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Sanremo 2017: gioie e dolori dei BIG in gara

Qual è quell’appuntamento immancabile che cade ogni metà febbraio e ci rende le vite migliori, ci fa sentire i violini nell’aria e ci dà un motivo per andare avanti? Ovviamente no, non è San Valentino,  ma è il glorioso, vecchio, amato ed odiato Festival di Sanremo, che nel 2017 giunge alla sua 67° edizione.

Teatro Ariston - Sanremo

Teatro Ariston – Sanremo

Lo scorso 12 dicembre, nello show “Sarà Sanremo”, Carlo Conti (giunto alla sua terza edizione consecutiva) ha annuniciato i 22 nomi dei Big in gara.

Carlo Conti - Sanremo

Carlo Conti – Sanremo

Lo dico subito: il Barack Obama di mamma RAI ha giocato sicuro, come ogni anno. Un po’ di vecchie glorie, che quelle ogni tanto bisogna scongelarle;, un po’ di talent, che quelli vanno presi in considerazione per il pubblico più giovane; un po’ di cantautori non esattamente mainstream, che quelli strizzano l’occhio ai radical-chic; un po’ di sani cantanti sconosciuti. La scelta è più che comprensibile: Sanremo è una delle poche cose rimaste in Italia che meritano la vetusta e polverosa etichetta “nazional popolare”, e affinché questa sia ancora valida, bisogna far contenti tutti. E io, che nel magma sanremese ci sguazzo con lo stesso entusiasmo con cui Miriana Trevisan scopriva le lettere alla “Ruota della Fortuna”, voglio riassumervi brevemente chi sono le voci che ci faranno godere (nella migliore delle ipotesi) dal 7 all’11 febbraio dell’anno venturo.

Categoria: FROM TALENT WITH LOVE

Alessio Bernabei, “Nel mezzo di un applauso”. L’ex cantante dei Dear Jack, sfornati al suo tempo da Amici, ritenta il colpo dopo solo un anno, dopo il non proprio appagnante 14° posto. Già dal titolo si sospetta il plagio: solo Lady Gaga può cantare “Applause”, hai capito Alé?

Elodie, “Tutta colpa mia”. Capelli rosa, medaglia d’argento nell’edizione 2016 di Amici, pupilla di Emma Marrone. Come debutto sanremese e con un titolo del genere. è prevedibile che la canzone parli di un amore finito male, che solo ora lei si rende conto che lo amava davvero e che lo ha fatto soffrire ma ora grazie al dolore è maturata davvero e Venezia è bella ma non ci vivrei. Elodie, stupiscici e spacca tutto.

Nesli e Alice Paba, “Do retta a te”. Lui un rapper, fratello di Fabri Fibra; lei una cantante, fresca fresca di The Voice of Italy, sotto la protezione di Dolcenera. Insomma, lo schema rapper+voce delicata ripropone uno schema che noi superstiti degli ultimi 20 anni musicali conosciamo bene: un po’ tipo “Dilemma” di Kelly Rowland e Nelly. Avercene di perle del genere.

Michele Bravi, “Il diario degli errori”. Vincitore di X Factor 7, nella squadra di Morgan, con un autore alle spalle del calibro di Tiziano Ferro, si lancia nella città dei fiori con un pezzo dal titolo accattivante. Se fosse il titolo di un articolo su Cioè. Miché, siamo tutti con te.

Giusy Ferreri, “Fatalmente male”. Vincitrice del primissimo X Factor, Dio solo sa quanta fatica abbiamo fatto per schiodare dalle radio il suo singolo con Baby K. Alla sua terza partecipazione, ci propone un brano dal titolo che è un po’ un facile pun, un po’ un enigma sul mistero della vita.

Chiara, “Nessun posto è casa mia”. Un altro frutto di X Factor, benedetta da Mina in persona, ma ultimamente famosa per essere la rossa che fa la pubblicità dei telefoni, ci riprova con un titolo a metà tra Loredana Berté e Wendy Windham a fine carriera.

Francesco Gabbani, “Occidentali’s Karma”. Vincitore dello scorso Sanremo Giovani (che ora si chiama “Nuove Proposte”, ma io rimango fedele alla dicitura di Pippo Baudo perché sono vintage). Dopo “Amen”, ora si lancia con un titolo in wolof, la lingua parlata dal 43% della popolazione senegalese. Ah, è italiano? Vabbeh, daje…

Albano e Romina - Sanremo

Albano e Romina – Sanremo

Categoria: GRANDI NOMI

Al Bano, “Di rose e di spine”. Inutile presentare chi è Al Bano Carrsi, perché un bicchiere di vino con un panino non solo l’abbiamo cantata tutti, ma anche a ogni scampagnata di Pasquetta l’abbiamo magnato e bevuto. Dopo il recente infarto (Albanone, non fare scherzi, che in questo 2016 ci mancate solo tu e Cher e poi le leggende se ne sono andate tutte), partirà in formissima con un titolo che allude forse a quel capolavoro che era “Di sole e d’azzurro” di Giorgia, ma in versione botanica.

