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Raqqa is Being Slaughtered Silently: giornalisti contro ISIS. #ijf16

Raqqa is Being Slaughtered Silently, fondato da Abdalaziz Alhamza e Hussam Eesa, ospiti del Festival Internazionale del Giornalismo #ijf16, è un gruppo di giovani giornalisti e attivisti siriani che si impegna per una campagna d’informazione rivoluzionaria, con l’obiettivo di pubblicare e diffondere online contenuti in arabo e in inglese che documentano il massacro che si compie nella loro città.

Raqqa is Being Slaughtered Silently #ijf16

RAQQA

Nel nord della Siria, al confine con la Turchia, si erge la città di Raqqa, considerata il quartier generale e capitale del sedicente Stato Islamico: uno dei posti più censurati al mondo.
La mancanza di giornalisti sul terreno dovuta a molteplici sequestri, le crocefissioni, le decapitazioni e la repressione di ISIS hano creato una cortina di silenzio attorno a Raqqa, impenetrabile dalla stampa locale e straniera. I “taglia gole” infatti manipolano l’informazione a loro piacimento, avendola monopolizzata, e impegnano gran parte dei loro sforzi alla propaganda online o tramite i loro canali informativi. Ma le cose sono cambiate quando è nato il gruppo Raqqa is Being Slaughtered Silently (RBSS). Il gruppo è nato due anni fa, nell’aprile del 2014, come risposta ai crimini commessi dallo Stato Islamico, che mal vedono questo gruppo di coraggiosi ragazzi, costretti a vivere sotto scorta.

“Per noi è stato un dovere. Prima lottavamo contro il regime del governo, ma adesso abbiamo un regime persino peggiore”

Quando le prime informazioni prodotte da RBSS hanno iniziato a diffondersi sui social network e sui giornali di tutto il mondo, l’ISIS ha cominciato una vera e propria caccia all’uomo per scoprire i responsabili, per sapere chi fossero “gli infedeli”.
Tre di loro, come alcuni dei familiari, hanno pagato con la vita e dovevano fungere da esempio, con i loro efferati omicidi pubblici, per tutti gli altri componenti del gruppo. Al-Moutaz Bellah Ibrahim è stato sequestrato e assassinato nel maggio del 2014, ucciso e esposto morto in piazza come monito. Ibrahim Abd Al-Qader è stato sgozzato nel suo appartamento in Turchia, nell’ottobre del 2015. E Ahmad Mohamed Almossa è stato assassinato nel dicembre del 2015. Uno di questi ha sacrificato la vita del padre, morto davanti ai suoi occhi, perché ha scelto di non rivelare informazioni su RBSS.

Raqqa is Being Slaughtered Silently #ijf16

Raqqa is Being Slaughtered Silently è formato da circa 17 persone. La loro strategia rispetto a due anni fa è cambiata: prima tutti abitavano a Raqqa, raccoglievano materiale con i loro smartphone (foto e video) e pubblicavano su Facebook e su Twitter. Adesso, invece, 12 di loro vivono dentro la città e comunicano con i 4 (tra cui i due fondatori) che stanno fuori attraverso un gruppo segreto online. Chi vive a Raqqa carica tutto il materiale sul gruppo: foto, video, notizie, dati; e chi sta fuori, “al sicuro”, si occupa di organizzare e diffondere i contenuti su Facebook, Twitter, sul sito, e di filtrare le notizie ai giornalisti internazionali.

“La gente guarda la sofferenza della Siria e pensa che è lontanissima da loro. Ma la distanza da Damasco a Roma è quasi la stessa che c’è da New York a Miami, nulla”.

COME SI VIVE OGGI A RAQQA?

Raccontano Abdalaziz Alhamza e Hussam Eesa: “tutto è controllato da ISIS e tutto è cambiato: i bambini non possono andare a scuola perché sono costretti a imbracciare mitra e combattere , ovunque in tutta la città ci sono telecamere, chi sbaglia viene giustiziato in pubblico con estrema freddezza e crudeltà, le mani vengono mozzate con gran facilità e immediatezza. ISIS dice che Raqqa è il paradiso, la città ideale dove vivere, ma “i prezzi sono aumentati di dieci volte rispetto al passato, i lavoratori non vengono stipendiati, la gran parte delle famiglie rimane senza cibo per giorni, le donne non possono passeggiare sole per le strade, ma solo accompagnate dai padri o dai mariti, rigorosamente coperte, i bombardamenti aerei russi e della coalizione sono frequenti e devastanti, gli internet cafè sono controllati da soldati ISIS. L’unica via d’uscita è la speranza che tutto questo finisca”.

Raqqa is Being Slaughtered Silently #ijf16

La fortuna e la forza degli abitanti di Raqqa è che se da un lato, questa città, è la capitale dello Stato Islamico, dall’altro è la capitale della resistenza dei cittadini Siriani, che lottano per la libertà, pagando con la vita.

“ISIS sarà sconfitto se si comincerà a tutelare i bambini, arruolati e fatti saltare in aria, e se si cercherà di integrare, senza lasciare fuori dalla società, i giovani in difficoltà, in crisi di valori, che vedono nell’ISIS la speranza di rivincita e di successo. Ma la colpa non è solo di ISIS. In Siria esistono moltissimi gruppi estremisti e un regime che fa peggio: ma non c’è confronto tra qualcuno che è migliore di qualcun altro, è tutta una merda!

ISIS offre, a detta sua e degli esperti della propaganda dello Stato Islamico, potere, soldi e donne. Il successo è assicurato. Chi si sente insicuro e non accettato dalla società, si arruola per diventare “qualcuno”. Questo è il punto debole dell’ISIS, per quanto riguarda i giovani di Raqqa, ma anche di tutto il mondo: chi si arruola senza una vera e radicata motivazione ideologica e religiosa, una volta finiti soldi e donne sarà demotivato, quindi debole, quindi facile da sconfiggere.

Raqqa is Being Slaughtered Silently #ijf16

Nel concludere l’incontro al Festival del Giornalismo 2016 Abdalaziz Alhamza e Hussam Eesa invitano il mondo a fermare la guerra in Siria, e aiutarli a far tornare a casa migliaia di persone emigrate verso le nostre coste. “Perché chiunque, minacciato dalle bombe, scapperebbe a cercare ospitalità dal vicino”.

“Noi continueremo a combattere ISIS con le nostre armi,cioè parole e immagini, fin quando ci sarà concesso di vivere, per raggiungere quante più persone possibili, e unendoci sconfiggere il potere nero”.

“Le nostre vite non valgono più di quelle dei nostri amici morti. Siamo diventati come i coccodrilli, non siamo più capaci di piangere dopo tutto quello che ci è successo”.

Guarda il VIDEO dell’incontro a #ijf16

QUI il SITO Raqqa is Being Slaughtered Silently

Davide Giannecchini

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