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[RECENSIONE]: Rainy Milo – Limey

Al tempo giusto esce Limey, EP di debutto della giovane cantante britannica Rainy Milo, dai forti sapori autunnali e scaricabile gratuitamente dalla sua pagina di Soundcloud.

Dopo che già aveva cominciato a cantare con alcuni musicisti locali dall’età di quattordici anni, Rainy, in cerca su internet di beat hip-hop dalle influenze jazz a cui prestare la sua bella e calda voce, si imbatte finalmente in quello prodotto da BLCK RSSN che diventerà la base di Bout You, la terza delle cinque tracce che compongono l’EP. Tutte quante si muovono omogeneamente e con grande sapienza tra trip- e hip-hop su sfondo jazz, mentre si canta di teneri amori adolescenziali.

Proprio inBout You, per esempio, si canta di quella che è una cotta in piena regola, ritratta con disarmante semplicità («Shit, there’s something special about you»). Per lei ci sono solo due possibilità, sì o sì, e ovviamente le vanno bene entrambe («Now listen, there’s just two options / But I don’t mind either / It’s yes or yes»).
L’altra faccia dell’amore è tratteggiata, invece, nelle prime due tracce, The Other Way e Don’t Regret Me. La prima, prodotta da Oddisee, è sorretta da un beat hip-hop robusto. Di tanto in tanto solo trapela qualche synth, più o meno forte. Il ritornello s’insinua subito in testa per la sua tanto vera elementarità («Don’t tell me I’m all right / When I’m not / Don’t tell me I’m ok / Don’t tell me it’s ok / If we’re going the other way»). Nella seconda, prodotta dall’australiano Chet Faker, l’influenza jazz, dopo gli iniziali synth sognanti, è più evidente. Si chiede di non essere dimenticati, di non essere rimpianti.

 

Dopodiché c’è anche una stupenda cover di Make Me Smile (Come Up and See Me) di Steve Harley & Cockney Rebel, vecchio successo glam qui reinterpretato meravigliosamente bene in chiave downtempo. La canzone, prodotta da Daje, si muove immersa in atmosfere trip-hop; la voce vibra di emozione.
A chiudere, invece, ci pensa la canzone più ritmata, dal beat consistente sottolineato di tanto in tanto da piccole scariche di basso. Si intitola This Thing of Ours ed è prodotta da Cole MGN, consueto collaboratore di Ariel Pink. Verso la fine, Rainy, la cui voce si è ormai sdoppiata, quasi si cimenta in un rap.

In definitiva, ad affascinare nel succedersi delle canzoni è proprio la voce di Rainy, inesperta eppure già matura, in ogni sfumatura carica di commozione. Tenera nel suo dolce accento inglese.
Limey, prima prova di questa giovane promessa, è da scaricare senza esitazione e magari ascoltare in un uggioso pomeriggio d’autunno, con una tazza di tè in mano, mentre si guarda la finestra, e fuori piove.

Luca Amicone

Redazione musicale

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