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Spoon, Ride, Jenny Hval |Demography #429

Playlist Demography ricca di novità firmate da band leggendarie e nuove leve della musica: dai nuovi brani degli Spoon e Ride, il disco d’esordio dei The Soft Cavalry, ai nuovi singoli di Jay Som, Ezra Furman e Jenny Hval.

Tuo cuggggino ti ha detto che le chitarre sono morte?! La playlist di oggi è pronta a smentirlo: dal nuovo brano degli Spoon a quello dei RIDE, il nuovo disco dei The Soft Cavalry, fino ai nuovi singoli di Jay Som(Sandy) Alex G e Ezra Furman, passando per Jenny Hval, un giro tra le novità firmate da band leggendarie e nuove leve delle sei corde. Iniziamo! Gli Spoon, una delle band più importanti dell’indie rock americano degli ultimi vent’anni, hanno pubblicato a fine giugno un nuovo singolo No Bullets Spent e annunciato il greatest hits Everything Hits At Once, in uscita il 26 luglio su Matador Records. La raccolta includerà 12 storiche hit della band di Austin, oltre alla canzone inedita già citata No Bullets Spent. Gli Spoon, formatisi nel 1994, sin da quando si rivelarono con il primo album Telephono nel 1996 su Matador Records, non hanno mai sbagliato un colpo e, in quasi 25 anni di carriera hanno trovato il modo di produrre album tutti di altissimo livello qualitativo, forgiando uno stile unico e riconoscibilissimo sospeso tra indie rock e post punk, nonché un repertorio di brani che definiscono una buona parte di ciò che è stato l’indie rock nei 00. In totale gli Spoon hanno realizzato nove album in carriera, passando nel 1998 alla Elektra Recordse e dal 2000 alla Merge Records, per poi tornare sulla Matador con l’ultimo lavoro Hot Thoughts del 2017. No Bullets Spent con il suo ritmo discontinuo e le chitarre dalle atmosfere noir e spettrali, ci mostra gli Spoon in uno stato di grazia esecutiva, compositiva e creativa. L’inimitabile voce del magnetico Britt Daniel dà il via al brano raggiungendo livelli molto alti dal punto di vista della scrittura. Il brano è stato registrato al Public Hi Fi di Austin, lo studio del co-fondatore e batterista Jim Eno, mentre Alex Fischel (tastiere) e Gerardo Larios (chitarra) hanno aggiunto una nuova dimensione sonora alla band.

Spoon

“L’idea di fare un best of ci è venuta un paio di volte,” afferma Britt Daniel. “All’inizio non sapevo cosa pensare, ma ad un certo punto mi sono reso conto che il primo disco dei Cure che comprai era Standing on a Beach. Il primo dei New Order fu Substance. È così che ho scoperto quelle band e ascolto ancora quelle raccolte. Amo un greatest hits quando è fatto bene. Può essere una cosa fine a se stessa.” – Daniel continua – “è una raccolta breve che cerca di coprire un periodo lungo, ma spero che l’effetto sia lo stesso di quello che The Singles dei Pretenders o Hot Rocks fecero su di me, coprire un periodo abbastanza lungo e se poi vuoi scoprire di più, puoi scoprire di più”. Questa raccolta dunque è sicuramente un buon modo per approcciarsi agli Spoon per chi ancora non li conoscesse, ma anche un gioiellino per i completisti e i fan che li seguono da tanti anni.

Spoon

Non solo buone notizie. Qualche giorno fa il bassista Rob Pope, ha deciso di lasciare gli Spoon, gruppo di cui era membro da 13 anni, per continuare a suonare e a registrare musica con i Get Up Kids, l’altra formazione in cui il musicista milita sin dal 1995. In un suo messaggio postato sui principali canali social degli Spoon si legge: “Come bassista della band dal 2006 non ho mai dato per scontato le emozioni e le sfide che ho raccolto rimanendo qui. Ora, dopo averci pensato a lungo, mi pare che il momento sia quello più opportuno per lasciare gli Spoon e dedicare più tempo alla mia famiglia e ai miei progetti personali”. E aggiunge: “Non ho altro che amore per Britt Daniel, Jim Eno, Eric Harvey, Alex Fischel e Gerardo Larios – i gentiluomini con i quali ho condiviso palcoscenici, autobus e studio“. Pope parla poi del suo futuro professionale: “Continuerò a lavorare su nuova musica, tra cui tour e registrazioni con The Get Up Kids, ma sarò sempre molto orgoglioso delle straordinarie cose che con gli Spoon ho realizzato in quasi 13 anni di coinvolgimento (e talvolta nonostante ciò)”.

