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[recensione] – “Millennium 4: Quello che non uccide” di David Lagercrantz

Poi rilesse il messaggio di Mikael Blomkvist, che voleva il suo aiuto. Senza neanche rifletterci sopra scrisse “okay”. Non solo perché glielo chiedeva lui: per lei era una questione personale. Non era una che provasse dolore, almeno non nell’accezione comune. Rabbia sì, però: una collera gelida e ticchettante.

Per JarlBARRANorstedts

Stieg Larsson. Fotografia di proprietà Per Jar/Norstedts

Lisbeth Salander è tornata: lo scorso 28 Agosto è finalmente uscito “Quello che non uccide” pubblicato in Italia dalla casa editrice Marsilio, quarto volume della saga di Millennium, la trilogia con cui Stieg Larsson ha conquistato decine di milioni di lettori, imponendosi così come l’indiscusso re dei giallisti svedesi.

Dopo la morte improvvisa di Larsson, avvenuta nel 2004, il suo proposito di realizzare una decalogia basata sui personaggi di Lisbeth e Mikael - la donna che odia gli uomini che odiano le donne, e lo scaltro e fascinoso co-fondatore della rivista d’inchiesta Millennium in cui si è naturalmente spinti a riconoscere tratti dello stesso Larsson, giornalista e co-fondatore della rivista anti-razzista Expo - ha perso ogni speranza di giungere a compimento.

Nonostante la conferma da parte della compagna di Larsson, Eva Gabrielsson, dell’esistenza di abbozzi di ulteriori romanzi, l’incompletezza dei manoscritti ha reso impossibile la loro pubblicazione, con buona pace dei fan.

Ma, a quanto pare, non si sono dati pace gli eredi legittimi del giornalista svedese, cioè suo padre Joakim e suo fratello Erland. Che infatti hanno ingaggiato un nuovo scrittore per la realizzazione del quarto capitolo della saga. David Lagercrantz, giornalista noto per la biografia di Zlatan Ibrahimovic, ha conquistato la loro fiducia, e così ha da loro ricevuto il via libera per la scrittura di Millennium 4, cui ha dato il titolo “Det som inte dödar oss” (letteralmente “Quello che non ci uccide”), incipit di un celebre aforisma di Friederich Nietzsche: “Quello che non ci uccide ci rende più forti”.

“Hai niente in ballo?” proseguì Erika. “Una storia qualsiasi, qualcosa con cui colpire duro la Svezia dell’informazione?”
“Non credo” rispose.
Erika batté un pugno nell’acqua, mandandogli uno schizzo sui pantaloni.
“Dovrai pure avere in mano qualcosa! Nessuno riceve più imbeccate di te in tutta la Svezia.”
“La maggior parte sono idiozie” rispose. “Anche se forse… ho appena iniziato a verificare una cosa.”
Erika si tirò su a sedere nella vasca.
“Cosa?”
“No, niente” fece marcia indietro Mikael. “Solo una pia illusione.”
“Vista la situazione, non ci resta che aggrapparci alle illusioni.”
“Sì, ma non è davvero niente, un sacco di fumo senza niente di dimostrabile.”
“Eppure una parte di te ci crede, o mi sbaglio?”.

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Locandina promozionale del film “Uomini che odiano le donne” di Niels Arden Oplev, con Noomi Rapce nel ruolo di Lisbeth Salander e Michael Nyqvist in quello di Mikael Blomkvist

È una notte buia e tempestosa. Mikael Blomkvist riceve la telefonata di Frans Balder, autorità nel campo dell’intelligenza artificiale. Vuole vederlo subito per rivelargli l’argomento del prossimo scoop di Millennium. Ma il vero motivo per cui Mikael accetta l’invito è che Balder è in contatto con una certa hacker di cui il giornalista non sente più notizie da molto tempo…

La trama di “Quello che non uccide” si fa sempre più intrigante con lo scorrere delle pagine, soprattutto grazie allo stile di David Lagercrantz. Stile che è molto più narrativo rispetto a quello di Stieg Larsson: al taglio quasi neo-realista che il creatore di Millennium ha dato alla trilogia, l’autore del quarto capitolo contrappone un procedere sicuramente meno confacente all’universo brutale che si trova a raccontare, eppure così genuino da rendere il lettore incapace di non apprezzarne i vezzi, ostentati fin dall’incipit del romanzo: “Questa storia inizia con un sogno, e nemmeno un sogno poi tanto speciale. È solo una mano che batte ritmica, insistente, sul materasso della vecchia cameretta in Lundagatan”. La frase conclusiva dell’opera, poi, è una porta spalancata sull’anima di David Lagercrantz.

Ma il vero merito di questo autore è lo sforzo immane che deve aver compiuto nel tentativo di penetrare i bizzarri fantasmi partoriti da Stieg Larsson: Mikael Blomkvist, l’uomo che con la sola presenza conquista la fiducia degli uomini e il cuore delle donne, e Lisbeth Salander, la donna che si firma “Pippi Calzelunghe” e che, con la resistenza di uno sguardo inespressivo, comunica l’inesprimibilità di un’esistenza sofferente.

Il tentativo, ovviamente, è rimasto tale: solo in rare occasioni i personaggi di Lagercrantz entrano in una qualche sintonia con i loro omonimi usciti dalla penna di Larsson. Per lo più il lettore di “Quello che non uccide” si trova di fronte a un altro Mikael e a un’altra Lisbeth, due personalità meno complesse e interessanti degli originali, di cui riescono a mantenere il fascino se non altro grazie al nome che portano.

Nel romanzo trovano spazio anche molti dei personaggi secondari della trilogia di Stieg Larsson: da Erika Berger, co-fondatrice di Millennium, a Jan Bublanski, ispettore di polizia cui furono affidate le indagini su Lisbeth quando quest’ultima era accusata di triplice omicidio. Anche la nuova versione di questi ultimi non soddisfa a pieno.

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David Lagercrantz ritratto da Magnus Liam Karlsson

Sono senza dubbio i nuovi personaggi introdotti da Lagercrantz ad affascinare maggiormente il lettore: Frans Balder, lo scienziato geniale alle prese con i sensi di colpa e per la pericolosità della propria invenzione e per le scarse attenzioni che ha dedicato a suo figlio. Andrei Zander, il nuovo collaboratore di Millennium, un giovane pieno di sogni e di insicurezze.

E, sopra tutti, Thanos, o Kira, come pure si fa chiamare la presenza inquietante che appare e scompare appestando l’aria con la sua presenza, come commenta Lisbeth, o al contrario profumandola di una felicità che sembra troppo bella per essere vera, come vagheggia Andrei; così è fatto il fiore più bello, sbocciato da un seme corrotto

Lisbeth Salander è davvero tornata? “Quello che non uccide” di David Lagercrantz forse non è il prosieguo della trilogia dell’inimitabile Stieg Larsson, ma è un buon romanzo.

Gabriele Flamigni per Radioeco

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