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[recensione] Tommaso Tanzini – Piena

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Finalmente è uscito il disco d’esordio di Tommaso Tanzini, dal titolo Piena, per la Stop Making Sensible – Records. Dico “finalmente” perché di questo album ne ho sentito parlare per tanto tempo, fin da quando Tommaso mi fece sentire dei frammenti di chitarra a casa sua. Ho seguito con partecipazione le diverse fasi della sua vita artistica, sin da quando decise di lasciare i Criminal Jokers. Finalmente è uscito, e l’attesa è stata ricompensata.

Questo disco è più di un esordio. Tommaso si siede intorno alle persone che sono state in contatto con lui in questi anni, dai genitori a se stesso, passando per una serie di archetipi di persone che ha incontrato. Si siede e con molta sincerità e precisione parla a tutta questa gente, puntandogli le parole nelle orecchie. Il come Tommaso canta ricorda molto il Fabrizio De Andrè di Oceano o il Tenco di Ragazzo mio, senza però scimmiottarli nel modo di scrivere o esplicitarli in versi ed espressioni.

Gli arrangiamenti sono molto pesati, e coinvolgono chitarre acustiche, chitarre elettriche, tastiere e drum machine minimali, mai scarne e tirate via. Non sorprende che Nick Drake e David Byrne siano i modelli di riferimento, naturalmente per un ottimo controllo del fingerstyle della chitarra, primo strumento di Tommaso.

L’ascolto si apre con L’immagine, brano che anticipa un po’ le sonorità ed i temi che percorreranno tutto il disco: la ricerca dell’umiltà di vivere, l’affronto verso i presuntuosi, la ricerca della serenità. Temi ripresi successivamente nel brano Musicisti alla ribalta, dove Tommaso se la prende, giustamente, con tutta questa scena di grandi incendiari che sono gli artisti. Con La tua tranquillità, Quattro mura, Il personaggio, In bici, Tommaso parla a se stesso, si guarda, si analizza, non si giudica, studia i cambiamenti. Poi parla ai suoi cari, e sembra che tutte le volte gli posi una mano sulla spalla e dalle orecchie arrivi a parlargli al cuore, come Madre o Attorno al fuoco. Si chiude il disco con Hoj, solo voce e chitarra, in un profondo esistenzialismo.

Ci sarebbero molte immagini da abbinare al disco, ma forse è giusta quella di copertina: una linea nera in un’immensità azzurra, un oceano o un cielo, che crea un precedente nella vita di Tommaso, vale a dire la realizzazione fisica di tutti quei pensieri che viaggiano nella testa di un pisano che stimo molto.

 

Andrea Spinelli 

 

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