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Verità che ricordavo – Michele Santeramo al Teatro Era

Michele Santeramo debutta in prima nazionale al Teatro Era di Pontedera con il suo nuovo testo, Leonardo da Vinci. L’opera nascosta. Ad accompagnarlo in questo cammino narrativo le illustrazioni di Cristina Gardumi, a suggellare la loro collaborazione.

Santeramo "Leonardo da Vinci. L’opera nascosta" @ Teatro Era - foto di Andrea Spinelli

Santeramo “Leonardo da Vinci. L’opera nascosta” @ Teatro Era – foto di Andrea Spinelli

L’atmosfera è molto familiare. Un tavolino ed un piccolo panchetto come unica scenografia. Un pannello sullo sfondo pronto ad animarsi. Santeramo entra quasi in punta di piedi e comincia con un ritmo studiato e preciso a raccontarci la storia. Nel prologo iniziale chiarisce che questa storia è tutta inventata. Niente di storico, niente di accademico. Tanto la vita di Leonardo la conosciamo già, no? Solo una storia da raccontare, per uscire dalla realtà che non esiste. E allora incontriamo cadaveri che parlano, quadri che amano e persone senza ricordi. La fantasia ha la possibilità di esprimersi nel suo massimo splendore. Non esistono regole preconcette.

Santeramo "Leonardo da Vinci. L’opera nascosta" @ Teatro Era - foto di Andrea Spinelli

Santeramo “Leonardo da Vinci. L’opera nascosta” @ Teatro Era – foto di Andrea Spinelli

Peccato che questo messaggio venga violato dai personaggi, che risultano invece attaccati alla realtà e alle sue regole. La loro continua incredulità risulta fare ponte con lo spettatore, ritenuto incapace di perdersi nel mondo immaginario. Come se non fosse capace di vivere sugli alberi con Cosimo Piovasco di Rondò o camminare tra le strade delle Città Invisibili. Invece il pubblico può parlare con la Gioconda, basta lasciarglielo fare.
All’interno della narrazione, il fondale prende vita in un movimento denso di colori brillanti e accoglienti. L’ocra della terra toscana e il rosso delle Casate e del sangue dei cavalieri contraddistinguono le atmosfere create da Gardumi, che gioca con l’immaginario dello spettatore evocando mondi e uomini in macchie di colori. Si crea una visione complessiva e allargata utile a dare il senso della storia, solo a tratti un po’ sporcata dall’uso del figurativo.

Santeramo "Leonardo da Vinci. L’opera nascosta" @ Teatro Era - foto di Andrea Spinelli

Santeramo “Leonardo da Vinci. L’opera nascosta” @ Teatro Era – foto di Andrea Spinelli

A muovere la trama è il protagonista Leonardo, che da genio razionale cerca di dare una risposta all’ineluttabile domanda di ogni essere umano: Com’è morire? E siccome la morte fa schifo Leonardo cerca di scoprire la formula dell’immortalità. In questo viaggio di studio costruisce città, si riempie la bocca di aforismi, colleziona tentativi, sfrutta l’uomo e ne studia i comportamenti. Arriva a scoprire che l’equilibrio del mondo sta nell’umanità che muove ogni passo tra limiti, felicità, pianti e amori. Umanità che non finisce mai. Ma questo lo conosciamo già, no?

Attore, drammaturgo e personaggio, Santeramo guarda in punta di piedi oltre il muro delle sue parole. Ripete, conferma, sottolinea, come mosso da un timore sotterraneo di incomprensione e noia.

Il testo, denso di immagini vivide e palpabili, ha la pecca di voler dare costantemente una lezione, che poi spesso conosciamo già. E allora cosa non conosciamo? Che cosa impariamo o immaginiamo di nuovo? Amore, vita, morte vengono analizzati, non vissuti. Tutto passa da uno sguardo matematico e procedurale che perde di poesia necessaria. Come un gioco retorico che può affascinare ma che non smuove sentimenti.

In tutta questa professionalità qualche macchia di emozione avrebbe reso reale e viva la storia ed i suoi personaggi, sarebbe stato un sogno da cui svegliarsi. Per poi chiedersi, col batticuore, se si è sognato veramente.

Santeramo "Leonardo da Vinci. L’opera nascosta" @ Teatro Era - foto di Andrea Spinelli

Santeramo “Leonardo da Vinci. L’opera nascosta” @ Teatro Era – foto di Andrea Spinelli

Per te che a teatro non ci vai, ma mai dire mai

Santeramo è uno dei più importanti drammaturghi viventi oggi in Italia. Quindi, in generale, ha qualcosa da dire e lo fa anche particolarmente bene. Lo spettacolo dura un’ora e racconta una storia creativa e divertente, caratteristiche che possono vincere la tua pigrizia d’attenzione. Non parla di massimi sistemi e la lingua che usa è chiara e diretta, molto affascinante a tratti. Per questo potrai seguire tutto quello che accade con facilità. Il tuo cervello potrà anzi avere modo di immaginare: faglielo fare e ti divertirai un mondo. Ecco, unico problema: il tuo cuore non verrà molto smosso. Ma intanto cominciamo da qualcosa.

INFO:

Fondazione Teatro della Toscana

Michele Santeramo

Leonardo da Vinci – L’opera nascosta

immagini Cristina Gardumi

luci Fabio Giommarelli

di e con Michele Santeramo

Flaminia Vannozzi per RadioEco – Foto di Andrea Spinelli

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