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Ralph Spacca Internet: la recensione

Era il 2012 quando il grande e possente Ralph ci immergeva nel mondo dei videogiochi. Sei anni dopo, e sempre in compagnia della scatenata Vanellope, Ralph porterà scompiglio in un universo che noi conosciamo molto bene: internet. La nostra recensione di Ralph Spacca Internet, dal 1 gennaio al cinema.

Ralph Spacca Internet

Internet è un labirinto in cui è facile perdersi. Gli occhi vagano alla ricerca di qualcosa mentre sono bombardati da annunci, immagini, canti di sirena che ti attirano estasianti nella loro rete fatta di pop-up e virus. É un conglomerato di cerchi danteschi internet. È un inferno quando non trovi quello che cerchi, mentre hater e troll lanciano le loro esche fatta di parole rigurgitanti odio e insensibilità per catturarti in una rete di animalità primordiale; è un paradiso quando ridi, scherzi, studi, guardi estasiato il tuo film preferito, o ascolti a tutto volume l’album del tuo artista preferito. Internet è un viaggio alla scoperta di mille mondi, una giostra che ti lancia a mille all’ora in continui sali e scendi. È un universo che si impalla, ti fa arrabbiare, ma ti fa anche ridere. Internet, insomma, è un po’ come l’amicizia. Accompagnatore fedele di mille, ordinarie giornate, è pronto a strapparti un sorriso, o a convincerti di acquistare quel prodotto agognato da tanto ma che sai non utilizzerai mai. E di alti e bassi Ralph in Ralph Spacca Internet, tanto in amicizia, quanto bloccato nel mondo di internet, ne vive tanti. In quella galassia di codici e insegne luminose, dove tutti possono trovare tutto, Ralph finirà per perdersi, cadere a terra, rialzarsi per poi ritrovarsi. Un ulteriore percorso di formazione e di crescita il suo, avviato da un duplice senso di smarrimento. La grandiosità dell’universo di internet crea infatti un senso di vertigine e destabilizzazione; ma se al tuo fianco hai qualcuno come Vanellope allora tutto risulta più facile. Ed è qui che entra il gioco la seconda perdita. Ralph e la sua piccola amica si ritroveranno, senza nemmeno rendersene conto, a prendere due strade opposte; giunti davanti a un bivio esistenziale, i due azionano le frecce del proprio destino verso due direzioni contrarie, ritrovandosi da soli, per scelta o per caso, a intraprendere diversi cammini lungo l’autostrada di internet. Se il web intrappola dunque le speranze di Ralph, infondendo in lui “il virus dell’abbandono”, per la piccola Vanellope si trasforma in un corollario di opportunità altrimenti impossibili da sperimentare nel suo videoludico mondo di appartenenza.

I registi Rich Moore e Phil Johnston (gli stessi di Zootropolis) seguono i due personaggi nella loro personale corsa all’ottenimento all’oggetto del loro desiderio per mezzo di un ottimo montaggio parallelo. Pur ricalcando i diversi step che hanno caratterizzato il primo – inarrivabile – film, Ralph Spacca internet riesce a tenere alto il livello di attenzione del proprio pubblico arricchendo di scene comiche ed emozionanti i diversi andamenti che il soggiorno all’interno del web riserverà a Ralph e Vannellope. L’impianto visivo si sviluppa su una ricreazione di spazi che per quanto immaginati risultano ben identificabili dallo spettatore non solo per il logo del sito ricreato in termini urbanistici, ma anche e soprattutto per la traduzione grafica del suo quotidiano utilizzo (il bibliotecario di Google, la casa d’aste di Ebay, i sotterranei loschi dei malware). Ogni singolo elemento è curato nei minimi dettagli e la caratterizzazione dei personaggi è così attenta e completa da renderli quasi reali.

Ralph Spacca Internet

Per quanto divertente e ricca di momenti esilaranti divenuti già cult, la scena di Vanellope con le principesse Disney racchiude in sé l’acume di ricerca e caustica ironia rivolta allo stesso grembo materno da cui la stessa opera ha preso vita. Rileggendo alla luce dell’età i temi e gli elementi canonici accomunanti tutte le principesse Disney, Ralph Spacca Internet si presenta come un raro prodotto uscito dalla fucina hollywoodiana capace di mettere in discussione alcune delle lezioni impartiteci da opere precedenti, sottolineando modi e abitudini di concepire la realtà totalmente differenti (o così si spera) da quelle contemporanee. La donna che aspetta il principe, che canta con gli uccellini e gli animali della foresta in abiti lunghi e scomodi, è un mito che gli sceneggiatori Phil Johnston e Pamela Ribon amano prendere in giro non per demistificare l’importanza rivestita da questi personaggi nella nostra memoria personale, quanto per acuire il messaggio di unione e forza collettiva (con un tocco di forza femminile) nel raggiungere i propri obiettivi e superare insieme ogni ostacolo. Per quanto tentino di stare lontani, in un mondo come quello di internet – colorato all’esterno, ma colmo di selve oscure al suo interno – sia Ralph che Vanellope comprendono ben presto che senza l’aiuto l’uno dell’altra non arriverebbero molto lontano. Quello messo in moto in Ralph Spacca Internet è un meccanismo ben rodato, in cui tutto ciò che si traveste di autocitazionismo (Star Wars; i parchi di divertimento Disney) nasconde al proprio interno un valore aggiunto alla propria opera, rafforzando e mai ostacolando la linearità della narrazione, senza mai risultare fuori contesto. I videogiochi di Ralph Spaccatutto sono diventati gli schermi dei computer, o degli smartphone, di Ralph Spacca Internet, eppure il messaggio insito nell’opera e comunicato dai registi Phil Johnston e Rich Moore senza tante pretese, ma sempre con un sorriso, un pizzico di commozione e una massiccia dose di maturità, permane lo stesso: abbattere quella barriera che isola ogni singolo spettatore, relegandolo in una rocca deserta le cui pareti sono forgiate da una dilagante solitudine e un senso di disinteresse verso gli altri. Gli occhi incapaci di immergersi in quelli degli altri, le parole scritte su uno schermo piuttosto che lasciate viaggiare nell’aria, il mondo tangibile da scoprire dal vero, e non per mezzo di una ricerca Google, ma soprattutto il tenere forte la mano di un amico e correre insieme a lui verso nuove avventure, sono tutti universi che si stanno perdendo. La loro forza di attrazione si indebolisce. Eppure, come ci insegna Ralph, giocare da soli è bello, ma in due è fantastico.

 Voto: 8

Elisa Torsiello per Radioeco

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