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Solo: a Star Wars story – Recensione

Per la rubrica NerdEco abbiamo deciso di recensire il film dedicato ad Han Solo e diretto da Ron Howard

Circa due anni e mezzo fa ne il Risveglio della Forza, abbiamo visto morire Han Solo, interpetato da Harrison Ford, trapassato dalla spada laser cruciforme del figlio Ben (Kylo Ren). Se nel film diretto da J.J. Abrams il sipario della vita si chiudeva su questo personaggio, con Ron Howard torniamo invece alla scoperta delle sue origini.

Solo: A Star Wars Story ph. blog.screenweek.it

Solo: A Star Wars Story ph. blog.screenweek.it

Dalla prima comparsa di Han Solo sullo schermo molto è cambiato. Inanzitutto a interpretare questo personaggio cardine della saga Star Wars, al posto di Harrison Ford, troviamo il giovane Alden Ehrenreich. Una sfida coraggiosa per questo attore perché Solo  non è un personaggio a cui si può dare la propria personale chiave di lettura. Han nasce con Ford; è costruito su di lui. Il nuovo Solo ha si dalla sua parte la somiglianza fisica, ma a parte ciò, nella sua interpretazione, manca ancora molto per riuscire a far rivivere a pieno il mito. L’ evoluzione psicologica e la costruzione del suo personaggio non sono che agli inizi.

I personaggi secondari non sorprendono. Non lo fa né Donald Glover, pur bravissimo nel ruolo di Lando Calrissan, nè Emilia Clarke nel ruolo della conturbante Qi’ ra e neppure Woody Harrelson (Tobias Beckett). Buona invece l’ interpretazione di Paul Bettany nel ruolo del cattivo Dryden Vos.

Solo: A Star Wars Story

Solo di Ron Howard regala allo spettatore un western in salsa intergalattica con una buona dose di umorismo. E’ un film che lascia intravedere qualche possibilità per un capitolo successivo. Non tutto appare concluso, anzi, il finale sembra proprio presagire un seguito.

C’è da dire poi che la trama risulta largamente prevedibile, non solo per i fan della saga che conoscono il proseguo delle vicende, ma anche per quegli elementi inediti da scoprire.

Howard piazza comunque due o tre sequenze memorabili, dirette con mestiere e montate con buon ritmo, l’ inseguimento iniziale tra le strade di Corellia, la rapina al treno e l’epica sequenza della rotta di Kessel. Probabilmente, le scene che resteranno scolpite maggiormente nel cuore dei fan saranno sicuramente quelle relative al primissimo incontro tra Han e Chewbacca e la prima volta che Solo vede il Millennium Falco. Sono scene destinate a toccare il cuore dei fan più accaniti e ampiamente godibili per i nuovi spettatori.

La colonna sonora ad opera di John Powell non depone a favore del film, risultando piuttosto anonima nelle nuove sonorità.

Solo : a Star Wars story è in definitiva gradevole nel complesso, anche se di ritmo alquanto altalenante. Ha un inizio elettrizzante, perde qualcosa in seguito per poi rifarsi nella seconda parte in cui assistiamo alla vera e propria crescita di Han.

L’ universo Star Wars c’ è, con citazioni e riferimenti all’ universo espanso, ma manca un po’ di misticismo oltre che di spade laser.

Voto: 6,5

 

Isabel Viele per RadioEco

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