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“Spazio alle nuove generazioni della musica emergente” Intervista a Giordano Sangiorgi

Giordano Sangiorgi è il patron del MEI (Meeting Etichette Indipendenti), portavoce della Rete dei Festival, Presidente di AudioCoop e co-fondatore dell’Associazione Artisti Italiani. Una delle più autorevoli voci del panorama indipendente italiano.

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Quest’anno l’edizione del #nuovoMEI2016 sarà ricca di novità e nuove proposte. Noi della redazione di RadioEco ci aspettiamo molto da questa manifestazione che da anni è un punto di riferimento per tutto l’ambiente indipendente italiano, quindi, abbiamo deciso di fare due domande all’ideatore e organizzatore Giordano Sangiorgi.

Cosa cambierà nel NuovoMei2016 rispetto alle edizioni precedenti?

Un grande spazio alle nuove generazioni della musica emergente, che hanno finalmente sostituito la classe precedente del primo rock indipendente.

L’edizione è dedicata a Lucio Battisti. Qual’è il suo disco preferito del cantautore?

Anima Latina, un disco capolavoro. Musica classica popolare contemporanea.

Collegandomi ad uno dei temi caldi di questo Mei, non crede che la stampa musicale in Italia stia diventando un circuito chiuso mirato ai soli addetti ai lavori e non ad informare il pubblico?

Ci saranno tutte le esperienze del giornalismo con oltre 100 giornalisti , da quelli tradizionali a quelli più innovativi. Vediamo cosa emergente da questo confronto che vede gia’ oltre 100 giornalisti iscritti al Forum di due giorni, sabato 24 e domenica 25 settembre

In quale regione italiana, attualmente, si sviluppa l’ambiente musicale più interessante?

Torino mi viene da dire di primo acchito, ma anche Palermo. Poi a Roma, Napoli e Bari e dintorni continuano a fiorire grandi progetti e grandi gruppi. La Romagna in questo momento è al top per il suo magico incrocio tra orchestre del folklore romagnolo tradizionale e artisti indipendenti che ha fatto nascere progetti straordinari come il punk da balera degli Extraliscio, per citare un altro episodio.

Perchè artisti come Calcutta, I Cani, I TheGiornalisti e Cosmo (cito solo i più recenti) sono riusciti, chi più chi meno, ad intaccare il muro del Mainstream? Sta cambiando qualcosa nei gusti dei fruitori di musica nazionale o è solo una annata fortunata?

Perche non sono più le radio e le tv , sole, a dettare legge sul mercato musicale, ma dal basso dal mondo del web arrivano le spinte del nuovo pop, e quindi è lì che nascono le nuove star quelle sanno usare meglio i social, oggi centrali nella diffusione della propria musica e nella crescita dei propri Fan da accompagnare poi verso il live.

Qual’è il suo artista/band preferito in questo momento?

Tra gli italiani Motta sicuramente. Ma potrei citarne tanti altri , cè una straordinaria ricchezza di proposte musicali.

giordano sangiorgi

Parliamo di un’altra importante manifestazione legata alla musica nazionale. Il Premio Tenco. E’ d’accordo con la giuria riguardo gli artisti che ci sono classificati nelle prime posizioni? Non crede che nell’ambiente legato alla musica indipendente italiana ci sia un certo “establishment” difficile da sovvertire?

A me soddisfa abbastanza, devo dire. Magari la manifestazione, come anche noi e tutto il nostro settore, incidono meno di un tempo. Credo che basterebbe, ma certamente lo faranno dal prossimo anno, modificare leggermente il range dei votanti per arrivare magari fino alla generazione digitale e probabilmente qualche sorpresa potrebbe sorgere. Va detto anche che tempo fa ci fu già un rinnovamento, quando cominciarono a premiare quegli artisti non presenti nella ristretta cerchia dei cantautori, quindi meno considerati, che venivano invece premiati dal MEI. Ma per fortuna che il Premio Tenco c’è, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo.

La musica dal vivo in Italia cresce ogni anno, a partire dai piccoli club e circoli Arci fino ad arrivare a grandi produzioni di agenzie nazionali che ogni anno portano nella nostra nazione le migliori uscite internazionali. Come mai però non si riesce ad organizzare un Festival come il Primavera Sound?

Perché siamo ancora l’Italia dei Mille Campanili come nell’età dei Comuni e dei Mille Frazionismi come in Politica. Un vecchio problema difficile da estirpare e quindi fai fatica a mettere insieme una grossa squadra per fare un grosso festival. Dall’altro perché noi siamo i figli della cultura della gara, del Festival di Sanremo e del Festival di Napoli, dove ci si sfidava come in una gara sportiva, non figli dei grandi raduni rock, anche se ci fu una felice stagione nella meta’ degli Anni Settanta grazie alla sinistra extraparlamentare dell’epoca. Bisognerebbe recuperare anche quello spirito e fare squadra per fare tutti insieme una grande Woodstock italiana con tanti ospiti internazionali. C’è da aggiunge probabilmente che si faticano in Italia anche a trovare territori magari interessati a recepire una simile proposta che viene magari vissuta con timore, sbagliando, per problemi di ordine pubblico. Ecco alcuni gap, che si potrebbero facilmente superare con un lavoro di squadra mettendo insieme i promoter dei principali festival italiani. Noi ci stiamo: lanciamo qui un appello?

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Il MEI si terrà a Faenza dal 23 al 25 settembre, in Piazza del Popolo. Si esibiranno, tra gli altri: Motta, Omar Pedrini, Extraliscio con Mirco Mariani, capo orchestra di Vinicio Capossela, Moreno Il Biondo, Tullio De Piscopo, Finaz della Bandabardo’, Voina Hen, Leo Pari, Landlord, Iacampo, Mirko Casadei con i Khorakhane’, Boo-Hoos, Avvoltoi, Folkabbestia, Collettivo Ginsberg, Daniele Celona, La Municipal, Chiara Dello Iacovo, Emidio Clementi, Ghali. Dulcamara, tra gli ospiti speciali; in reading imperdibili Guido Catalano e Lercio.

Daniele Passaro

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