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[RECENSIONE] Fast Animals and Slow Kids – Alaska

WW020CD_gatefold1A me la rabbia incontrollata e ben espressa fa venire sinceramente i brividi lungo la schiena dall’emozione. Nell’ultima fatica discografica dei Fast animals and slow kids, Alaska, uscito il 3 ottobre 2014, troviamo Romizi & co. più aggressivi ed arrabbiati che mai, con un tipo di rabbia veramente genuina: riempie il cervello, riesce ad appagare quello stato di insoddisfazione perenne che ogni essere umano affronta almeno una volta al giorno. Una valvola di sfogo in dieci tracce, veloci, terribilmente ruvide e sporche.

All’inizio ti fregano, partono con “Overture”, lentamente, melodicamente, ma piano piano ti rendi conto che è solo un crescendo, una scala di valori emotivi che evolve, anzi sale, sino ad esplodere come un petardo in un bicchiere, è una bomba viscerale, una pila di insoddisfazione che crolla. Rimango praticamente folgorata e con gli occhi lucidi di fronte all’autenticità delMare davanti”; l’effetto di un testo così malinconicamente disperato, urlato senza freni, è disarmante, ti lascia in silenzio con gli occhi sbarrati e le cuffie premute alle orecchie. Dobbiamo farci male, deve farci strizzare le palpebre dal troppo volume.

E continuano, traccia dopo traccia, a prenderci in contropiede, “Coperta”, “Con chi pensi di parlare”, “Il vincente”… E chi si aspettava che tornassero così, di corsa, d’improvviso, come un flash, come un pugno alle spalle? Solo al pensiero di un live vengono i brividi; c’è da immaginarsi il sudore, la foga incontrollata; c’è da immaginarsi la folla, il mucchio, una successione senza senso di arti, il flusso discontinuo di esasperazione che emerge e viene espulso ballando.

A chi non conosce “gli animali veloci e  bambini lenti” che cosa dobbiamo dire? Caro sconosciuto non ti aspettare nulla di scontato e sereno, c’è volume, c’è spessore angosciante e c’è tanta rabbia, la legge del taglione, una vendetta continua, la guardia sempre alzata, c’è nervosismo e c’è agitazione.

C’è quella scossa che ti prende all’improvviso quando ti appoggi alla ringhiera, che ti impone di ritirare la mano velocemente lasciandoti uno strano formicolio al braccio. Sono un principio d’infarto, ecco cosa sono.

Chiara Manera

Redazione musicale

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