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Sick Tamburo – Pieralberto Valli – YOOP| Demography #189

Il numero 189 di Demography vi farà ascoltare un bel po’ di musica, tutta italiana. Si parte con il nuovo singolo dei Sick Tamburo, per poi passare all’esordio da solista di Pieralberto Valli e all’EP del duo vicentino YOOP.

Sono passati tre anni da Senza Vergogna, album del 2014 dei Sick Tamburo che tornano ora con un nuovissimo lavoro. L’album è anticipato dalla title-track Un giorno nuovo, che insieme al videoclip, diretto da Stefano Poletti, hanno portato una ventata di aria fresca e un profumo di primavera, sorprendente e più leggera rispetto ai Sick Tamburo a cui siamo abituati, ma questo non vuol dire che sia un male, anzi. Un giorno nuovo è il giorno in cui riusciamo a vedere il mondo per quello che veramente è, senza tutti i filtri dell’educazione che ci accompagnano da sempre. È il giorno in cui lasciamo andare la maggior parte delle cose a cui davamo vitale importanza, rendendoci finalmente conto che di importanza non ne avevano alcuna. È il giorno in cui lasciamo andare tutte quelle cose che sono solo estensioni del nostro ego e ci rendiamo conto di quanto sia importante vedere il sole che si alza al mattino. Il giorno nuovo è il giorno del grande cambiamento. Del cambiamento dentro di noi. Un giorno nuovo è il singolo dolce, ma misto a quella malinconia che sempre accompagna i brani dei Sick Tamburo. Le voci di Elisabetta Imelio e Gian Maria Accusani, nucleo dei Sick Tamburo, come al solito si incastrano benissimo in un armoniosa combinazione, accompagnate dal solito ma sempre nuovo intreccio di chitarre elettriche, basso e sintetizzatori, ritmi incalzanti e melodie wave. Un giorno nuovo è solo l’inizio dell’omonimo album dei Sick Tamburo, che uscirà il 13 aprile per la Tempesta Dischi. Nel frattempo vi lascio con il video del singolo e vi ricordo che i Sick Tamburo il 21 aprile saranno al Deposito Pontecorvo. Save the date e buon ascolto. Parliamo ora di un artista navigato, che ha deciso di intraprendere la carriera da solista. Pieralberto Valli ha pubblicato ben quattro dischi con i Santo Barbato, oltre ad aver esordito nel 2014 anche in campo letterario nel 2014 con il suo primo romanzo Finché C’è Vita, con prefazione di Paolo Benvegnù. Il 2017 è l’anno dell’esordio solista con Atlas, uscito lo scorso febbraio per l’etichetta Ribèss. Atlas non è sicuramente un album da poter ascoltare con noncuranza, ma richiede un certo livello di attenzione per poterne apprezzare l’atmosfera fosca e le parole che si cullano sulla musica. È un po’ se il già citato Benvegnù si mettesse a scrivere e cantare sui pezzi di James Blake. L’album trasuda eleganza, Atlas è la prova che la lingua italiana ha la possibilità di accostarsi ai suoni elettronici e al pop sintetico. Pieralberto Valli l’ha fatto e c’è riuscito anche abbastanza bene. Atlas è un album che vale la pena di ascoltare: per dieci tracce, l’ascoltatore vaga in un modo inquieto, ma ovattato da testi e musiche raffinate. Lascio giudicare voi, facendovi ascoltare Frontiera. Finiamo questa carrellata musicale con un duo. YOOP nasce dall’idea del compositore, polistrumentista e produttore Luca Sammartin e della cantante e cantautrice Valentina Sicco. Nella nebbia vicentina dell’autunno 2010, lui le regala il cd di Loveless dei My Bloody Valentine. Lei passa una notte agitata piena di meravigliosi incubi, si innamorano ed il resto è YOOP. La speciale connessione tra i due porta la coppia a comporre diversi pezzi, quattro di questi sono confluiti nel loro primo EP, intitolato Breath In, pubblicato il 24 marzo per Transient, che non è altro che l’anticipazione di quello che sarà il loro album di esordio. Il sound di YOOP è variegato, va dalle atmosfere oniriche e rarefatte del dreampop, per passare poi a ritmi più insistenti che richiamano la musica degli anni ’80. YOOP è un progetto poliedrico, oscuro ed elegante, che unisce la musicalità e la voce profonda e sensuale di Valentina Sicco ai layer strumentali di Sammartin in un connubio dal quale escono fuori le diverse influenza musicali che si avvertono già in questi quattro brani ma che regalano al duo un sound di impronta internazionale.

Grazia Pacileo

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