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Radioeco goes to…UMF#14

university media fest perugia 1 Ci sono una ventina di italiani (forse anche di più), due inglesi, un francese, un altro paio di spagnoli e portoghesi, e poi ancora due tedeschi, due svedesi e ben quattro polacchi… …e no, questa non è una di quelle barzellette, e neanche una partita di Risiko in cui le truppe nostrane stanno avendo la meglio. Molto più semplicemente si tratta della compagine di rappresentanti di alcune delle molte radio universitarie sparse per tutta Europa.Questi particolarissimi individui, alla cui categoria la sottoscritta può vantarsi di appartenere, si sono riuniti a Perugia, nel weekend tra il 26 e il 28 di settembre, in occasione della prima edizione dell’University Media Festival (UMF#14) organizzato da Radiophonica, il principale media universitario dell’Umbria (per saperne di più: www.radiophonica.com).  Individui particolari, come dicevo, per un obiettivo particolare: la creazione di un unico grande network europeo delle radio universitarie, per scambiare format, contenuti e buone pratiche, ma anche speaker e tecnici.Durante questa tre giorni di incontri si è, per l’appunto, fatto il primo passo in questa direzione con la firma di una lettera di intenti in cui le radio universitarie presenti si sono accordate per l’inserimento, in ciascun palinsesto, di un programma musicale di volta in volta predisposto da un emittente diverso, proprio al fine diffondere la cultura nazionale e locale ad un livello europeo, ma soprattutto per mettere in contatto tante realtà che condividono la stessa passione e che si trovano ad affrontare gli stessi problemi della più varia natura (a cui, per altro, sono stati dedicati vari workshop nel corso della manifestazione, uno su tutti quello che aveva ad argomento il rapporto con la SIAE). university media fest Ma lasciatemi raccontare com’è andata nel dettaglio:la manifestazione si apre il 26 settembre alle 15:00 con i saluti istituzionali dei rappresentanti  dell’ADiSU (l’Agenzia per il diritto allo studio universitario dell’Umbria, che sostiene il progetto di Radiophonica), dell’Università di Perugia e della fondazione Perugia 2019 (per la candidatura della città a capitale europea della cultura). Subito dopo si passa direttamente all’azione; l’intero pomeriggio è dedicato alle presentazioni delle varie radio e dei loro progetti, nonché al tentativo di rispondere ad una fondamentale domanda:si può, nel 2014, finalmente arrivare a creare una rete di collegamento fra le varie realtà radiofoniche universitarie realizzando un vero e proprio network europeo?E’ possibile isolare qualcosa che riunisca in sé le caratteristiche di un’identità che, per quanto fortemente specificata nelle numerose realtà nazionali, non di meno fa sì che ci si possa definire europei nel modo di comunicare e, più in particolare, di fare radio?Ma quali sono questi elementi e come farli emergere?Noi ci abbiamo provato, e presto (si spera) il contenuto della lettera d’intenti vedrà la sua realizzazione. Nel frattempo si pensa a creare una piattaforma virtuale comune su cui confrontarsi e scambiarsi idee, si prova a ipotizzare il contenuto del format condiviso e la lingua in cui verrà trasmesso(questioni la cui discussione porta via gran parte della seconda giornata). Il terzo giorno si ha l’assunzione formale degli impegni, con la firma della lettera d’intenti da parte di tutti i rappresentanti, e infine una sorta di meeting per tirare le conclusioni e prospettare il futuro del progetto che ha visto la luce in questi tre giorni, con l’intervento di Tiziana Cavallo (co-founder della piattaforma Ustation, il network dei media universitari e degli studenti reporter italiani). Cosa riportiamo a casa, noi di Radioeco, da un’esperienza simile? Sicuramente una nuova prospettiva: non è più possibile, in un contesto come quello odierno, considerarsi solo italiani o solo francesi; il peso e l’importanza, non solo economica, ma anche culturale e politica, che questo organismo complesso di nome Europa sta assumendo è innegabile e in qualche modo ci porta a sentirci parte di un qualcosa di più grande, qualcosa che siamo noi e gli altri, che continua a crescere, seppur faticosamente, ma che noi dobbiamo continuare a costruire passo dopo passo attraverso un confronto aperto e dinamico. E poi il senso di appartenenza: sapere che ci sono altre persone in giro per il mondo che fanno quello che facciamo noi, si preoccupano di far conoscere il più possibile la loro realtà e di esaltarla aiuta a far capire che un maggior livello di coesione e interazione non significa annullamento delle differenze e della particolarità, tutt’altro; significa globalizzazione positiva, significa prendere  il meglio di ciascuno e sentirsi un po’ meno “soli” nelle magagne quotidiane legate ad un’attività come quella che cerchiamo di portare avanti nel nostro piccolo. umf perugia

In conclusione non posso fare a meno di ringraziare ancora una volta, a nome di tutta la piccola delegazione di Radioeco, tutto lo staff di Radiophonica e in particolare la station manager Rossella Biagi, sia per aver fatto veramente un lavoro magnifico nell’organizzazione, sicuramente impegnativa, di un evento del genere, sia per averci dato la possibilità di conoscere finalmente i nostri colleghi europei e cominciare un cammino che speriamo prosegua e ci porti lontano,magari proprio alla scoperta delle vera identità europea, quella fatta di persone e idee.

Eleonora Anastasio – Redazione Radioeco
Photo Credits: Andrea Ottaviani – Radiophonica.com

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