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Continuiamo con i RIDE: il seminale gruppo shoegaze di Oxford ha annunciato il nuovo album This Is Not A Safe Place, in uscita il 16 agosto per Wichita Recordings, al quale seguirà un tour nei club di tutta Europa che passerà anche in Italia, precisamente il 4 febbraio al Santeria Toscana 31 di Milano. I Ride si erano sciolti nel 1996 ed erano tornati nel 2017 con l’LP Weather Diaries (Wichita Recordings). Il nuovo lavoro è stato prodotto da Erol Alkan, DJ, producer e remixer già a lavoro con i RIDE in Weather Diaries, e mixato dal sound engineer Alan Moulder, al missaggio del loro quarto disco dopo Weather Diaries, Going Blank Again (Creation Records, 1992) e Nowhere (Creation Records,1990), l’album d’esordio dei RIDE, la cui copertina ritrae un’onda anomala che si sta formando, iconica immagine ripresa in questo nuovo disco. Il sesto studio album della band di Andy Bell è anticipato dai singoli Future Love – che a detta della band racconta l’inizio di una relazione, quel momento in cui c’è grande sintonia e tutto sembra possibile – e Repetition, entrambi in playlist. Come si legge nella press, il nuovo disco ha disparate fonti di ispirazione: dalla mostra dedicata a Jean Michel Basquiat al Barbican Centre, alle sonorità dei The Fall e dei Sonic Youth, per realizzare un disco che porti le loro tipiche atmosfere shoegaze nel 2019, e ottenere così un sound che suoni contemporaneo, fresco e ambizioso.

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Procediamo con il dream-pop dei The Soft Cavalry, nome del nuovo progetto di Rachel Goswell – nota per essere la cantante delle leggende shoegaze Slowdive, Mojave 3 e Minor Victories – e di suo marito Steve Clarke, già membro in band come Dum Dums e Rogue States (al progetto ha preso parte anche il tastierista Jesse Chandler, dei Midlake e Mercury Rev). I due si sono incontrati durante il tour di reunion degli Slowdive nel 2014, dove Clarke era il loro tour manager. L’omonimo album di debutto del duo è uscito il 5 luglio per la prestigiosa Bella Union di Simon Raymonde. “Ho sempre avuto delle idee, ma non ho mai pensato che qualcuna potesse attirare l’attenzione degli altri, per non parlare della mia. Avrei voluto poterlo fare 15 anni fa, ma in realtà semplicemente non potevo. Non sono un tipo che si piange addosso troppo e invece preferisco far entrare i vari livelli di confusione all’interno delle canzoni”, spiega Clarke nella press-release. Pink Floyd, Talk Talk e REM sono citati nella nota stampa come riferimenti principali da Clarke, e si dice che abbia già un secondo disco completato e pronto. La sua creatività è evidentemente pienamente sbocciata, e questo disco d’esordio ne è una prova: 56 min che scorrono piacevolmente in tutta la loro eleganza, tra atmosfere rarefatte e dreamy, orchestrazioni e momenti più complessi e intricati.

Rimaniamo il casa Bella Union con Ezra Furman e l’album di debutto dei Penelope Isles, quartetto di Brighton formato dai fratelli Jack e Lily Wolter, Jack Sowton e Becky Redford. L’album dal titolo Until The Tide Creeps, uscito lo scorso 12 luglio, spazia tra indie-rock/shoegaze-dream-pop in cui si alternano momenti di calma vellutati e liquidi, e chitarre sporche e rumorose. Noi abbiamo scelto il brano Gnarbone, ma vi consigliamo di ascoltarlo tutto.

Ascoltiamo poi i brani I Wanna Be Your Girlfriend e Evening Prayer, le due nuove anticipazioni firmate Ezra Furman, tratte dall’album Twelve Nudes in uscita il 30 agosto su Bella Union. Twelve Nudes è stato registrato velocemente a Oakland nell’autunno del 2018 ed è stato mixato dal produttore John Congleton (Sharon Van Etten, St. Vincent). L’album ha due eroi spirituali: il musicista punk Jay Reatard e la scrittrice e filosofa canadese Anne Carson. “È una delle mie tre scrittrici viventi preferite” dice Furman. E continua: “Anne ha avuto queste visioni, o meditazioni, per affrontare il dolore della sua vita, che lei chiama nudes, e allo stesso modo queste canzoni sono delle meditazioni sul dolore e su quello che trovi quando vai a scavare nella tua rabbia e paura e ansia. Per questo il mio album si chiama Twelve Nudes. È il nostro album punk, lo abbiamo fatto velocemente a Oakland. Abbiamo bevuto e fumato. E poi abbiamo fatto le parti forti ancora più forti. Mi sono fatto male alla gola a furia di urlare. Questo è successo nel 2018, quando le cose non andavano affatto bene. Le canzoni sono nude, non hanno nulla da nascondere. […] Voglio essere una forza che cerca di far rivivere lo spirito umano al posto di schiacciarlo, che lascia aperte le possibilità e non le chiude. A volte una negatività appassionata è il miglior modo per fare tutto ciò”. Furman per scrivere l’album ha tratto ispirazione sia da esperienze personali che collettive per poter comunicare una frustrazione intensa: esplora le sua radici ebree e il conflitto arabo-israeliano, parla del malessere provocato dai bulli benestanti che dopo essere stati accusati di violenza sessuale, salgono al potere, fino a riferimenti al Messico e alla schiavitù.

