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Shopping? Sì, ma dal pc!

 “SHOPPING? SI’, MA DAL PC!”

Shopping. Un banalissimo termine inglese, derivante dal verbo “to shop”, che letteralmente indica l’azione di andare in giro per negozi con lo scopo di effettuare acquisti.
Eppure, lo shopping, da una decina di anni a questa parte, non si compie più unicamente nei negozi.
Ormai, per acquistare un capo di abbigliamento, non è più necessario ed indispensabile uscire di casa e camminare per interminabili ore in innumerevoli negozi alla disperata e frenetica ricerca di un paio di scarpe, di una T-shirt o di un semplice paio di jeans.

Lo shopping, si sa, è sicuramente una delle occupazioni preferite dall’universo femminile.
Esso, è considerato un’attività divertente e piacevole; e, allo stesso tempo, dallo shopping è possibile trarre numerosi benefici dal punto di vista psicologico, dal momento che andare a fare acquisti può addirittura risultare appagante quando l’umore non è dei migliori!
Ed è un hobby e un’attività così tanto amata ed apprezzata, che, in suo “onore”, sono stati realizzate canzoni, film e quant’altro.
Basti pensare alla canzone “Shopping” dei Pet Shop Boys in cui è ripetuto continuamente il ritornello “We are shopping”, quasi a testimoniare che lo shopping è diventato talmente parte di ognuna di noi che è come se noi stesse personificassimo lo shopping, dal momento che siamo il motore che lo fa andare avanti.
E, per quanto riguarda i film, basti menzionare “I love Shopping” uscito nelle sale cinematografiche nel 2008 e che vede come protagonista la fashion-victim Isla Fisher, “Pretty Woman” film del 1990 con la famosissima scena in cui la splendida Julia Roberts svaligia i più bei e costosi negozi di Beverly Hills, o ancora “Il Diavolo veste Prada” film del 2006 tratto dall’omonimo romanzo di Lauren Weisberger; e, per finire, come non ricordare “Colazione da Tiffany”, del 1961, con la divina Audrey Hepburn che interpreta in modo magistrale il ruolo di Holly Golightly, eletta dal pubblico come la vera prima “maniaca della moda” del grande schermo.

Inoltre, lo shopping, non è classificato soltanto come un hobby o un passatempo per trascorrere il tempo libero; è diventato anche oggetto di studi e, addirittura, è diventato un lavoro!
Presso l’Università degli Studi di Bergamo, il 4 dicembre del 2007, è stato realizzato un incontro dal titolo “Shopping for Human Rights“; l’incontro venne ideato e promosso dalla facoltà di Lingue e Letterature Straniere e aveva lo scopo di far incontrare alcuni studiosi (soprattutto psicologi e politologi), che da anni osservavano il “fenomeno shopping”, insieme alle vere protagoniste di questa attività, nonché le fashion-victims più o meno incallite.
Oltre a ciò, dal 2003-2004, in Italia si è diffuso un vero e proprio lavoro relazionato allo shopping: la figura del personal shopper. Il personal shopper è una persona che, tramite un compenso monetario, aiuta altre persone a scegliere capi d’abbigliamento, regali, oggetti d’arredamento etc. Può anche accompagnare i clienti in giro per negozi, oppure, quando il cliente si fida ciecamente del proprio personal shopper, quest’ultimo può addirittura fare acquisti per conto proprio. Per intraprendere questa professione, esistono perfino specifici corsi di specializzazione.

Tuttavia lo shopping, purtroppo, può anche trasformarsi in una malattia: il così detto “Shopping compulsivo” o “Sindrome da Shopping”.
Le vittime di questo disturbo hanno un’estrema difficoltà a segnare il confine tra gli acquisti “normali” e gli acquisti “patologici”, i quali conducono a vere e proprie manie di spesa.
La dipendenza dallo shopping, sfortunatamente, è una vera e propria dipendenza che può degenerare in problematiche ancora peggiori come gli eventuali problemi economici e psichici.

