Oppure copia e incolla questo link dove vuoi!

Recensione: La gatta sul tetto che scotta

Recensione: La gatta sul tetto che scotta. Anche noi diciamo la nostra sullo spettacolo portato in scena al teatro Verdi di Pisa.

Lo spettacolo teatrale in tour in tutta Italia La gatta sul tetto che scotta - che vede come protagonisti Vinicio Marchioni e Vittoria Puccini – ha sicuramente contribuito a scaldare (passatemi il termine e accettate il gioco di parole) l’atmosfera del fine settimana al Teatro Verdi di Pisa. Società, Ipocrisia, Sessualità, Denaro e Famiglia sono le tematiche che fanno da sfondo a un connubio di recitazione e scenografia veramente bollente, in cui è la vera interpretazione a far la differenza, consentendo al pubblico una totale immedesimazione nella vicenda.

gattasultettochescotta_puccini_marchioniCat on a Hot Tin Roof è il titolo originale dell’opera teatrale di Tennessee Williams del 1954, ritrasposta, quattro anni dopo, da Richard Brooks sul grande schermo con la partecipazione di Paul Newman e Elizabeth Taylor. A distanza di più di 50 anni, è stato il regista Arturo Cirillo a rispolverare la storia, a raffinarla e a riportarla in auge, aiutato da un cast d’eccezione. La gatta sul tetto che scotta si focalizza sulla vicenda di Maggie – interpretata dall’attrice fiorentina Vittoria Puccini – che si trova al centro di una fitta rete di bugie, di cui ne è in parte l’artefice. Infatti, Maggie – la gatta – teme tremendamente di perdere la fortuna acquisita nella sua scalata sociale, perché non riesce ad avere un con Brick – uomo di cui è irrimediabilmente innamorata – a differenza dei cognati che di figli ne hanno ben 4. A vestire i panni di Brick è Vinicio Marchioni. Si tratta di uno dei due fratelli della famiglia Pollitt, incapace ad amare Maggie e per questo si sfoga sull’alcol, velando e non ammettendo una presunta omosessualità. In una fitta rete di intrighi, e interamente ambientata nella loro camera da letto, la vicenda prenderà pieghe inaspettate e controverse che sveleranno la latente ipocrisia di questa famiglia degli anni Cinquanta.

La purezza dei sentimenti è contrapposta alla falsità della vita sociale così come la libertà si soffoca nei rigidi schemi sociali della famiglia. Il denaro imperversa e la salute svanisce in una fiera dell’egoismo che può avvenire sia in una camera da letto che in un’intera società. In un primo momento lo struggente confronto fra la rabbia di Maggie e il silenzio di Brick svela un amore a senso unico – “non c’è cosa peggiore di sentirsi sola con l’uomo che si ama e che non ti ama” dirà lei, svilendosi poi e gettando la spugna: “la gelosia mi consuma e il silenzio mi mangia”. La non accettazione di sospettato amore omossessuale da parte di lei e l’oltraggio subìto da lui – sarà proprio Maggie a spingere al suicidio Skipper, il destinatario di quest’amicizia speciale – saranno alla base di un confronto tra Brick e il padre nell’atto successivo, in cui il figlio svela la motivazione del suo alcolismo: “Bevo per vincere il disgusto! Sai cos’è l’ipocrisia? […] Non si può vivere d’altro che d’ipocrisia”. Lo stesso Brick continuerà a sprofondare nel vortice del suo turbinio interiore affermando che è “la vita che ci porta ad essere bugiardi” e “l’unico modo di sopravvivere è bere o la morte”. Sullo sfondo, l’inconsapevolezza del padre del suo cancro all’intestino e l’illusione della moglie a cui era stato fatto credere che il marito non avesse nulla, ma come affermerà quest’ultimo “l’odore di ipocrisia è quello più potente che esista”.

image

La sensualità di una Puccini che veste abiti inediti e svela una grinta felina, nonché una tremenda volontà a non arrendersi, è compensata dalla risolutezza di Marchioni che interpreta a pennello il baratro interiore di una vita vuota e falsa in cui non resta che ricorrere a coperture. L’eleganza e il crescendo dei dialoghi – a cui sottende un sceneggiatura ottimamente riadattata dall’originale – si completa con la sinuosità della luce, che scandisce un tempo quasi statico, e la compattezza cromatica della scenografia, regalando due ore di uno spettacolo d’altri tempi ritrasposto a fotografia moderna della società. Lineare, magnetico e tremendamente reale: da non perdere.

 

Alessio Foderi per RadioEco 

post di questa categoria

atp

Eventi della settimana...

Eventi della settimana: SenzaFiloMusicContest, Pisa Vintage e molto altro | atp #106

D34_8395

Voce Clandestina: la v...

Voce Clandestina: la voce del Teatro dell’ Assedio

bug

Demography #239 | Bug ...

Demography #239 | Bug Mixtape

TOPY

IL TRONO DI SOTTOCULTU...

IL TRONO DI SOTTOCULTURE #1: TOPY

ultimi post caricati

Il caso Berlusconi

Una settimana in un cl...

Una settimana in un clic! – Berlusconi

cof

Parola di Donna –...

Parola di Donna – Voci femminili a confronto

Il caffè

Caffè: quattro regole...

Caffè: quattro regole fondamentali secondo la scienza – Enjoy The Science – Rubrica scientifica di Radioeco

o-POSTINO-facebook

Il Postino, 8 minuti d...

Il Postino, 8 minuti di backstage in anteprima mondiale

Commenti