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Torna anche l’artista Jenny Hval che ha annunciato l’uscita del nuovo album The Practice of Love e condiviso il primo estratto Ashes To Ashes. Il titolo del disco prende ispirazione dal film di Valie Export del 1985 e vi hanno collaborato anche Vivian Wang, Laura Jean Englert e Félicia Atkinson. L’artista e scrittrice norvegese Hval ha sviluppato negli anni un sound unico, sin dalla pubblicazione del primo album To Sing You Apple Trees nel 2006 (quando Jenny si nascondeva dietro al monicker ‘Rockettothesky’). Per Innocence Is Kinky del 2013 (prodotto da John Parish per Rune Grammofone) e Apocalypse, Girl del 2015 (debutto su Sacred Bones), Jenny ha ricevuto plausi dalla critica di tutto il mondo per il suo modo originale di scrivere testi e musica, l’affascinante voce e gli arrangiamenti non tradizionali. Nei dischi di Jenny Hval ci sono elementi di poesia, prosa, scrittura creativa, arti performative e visive. Il nuovo album sarà pubblicato il prossimo 13 settembre via Sacred Bones, e segue l’Ep Long Sleep uscito l’anno scorso, e l’acclamato LP Blood Bitch del 2016. La cantautrice ammette di aver scelto per la prima volta di trattare il tema dell’amore e delle relazioni con gli altri esseri umani. “Suona tutto come un cliché”, dice la cantautrice norvegese a proposito del disco, “come un’espressione da biglietto di auguri. Ma per me l’amore, e la pratica dell’amore, è sempre stato legato profondamente al sentimento di diversità. L’amore come soggetto dell’arte è stato dominio dei grandi artisti canonizzati, e io mi sono sempre vista come un personaggio minore, una voce che parla di altre cose. Ma negli ultimi anni ho voluto dare uno sguardo più da vicino alla pratica della diversità, a questa fragile performance, e a come potevo esprimere l’amore, l’intimità, l’empatia e il desiderio”.

Spoon

Concludiamo con tante altre novità: il nuovo singolo dei Pumarosa, band londinese capitanata dalla cantante e artista visiva Isabel Muñoz-Newsome. Fall Apart è il primo estratto dall’album Devastation, che uscità il 1° novembre per Fiction/Caroline, che coinvolgerà anche John Congleton alla produzione,e il bassista dei Tool Justin Chancellor.

Ascoltiamo poi Hope, singolo tratto dal nuovo e ottavo album di (Sandy) Alex G a.k.a Alex Giannascoli. L’album intitolato House of Sugar, uscirà il 13 settembre via Domino, ed arriva ad oltre due anni di distanza dall’eccellente Rocket. Il musicista nativo della Pennsylvania e di origini italiane ha lavorato insieme con Jacob Portrait (già presente sia in Rocket del 2017, che in Beach Music del 2015), che lo ha aiutato a bilanciare il sound di ogni brano presente in House Of Sugar. Giannascoli ha iniziato a scrivere i brani che poi sarebbero diventati parte di House of Sugar, nell’autunno del 2017. Mentre con gli album precedenti, come Winner del 2011 o DSU del 2014, la musica veniva scritta e registrata velocemente, con questi nuovi brani Alex ha affrontato la fase di registrazione con un approccio maggiormente cauto, focalizzandosi su una raccolta di brani più breve e lavorando su ogni brano con più concentrazione e acutezza di sempre. Per Alex l’album risulta il più meticoloso e coesivo: una dichiarazione d’intenti artistica che mostra le sue abilità e la voglia di avventurarsi nei suoni che hanno reso i precedenti album unici.

Infine ascoltiamo Jay Som, pseudonimo di Melina Mae Duterte, classe 1994, losangelina avvezza al bedroom-pop, che pubblicherà il suo terzo LP Anak Ko (che significa “mio figlio” in lingua filippina, il luogo di cui l’artista statunitense è originaria), il prossimo 23 agosto via Lucky Number Music, a distanza di oltre due anni dal precedente Everybody Works. Come per il suo sophomore, anche questo lavoro è stato registrato, prodotto e mixato dalla stessa Melina Dutertea nella sua stanza.Tra gli ospiti del disco troviamo Vagabon, Annie Truscott delle Chastity Belt, Justus Proffit, Taylor Vick dei Boy Scouts e i componenti della sua live-band Zachary Elasser, Oliver Pinnell e Dylan Allard. Dopo il primo singolo Superbike, Jay Som ha condiviso un nuovo estratto, Tenderness, di cui possiamo godere anche del video prodotto da Weird Life Films.

No Bullets Spent – Spoon
Future Love – Ride
Repetition – Ride
Dive – The Soft Cavalry
Gnarbone – Penelope Isles
Evening Prayer aka Justice – Ezra Furman
I Wanna Be Your Girlfriend – Ezra Furman
Ashes to Ashes – Jenny Hval
Playground Love – Someone
Fall Apart – Pumarosa
Hope – (Sandy) Alex G
Tenderness – Jay Som

Buon Ascolto!

Marta Cardilli per RadioEco.

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