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Riflettiamo per Jules

jules-bianchi-auto-moto-f1_1090eae0052ec4c9c989fd48e6cb223cI coccodrilli, come al solito, non sono mancati: Jules Bianchi, francese, classe 1989, già campione in diverse categorie minori di kart, dal 2013 guida in Formula 1 nella scuderia Marussia.

Si passa poi alla considerazione climatica: domenica a Suzuka era previsto l’arrivo di un  tifone. Certo, avrebbe lambito le coste dell’isola di Honshu nel tardo pomeriggio, ore dopo la fine della corsa, ma le previsioni davano pioggia. E la pioggia, cominciata nella notte di sabato e mai cessata, ha trasformato il circuito in un alternarsi di pozze a pozze.

Perciò la commissione gara ha considerato l’ipotesi di anticipare il GP, ma niente da fare: gli interessi economici hanno vinto. Con gioia, chi sa, di Bernie Ecclestone. L’ex-direttore esecutivo del Formula One Management propose infatti di creare una condizione di pioggia artificiale, al fine di animare le competizioni…

Il GP comincia: nessuna partenza regolare, le vetture si accodano alla safety car. Poi la pioggia perde intensità e la gara procede normalmente. Tutto regolare, l’unico pilota uscito di scena è Alonso, fermato nel corso del terzo giro da un guasto tecnico.

Tutto regolare, tutto finché la pioggia torna a imperversare. Nel 43esimo giro la Sauber di Adrian Sutil sbanda in curva Dunlop, esce dal tracciato e si schianta contro i respingenti. Il pilota esce illeso dall’abitacolo, mentre una gru entra in pista per rimuovere il veicolo fermo.

La pioggia è forte, la curva Dunlop lunga, molto scivolosa. Facilissimo perdere il controllo della vettura, come capitato a Sutil. E infatti subito capita lo stesso incidente, nello stesso punto, a Bianchi. Le telecamere riprendono in diretta l’accaduto, ma i media diffondono il video solo nel pomeriggio di lunedì. In esso vediamo la gru intenta a sollevare la Sauber, quindi la Marussia che a oltre 200 Km/h colpisce in pieno il mezzo trattore. Ma il fondo di quest’ultimo è rialzato: la monoposto sfila sotto la gru da parte a parte, accartocciandosi.

Capture-decran-2014-10-05-a-12Trasportato in ospedale, il francese ha subito una delicata operazione volta a eliminare un  ematoma al cervello. Gli ultimi aggiornamenti lo danno “critico ma stabile“.

È il momento meno adatto per polemizzare, certo, ma il più adatto per riflettere: da nessuna attività agonistica è eliminabile il fattore rischio, specie se tale attività prevede la percorrenza di oltre 250 Km a una velocità media di 225 Km/h, tuttavia tale fattore dev’essere ridotto al minimo. È d’altronde vero anche quanto disse qualche mese fa Luca Cordero di Montezemolo, ex-presidente del Cavallino (una volta) rampante: gli spettatori vogliono vedere la competizione, non analizzare il miglioramento dell’affidabilità delle vetture. La Formula 1 non è un centro per testare tecnologie innovative da applicare poi alle automobili da strada, è uno sport.

E però un appunto va fatto: l’incidente di Bianchi è stato paragonato a quello avvenuto a Schumacher in Brasile nel 2003. Il tedesco pluri-iridato uscì di pista in prossimità di una gru ma non poté colpirla: era fuori dal circuito, in una corsia tangente oltre le barriere. Invece in diverse occasioni si sono visti veicoli del genere in pista, e in altrettante non era successo niente. Niente fino a domenica, purtroppo. Forse questa accortezza avrebbe evitato quanto è successo, ma “del senno di poi” – si sa come continua…

Sono sicuro che Jules tornerà presto a calzare tuta e casco e a correre in una Formula 1 più responsabile. Che impari dai propri errori, almeno lo sport!

Gabriele Flamigni

Redazione news

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