  Ma lo shopping non è un’attività amata e apprezzata soltanto a partire dagli ultimi decenni; “Madame Bovary”, il romanzo più famoso dello scrittore francese Gustave Flaubert, venne pubblicato nel lontano 1885 ma dai critici letterari è considerato come il “primo vero romanzo di shopping e tradimenti”.
Emma Bovary, protagonista del romanzo e moglie di un medico che non riesce a renderla felice, per combattere la sua vita noiosa e monotona comincia a cercarsi degli amanti con cui.. FARE SHOPPING!
Quello che però oggi è cambiato, e non solo rispetto al 1885 ma anche in confronto a non molti anni fa, non è l’amore per lo shopping ma piuttosto il modo di fare shopping; la nuova moda e tendenza nel fare acquisti è, infatti, lo shopping online.

Lo shopping online è un metodo semplice, veloce ed immediato che permette al consumatore di fare acquisti direttamente dal proprio Computer attraverso l’utilizzato di una Carta di Credito.
Lo shopping online, detto anche commercio elettronico, è un fenomeno che in Italia sta assumendo dimensioni sempre maggiori.
Secondo un sondaggio condotto nel 2011 dalla Forrester Research (una compagnia che si occupa delle ricerche sul mercato e, in particolare, sull’influenza che le nuove tecnologie hanno sul mercato), le vendite online aumenteranno del 10% ogni anno a partire da ora fino al 2015. Attualmente circa il 57% degli adulti europei fanno acquisti online e i prodotti più gettonati sono sicuramente i capi d’abbigliamento, che spesso sono acquistabili a prezzi convenienti e sicuramente più economici rispetto ai prezzi dei tradizionali negozi.
Secondo un’altra ricerca, stavolta però condotta dall’ISTAT, altri articoli che online riscuotono un enorme successo sono i voli, i viaggi e le vacanze (circa il 36%), libri e riviste (circa il 28%), e, a seguire e a parità di percentuali, ricariche telefoniche, attrezzature elettroniche, videogiochi e biglietti per spettacoli e concerti.

Ma perché lo shopping in rete è riuscito ad ottenere un successo così strabiliante soprattutto all’interno del mondo femminile?
Il primo vantaggio, e sicuramente il più evidente, risiede nel fatto che possiamo acquistare qualsiasi articolo che desideriamo direttamente da casa a qualsiasi ora del giorno e della notte, evitando così di sottoporci allo stress delle lunghe ed interminabili code dei negozi davanti alla cassa!
Un secondo vantaggio è che la scelta dei prodotti online è praticamente illimitata; in questo modo ci risulta più semplice confrontare i prezzi dei vari venditori e scegliere quello che ci risulta più conveniente.
Inoltre, gli acquirenti online hanno sempre il diritto di recessione entro i 10 giorni dalla consegna: vale a dire che possiamo sempre inviare indietro ciò che ci viene recapitato a casa, magari perché il vestito che stavamo aspettando non è della lunghezza desiderata o perché i pantaloni non vestono così bene come invece credevamo.
Anche i tempi di consegna sono favorevoli: solitamente un acquisto viene spedito, al massimo, entro 4-5 giorni dal momento dell’ordine che è effettuato direttamente dal proprio PC.

Ma quindi dovremmo dire addio alle lunghe file nei negozi, all’assalto durante il periodo dei saldi, all’indecisione tra due o più paia di scarpe davanti alla commessa che ci guarda spazientita ed esasperata, alle enormi e pesanti buste portate a mano e così via? Assolutamente no.
Ognuna di noi, infatti, è libera di scegliere come compiere i propri acquisti come preferisce e come meglio crede.
E tra l’altro, si sa, camminare per le vie del centro con una busta appariscente che porta il nome di una firma famosa e che suscita invidia anche alle proprie amiche, non è poi così male per nessuna di noi..!

Ipazia è a cura di Lavinia Franchi

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