zampa, William! (Alla regina) “Diar Liza, iù mast exchius mi: ai tell onli minchiate. Adieu, milèdi”. Addio! So che, non potendo fare un Erasmus in Inghilterra, non vi vedrò mai più. È stato bello essere europei a tempo limitato. Però, prima di lasciarvi per sempre, miei nobili amici, e prima che i nostri mercati crollino… posso chiedervi un piccolo favore? (In crisi d’astinenza) Vi prego, vi scongiuro, “chen uì ghiv mi a stock ov Baked Beans, plìs”?

post di questa categoria

kae

Kae: Clap! Clap! ̵...

Kae: Clap! Clap! – Populous | Artwork della Domenica

clap

Best Of 2017: Da Clap!...

Best Of 2017: Da Clap! Clap! a Mana| Demography #243

serata

eventi in toscana: ser...

eventi in toscana: serate jazz e…|atp #109

Pirati sbarcano a Teat...

Pirati sbarcano a Teatro Verdi !

ultimi post caricati

oznor

Convivio invernale in ...

Convivio invernale in scena al Teatro Lux

campionato di giornalismo

CAMPIONATO DI GIORNALI...

CAMPIONATO DI GIORNALISMO: CRONISTI IN CLASSE

ryanair

Una settimana in un cl...

Una settimana in un clic! – Ryanair

Albert Einstein

Albert Einstein: la te...

Albert Einstein: la teoria della felicità messa all’asta – Enjoy the Science, rubrica scientifica di Radioeco

Commenti