Oppure copia e incolla questo link dove vuoi!

[Recensione] Hunger Games – Il Canto della Rivolta, Parte 1 

La grande attesa per la prima parte dell’ultimo capitolo della saga di Suzanne Collins è finalmente terminata: il 20 Novembre è uscito nelle sale italiane  Hunger Games – Il canto della rivolta Parte 1. L’entusiasmo dei fans, vista l’aspettativa per la trasposizione cinematografica dell’ultimo libro della scrittrice statunitense (Mockingjay, che in italiano si traduce come “Ghiandaia Imitatrice”), è andato alle stelle. Se cambia l’ambientazione rispetto ai due capitoli precedenti, la protagonista è sempre la stessa; lei, prima “ragazza di fuoco” e ora “ghiandaia imitatrice”, guida della ribellione di Panem: Everdeen Katniss – interpretata dalla bellissima e bravissima Jennifer Lawrence.

La Locandina del film

La Locandina del film

Dove c’eravamo lasciati e dove ci ritroviamo: addio alla crudeltà e agli sfarzi degli Hunger Games e benvenuta oscurità e sobrietà del sotterraneo Distretto 13. Katniss è stata salvata e trasportata qui dopo l’edizione della memoria dei giochi, in cui i tributi vincitori tornavano protagonisti, e si trova ad essere scelta come il simbolo della rivoluzione del pianeta Panem contro il centro del potere: Capitol City. “Abbiamo bisogno di un catalizzatore” afferma Plutarch Heavensbee, braccio destro della presidente del Distretto 13 Alma Coin, la quale inizialmente è indecisa se accettare o meno le condizioni di Katniss – ossia salvare Peeta, Johanna, Anna ed Enobaria e non trattarli come traditori – per poi accettare: “in tempo di guerra anche il più nobile dei principi tollera dei compromessi”. Lo sdegno davanti alla distruzione del Distretto 12, in cui Katniss viveva con la famiglia, l’annientamento dell’ospedale dei feriti al Distretto 8 e l’amore per Peeta (sempre più manipolato dal presidente Snow a Capitol City) trasformeranno la ragazza di fuoco in una ribelle di prim’ordine: “Se noi bruciamo, bruciate anche voi”.

Catapultati in un mondo per certi versi incredibilmente remoto, per altri sorprendentemente tangibile e per altri ancora proiettato in un futuro lontano, l’esperienza cinematografica degli Hunger Games lascia sicuramente senza fiato. Un film di fantascienza sì, ma anche un film molto attuale: si parla di guerra, di compromessi, di priorità e di sentimenti. Un concentrato di suspense continua che incolla lo spettatore al grande schermo, sin da primo film. Uno spunto, almeno per me, che porta a molteplici riflessioni contrastanti: realtà e apparenza, guerra e pace, amore e odio. Forse temi classici già risentiti, ma qui trattati in chiave rinnovata e totalmente originale. La troupe di registi che riprende la propaganda della rivoluzione guidata da Katniss – oltre a essere terribilmente attuale – fa pensare a com’è la realtà veramente e come invece vuole essere mostrata alla folla. Ecco quindi il ruolo della comunicazione e della tecnologia in quella che si annuncia come una guerra senza pietà, volta a favorire lo “scoppio” di una rivoluzione della pace, forse. “Non c’è progresso senza compromesso e non c’è vittoria senza sacrificio” afferma Alma Coin durante un suo discorso agli abitanti del distretto.

Katniss e Alma Coin

Katniss e Alma Coin

Cosa mi porto a casa di questi Hunger Games? Di certo un film ben costruito nel suo genere, con una grafica impeccabile, una sceneggiatura che colpisce e una colonna sonora coinvolgente. La società di Panem oppressa da Capital City non è poi così tanto distante da quella del mondo attuale: in essa imperversano guerre; il cinismo e il disinteresse sovrastano i sentimenti delle persone; la libertà, quando più, quando meno, inevitabilmente sfugge. Se l’amore fra Peeta e Katniss con un colpo di scena, che scuote gli animi e prepara al prossimo capitolo (ma che non sto di certo qui a spoilerare!) è di certo il fil rouge della trilogia, la rivoluzione è sicuramente l’altro fondamento di questa storia avvincente. La volontà e la capacità di ribellarsi è qualcosa che appartiene all’umanità da sempre, una sorta di diritto a dire “io non ci sto”, un messaggio forte, potente e di valore se recepito nel modo giusto e attuato secondo criterio anche nel quotidiano. Un’alleanza anche fra chi non era amico – come tutti i distretti di Panem – per opporsi a un controllo spietato. Piccole briciole, tante voci, una speranza comune: la realtà di questo film proiettato nel futuro è più presente che mai: “tutto ciò che è vecchio può tornare ad essere nuovo, come la democrazia”. Ecco dunque l’incontro-scontro fra la fantasia e la realtà, il fittizio e il dato di fatto: personalmente, credo che sia questa l’estrema bellezza di questi libri  e – caso raro – di questi film. Tuttavia è  proprio dalla malvagità del presidente di Capitol City che giunge la lezione più grande per Katniss e per tutti noi: “Sono le cose che amiamo di più a distruggerci”. 

Cos’altro aggiungere sul penultimo capitolo cinematografico degli Hunger Games? Prima di tutto mi hanno lasciato sorpreso le doti canore di Jennifer Lawrence che intona The Hanging Tree, canzone scritta dalla stessa Collins e arrangiata per il film dal gruppo americano The Lumineers. Sempre restando in campo musicale, anche la colonna sonora del film ha un certo stile e fascino: dopo il tocco dei Coldplay ne La ragazza di fuoco, adesso è il turno di Lorde che firma non solo la sigla di coda con il singolo Yellow Flicker Beat, ma va a curare anche l’intero comparto musicale del film, coinvolgendo altri artisti fra cui Stromae. Last, but not the least, il film, come si apprende dai titoli di coda (“In loving memory of Philip Seymour Hoffman”), è dedicato all’attore che aveva vestito i panni di Plutarch e che è scomparso lo scorso febbraio, proprio alla fine delle riprese di questa prima parte.

Alessio Foderi

 

post di questa categoria

Musica W 2017 - Manifesto

Musica W Festival 2017...

Musica W Festival 2017 – TUTTE LE INFO

ATP (16)

eventi in Toscana: Mus...

eventi in Toscana: Music W Festival e non solo | ATP #91

Copy of Copy of ON POINT (9)

Demography #218 –...

Demography #218 – Mixtape | Da Actress a Clap! Clap!

ON POINT (10)

Demography #217 –...

Demography #217 – mixtape | Ninja Tune & More

ultimi post caricati

ATP (13)

eventi in toscana: Dj ...

eventi in toscana: Dj Gruff feat. Gianluca Petrella e tanto altro| atp #89

Dipartimento di Giurisprudenza Unipi

Giurisprudenza cambia ...

Giurisprudenza cambia verso: variano distribuzione esami e tirocinio

daground

DAGROUND 2k17 – ...

DAGROUND 2k17 – Interviste dal campo

ATP (10)

eventi in Toscana: WOM...

eventi in Toscana: WOM, Fricat e molto altro | ATP #87

Commenti