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Siamo stati a vedere Giovanni Truppi al Lumiere di Pisa

Giovanni Truppi come un bimbo che si siede sul seggiolino del mondo, come un adulto che ha un ricordo vivido dei più grandi sentimenti, ieri sera al Lumiere ci ha ricordato che Poesia e Civiltà sono due concetti cardine del nostro essere umani.

giovanni truppi

La platea del Lumiere è piena, un pubblico vario, dai vecchi affezionati ai nuovi curiosi. Sul centro del palco quel pianoforte di legno meraviglioso, decostruito e ricostruito come una musica al taglio. Intorno a quella magia altri cinque elementi. Musicisti bravissimi capaci di portarti tutti gli strati dei ricchi arrangiamenti dritti al cuore.

C’è intesa su quel palco, c’è la gioia di fare musica per necessità e per il gusto di divertirsi con serietà. C’è tanta Poesia e Civiltà e una scrittura che come il buon vino ha acquisito più gusto, più struttura e maturità e rivela ancor più la profondità disarmante del cantautore napoletano.

giovanni truppi

Giovanni Truppi apre con L’Unica oltre l’Amore, il singolo che ha anticipato il nuovo album e che si conclude con una coda strumentale da brividi. Il concerto prosegue con le proprie pitture dell’amore, della società e dell’ umanità del nuovo album.  Conoscersi in una situazione di difficoltà ( è un’opportunità)  e I miei primi sei mesi da rockstar fanno  venire i brividi.

“L’importante era levarsi da dosso un espressione da grande, ci proviamo a farla tutti quanti fino da bambini, fino a che non ci riesce bene e ci chiamano uomini”.

 In platea l’attenzione si taglia con il coltello, ci ascoltiamo raccontati attraverso gli occhi di Giovanni Truppi, che forse vede più in là e ci svela qualche segreto. Siamo tutti coinvolti in una giostra che si scalda di colori e movimenti alti e bassi.

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Poi Giovanni se ne esce con il carichissimo arrangiamento di Il mondo è come te lo metti in testa e il pubblico va in delirio: Pogo libero!

Stessa sorte per Superman, con cui Giovanni Truppi ci fa sognare di volare e  tutti i vecchi pezzi di repertorio a cui ci sentiamo affezionati come dei bimbi cantandoli a squarciagola.

Il concerto si conclude con Tutto l’universo con cui Giovanni ci ricorda che “Se ci pensi un bambino piccolo sembra un matto”e noi un pò matti lo siamo.

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Truppi tra reminiscenze di fantasie di infanzia e poesie adulte ci fa felici, anche delle nostre disgrazie, un pò come quando lo stesso Giovanni  apre la bocca per cantare.

Giovanni Truppi si conferma uno dei migliori dell’attuale panorama italiano, un artista con più di qualcosa da dire ed il mezzo espressivo per farlo. Stai andando bene Giovanni!

Dopo il concerto lo abbiamo incontrato per qualche domanda:

Report di Elena Alei, Intervista di Eleonora Esposito e Elena Alei, Foto di Michela Biagini

 

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