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Quando i film d’avanguardia diventano esperienze sensoriali.

Il 12 e 13 novembre il cinema Arsenale si è trasformato in un involucro capace di far vivere un’esperienza sensoriale fuori dalla realtà. Sono bastati tre film d’avanguardia sonorizzati con tanto di musica elettronica per far viaggiare lo spettatore al di là dello spazio e del tempo. Qui il nostro resoconto.

Avanguardia

L’étoile de mer di Man Ray

Il cinema francese d’avanguardia degli anni ‘20 è stato il protagonista di un’iniziativa – “La storia del cinema al cinema” -proposta dal Cinema Arsenale di Pisa e promulgata dai docenti universitari Maurizio Ambrosini e Elena Marcheschi i quali lunedì 13 e martedì 14 novembre.I hanno introdotto al pubblico in sala (composto in gran parte da studenti) tre film-simbolo di una stagione fortemente votata alla sperimentazione: Anémic Cinéma (1925) di Marcel Duchamp, L’étoile de mer (1928) di Man Ray e La coquille et le clergyman (1929) di Germaine Dulac.

Mentre l’opera di Duchamp appare come un tentativo di mettere delle forme pittoriche e grafiche su pellicola, realizzando “un’arte in movimento” che ipnotizza lo spettatore in un susseguirsi di dischi a spirale e frasi scioglilingua, le altre due risentono maggiormente degli influssi del surrealismo, una delle tendenze dominanti nell’arte d’avanguardia dell’epoca: è l’elemento onirico a farla infatti da padrone, all’interno di un montaggio che subordina l’intento narrativo all’espressione del mondo interiore dei protagonisti.

Nel cortometraggio di Man Ray assistiamo ad un incontro amoroso attraverso un vetro smerigliato che, restituendo una visione frantumata dell’azione filmica, sembra dissolvere l’ordine logico della realtà nella miriade di sfaccettature del sogno. La stella marina del titolo è dunque l’unica immagine chiaramente visibile, in alternanza con alcuni versi del poeta Robert Desnos.

Il fattore pulsionale ed inquietante del sogno è invece alla base del mediometraggio della regista Germaine Dulac, che, ispirandosi ad una sceneggiatura di Antonin Artaud, rappresenta i deliri di un sacerdote infatuato della moglie di un militare.

La proiezione dei film è stata accompagnata da una sonorizzazione live del musicista Nicola Corsini, la cui performance ha fornito un’interpretazione personale delle tre opere d’avanguardia, arricchendone la godibilità e contribuendo, attraverso l’utilizzo di atmosfere sonore rarefatte e ritmi incalzanti, alla creazione di quell’esperienza totale che, come sottolineato dalla docente Elena Marcheschi, è “uno dei maggiori obiettivi di questi lavori sperimentali”.

L’iniziativa cinematografica proseguirà lunedì 19 e martedì 20 novembre con la proiezione di Alba tragica, opera di Marcel Carné basata su una sceneggiatura di Jacques Prévert.

Maria Giulia Galigani per Radioeco

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