Paola Turci, “Fatti bella per te”. Una leggenda: innumerevoli successi; altrettante partecipazioni a Sanremo; un look iconico, una voce inconfondibile, una strizzata d’occhio al mondo delle cantantesse. Con un brano di cui è (ovviamente) coautrice, che già suona come un inno femminista, o come una pubblicità per la sua estetista.

Samuel, “Vedrai”. Se non riconoscete subito chi è, vuol dire che siete deconcentrati. O troppo giovani. Il frontman dei Subsonica ha recentemente lanciato la sua carriera da solista e vuole evidentemente santificarla con la città dei fiori. Perché l’ultima volta che ci andò con il gruppo era il lontano 2000: ci furono fischi del pubblico e urla non proprio lusinghiere. Una magra figura per davvero; peccato che il brano in questione era “Tutti i miei sbagli”, autentico gioiello. Samuè, non mi deludere.

Fiorella Mannoia, “Che sia benedetta”. La rispota è una. SI’, Fiorella: tu sia benedetta per davvero. Ma che dico, #santasubito.

Fabrizio Moro, “Portami via”. Diventato famoso grazie al successo sanremese “Pensa”, politicamente impegnato, dopo qualche anno di oblio, ritorna prepotentemente sulla scena con un titolo che fa pensare a una storia d’amore. O a un TSO.

Clementino, “Ragazzi fuori”. Portato a Sanremo dalla coppia Fazio-Littizzetto, il rapper campano avrà quell’aura di brio e controversie di cui ogni festival ha statutariamente bisogno. Un brano difficile che parla di un dramma sociale: adolescenti di borgata che dimenticano le chiavi di casa

Gigi D’Alessio, “La prima stella”. Che il Gigione nazionale si sia stancato di cantare al capodanno di RaiUno a Courmayeur? Forse sì, dato che la sua ultima apparizione sanremese fu nel 2012 con Loredana Berté. Dal titolo sembra che non ci tremerà il cuore per quel suo ritardo, allora cosa? Un brano su sua moglie? O sulle onde gravitazionali? La teoria del Big Bang? Gigi, ci hai confusi.

Ron, “L’ottava meraviglia”. La prima volta a Sanremo fu nel 1970; l’ultima nel 2014. Cosa sarà l’ottava meraviglia? Un grande amore? O forse la sua prostata che, nonostante l’età, ancora regge? Lo scopriremo solo vivendo.

Michele Zarrillo, “Mani nelle mani”. La notizia è stata accolta con stupore e sorpresa: Zarrillo è vivo.

Marco Masini, “Spostato di un secondo”. Dodici anni fa il trionfo con “L’uomo volante”, due anni fa l’ultima partecipazione con “Che giorno è”. Ora il Masinone torna con un brano forte e d’impatto, su un tema etico che dividerà pubblico e critica: il coito interrotto.

Sanremo

Sanremo

Categoria: MA TU CHI SEI?

Raige e Giulia Luzi, “Togliamoci la voglia”. Lui un rapper classe 1983, lei una cantante classe 1994. Entrambi accomunati dalla passione per la musica e dal fatto che anche i parenti fanno fatica a riconoscerli durante le feste comandate. Il titolo non promette bene, ma speriamo sia un paradosso, sennò chiudiamo bottega.

Ermal Meta, “Vietato Morire”. Sì, sì, sì: questo qualcuno lo conosce: ha vinto Sanremo Giovani nel 2006, ma lo ricordiamo più per il nome ferroso che per i tormentoni. Che il 2017 sia l’anno del rilancio?

Bianca Atzei, “Ora esisti solo tu”. Già concorreva al Sanremo 2015, ricordata per il record di donna più cercata su Wikipedia durante la settimana del Festival. Per noi di Sanremo Famosi, Bianca Atzei rimarrà sempre: CHI??

Lodovica Comello, “Il cielo non mi basta”. Ve lo dico io chi è: è Violetta. Chi è Violetta? Appunto.

Sergio Sylvestre, “Con te”. Bimbi, questo non ha nemmeno la pagina su wikipedia.

E voi, miei cari fiorellini, siete pronti per un Sanremo col botto?

 Daniele Moretti per RadioEco

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