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Quarta serata di Sanremo 2015. Le pagelle di Déjà la nuit

Sanremo Italian Song Festival 2015Dare le pagelle sul festival di Sanremo ormai è il nostro piacere proibito. Abbiamo giudicato di tutto e di più, e anche per la quarta serata non ci tiriamo indietro da questa mission più stoica che storica.

Per prima cosa i nostri giudizi impietosi sugli ospiti.

Sammy Basso: classe 1995, non canta, ma ha qualcosa da insegnare a tutti: combattere a testa alta contro la progeria, una malattia che colpisce sì e no un centinaio di persone al mondo. Con Nat Geo People ha trasformato in realtà il suo sogno di visitare gli States. Al Festival di Sanremo si è mostrato auto-ironico, ma determinato nel suo impegno per far conoscere questa patologia e cercare sostegno nella ricerca. Oltre le canzonette, qui c’è il peso di una vita vissuta al massimo. Chapeau! Voto 9 

Antonio Conte: a lui avremmo preferito Paolo Conte. Ma forse è uno dei ospiti comici migliori di quest’edizione. Impagabile sentire il gatto sulla sua testa che miagolava “Si può dare di più”. E chi meglio di lui poteva intonare questo pezzo, dopo aver dato tutto agli arbitri. Voto: agghiacciande!

Virginia Raffaele: insieme con Rocco Tanica è le vetta comica di quest’edizione del Festival. L’imitazione della Vanoni rasenta la perfezione. Il prossimo anno magari facciamo condurre Rocco e Virginia, e finalmente potremmo avere l’impressione che la tv italiana sia meglio degli italiani (medi). Voto 8

Cirilli: ricicla battute vecchie di vent’anni, potrebbe quasi far parte del governo Renzi. Voto 3

Giovanni Allevi: suona la solita nenia melensa che non prevede semitoni. Ha la stessa levatura tecnica di uno studente del secondo anno di conservatorio, ma viene presentato da Conti come novello Mozart. Nell’intervista arriva addirittura a parlare di valore dell’umiltà. Credibile come Valentina Nappi che parla del valore della verginità. Voto 0

 

Adesso un po’ di giudizi in ordine sparso sugli artisti in gara. Non li elencheremo tutti perché perlopiù valgono le prime impressioni che abbiamo già scritto.

Giovanni Caccamo: scoperto da Battiato, lo dicevamo. Ti aspetti che come minimo suoni roba elettronica come “L’Egitto prima delle sabbie”. Macchè? Assolutamente nell’alveo della tradizione italica. Nell’arco della stessa sera canta tre volte “Ritornerò da te”. Neanche “Please don’t go” a Non è la Rai. Voto 7

KuTso: vincitori morali delle nuove proposte. La gag con il chitarrista che indossava la maschera di Carlo Conti con tanto di tenda da doccia al seguito è una giocata di classe. Il pezzo fa il resto. Vederli al primo posto sarebbe stato come assistere ad un festival vinto dai Quintorigo: fantascienza fuori portata per le mummie della giuria. Voto 8

Annalisa: più l’ascolto e più mi piace. Non il pezzo, ma lei. La canzone banale di Kekko dei Modà la penalizza, ma con quella voce può anche cantare i tweet di Salvini e dare comunque emozione. Voto 7

Malika Ayane: correggiamo al rialzo il suo voto. Il pezzo è veramente bello e ha classe da vendere. Riesce persino a far dimenticare la sua antipatia di fondo. In un Sanremo scandinavo avrebbe già vinto la prima sera. In Italia non vincerà mai. Voto 8

Nesli: un’esibizione notevole, soprattutto per il verso “Dammi il tuo amore in faccia”, praticamente la risposta sanremese a “50 sfumature di grigio”. Sufficenza raggiunta per meriti hardcore. Voto 6

Il Volo: riescono a metter d’accordo solo le vecchie. Piacciono a chi usa ancora i grammofoni. Per noi moderni sono il volo sulla discarica, tre metri sopra ‘na chiavica, fastidiosi come un’offesa alla madre (loro). Voto 1

Raf: menzione speciale per il coraggio e la professionalità. In un show biz dove artisti con il raffreddore saltano tappe nei tour, lui è sempre lì, lavorando come Oriali, e fa solo due stecche pur se affetto da bronchite. Provateci voi a stare su quel palco e fare di meglio. Voto 7

Grignani: canta la solita grignanata. Ma c’è il vantaggio che è a suo agio nel disagio. E ha la stessa grinta di quando menava i carabinieri. Voto 6

Irene Grandi: pezzo non radiofonico, ma tra i migliori di quest’edizione. Lo ribadisco. Voto 7,5

Nek: correzione ancora al rialzo per questo pezzo che è uno schiacchiasassi radiofonico. Cita tutte le mie passioni più dubbie e segrete: U2, Coldplay, Ice Mc, Gigi D’Agostino.  Dal vivo non sbaglia una nota dall’inizio alla fine, le proiezioni psichedeliche alle sue spalle conferiscono un sapore alla Vertigo degli U2. Se non vi sembrano zarri i Royksopp in 4/4, perché dovrebbe sembrarlo lui? Voto 9

 

Giuseppe F. Pagano

 

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- Le pagelle della seconda serata
- Le pagelle della terza serata

 

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