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Demography #41: Cisco Bellotti, Dardust, Flame Parade

Cisco
Stefano “Cisco” Bellotti insieme ai Modena City Ramblers ha fondato un genere, quello del combat folk, ha portato ad un paese sopito la carica di adrenalina dal profumo irlandese che mancava per ballare nelle piazze e sfogare ai concerti.
Nel suo ultimo disco Matrimoni e Funerali uscito per Materiali Musicali con distribuzione Universal assistiamo all’evoluzione dell’indelebile impronta folk con l’eccentrica voglia di sperimentare, di confrontarsi con collaborazioni importante come quella di Pierpaolo Capovilla in Supermarket che spiazza l’ascoltatore soprattutto dopo un brano come Il Girarrosto cantata con le Mondine di Novi che ricordano il Cisco esplosivo degli anni passati.
I testi rappresentano uno squarcio di cruda ironia in questo specchio di realtà, sono brani incalzanti, che non appartengono al mercato indipendente di questi anni e per questo possiamo solo essere grati ed ascoltare in silenzio, pensando un po’ di più a quello che eravamo e a quello a cui dovremmo ambire.

Cisco

Ogni tanto un album strumentale può svuotare il cervello oberato di dati e parole.
Dardast ha creato qualcosa di molto simile,7 primo album pubblicato con l’etichetta torinese INRI in collaborazione con Universal Music Publishing regala una pausa dal logorroico susseguirsi di monotone fotocopie cantautoriali.
Propone un’ alternativa valida alla parola con la riscoperta di un esercizio di stile sposato alla voce della sperimentazione.
Per cui al pianoforte vengono accostati gli archi, e agli archi accosteremo ulteriormente una sottile vena ambient guidata da sinth di un elettronica agrodolce che sposata con l’impostazione pseudo classica dell’esecuzione crea un gioco di contrasti complementari.
7 con le sue sette tracce ridondanti ci ricorda di come anche uno strumento possa dire molto più di tante canzonette, per cui forse, e dico forse, sarebbe il caso di cercare le cose dove prima non si riusciva a vedere niente.

Cisco

New Folk, o Neofolk sono concetti distanti da quello che ascoltiamo con un Woody Guthrie o un Dave Van Ronk, l’identificazione del folk contemporaneo deve la luce ad un gruppo di persone che a stento sapeva suonare una chitarra ma aveva davvero tante cose da dire ed un bel bagaglio di intensità da svuotare.
Quello a cui andiamo incontro ora sono melodiche addolcite dall’utilizzo di una gamma di strumenti più tradizionali, archi e fiati per esempio, che spesso vengono confusi per marchi di fabbrica, per etichette legate ad un genere.
I Flame Parade presentano il nuovo video del singolo Berlin e propongono un brano orecchiabile guidato dalla particolare voce di Marco Zampoli, seguendo però le orme di gruppi come Edward sharpe and the magnetic zeros si affidano a sonorità e parole semplici e fin troppo prevedibili, questo tipo di sonorità si affida all’esigenza espressiva di cercare un nuovo modo di esprimersi riproponendo e rimasticando però quelli vecchi e poco consistenti.
Sleghiamoci dalle etichette e scaviamo più a fondo.

Chiara Manera

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