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Sport e politica: un esempio di gap con i ricchi

Può andare davvero tutto male nel nostro Paese? Può la politica avere colpe diverse da quelle attribuite negli ultimi 20 anni? Può la politica distogliere l’attenzione dalle ricchezze che ci rendono unici nel mondo? Lo sport diventa un esempio per spiegare la differenza tra l’Italia e i Paesi più ricchi del mondo.

 

Pertini e Bearzot campioni - Sport e politica

Pertini e Bearzot campioni – Sport e politica

Ogni giorno vissuto in Italia è scandito da un colorito insulto verso la classe politica nostrana e verso un’incondizionata disaffezione verso tutto ciò che ruota attorno al mondo istituzionale italiano, ma quando viaggiamo o quando parliamo con i nostri amici stranieri siamo i primi ad elogiare tutti i primati che il nostro Paese sfoggia a livello mondiale: infatti, tralasciando la politica, il nostro bel Paese annovera diversi record che fanno rosicare un po’ tutti e che portano l’Italia ad essere una delle mete turistiche più scelte del mondo.

Quali sono? Partiamo dal numero di siti UNESCO presenti nella nostra penisola, ben 51 siti, il maggior numero al mondo, seguiti da Cina con 48 e Spagna con 44.
A livello europeo siamo il Paese con il maggior numero di riconoscimenti DOP, IGP e STG per i prodotti agroalimentari conferiti a 261 prodotti tra cui ben 23 non hanno alcuna rivalità sui mercati internazionali e 54 si piazzano secondi o terzi.
Per gli amici francesi c’è una brutta notizia: l’Italia è il primo produttore di vino al mondo con estimatori proveniente da tutto il mondo (USA in prima fila dato che sono i maggiori consumatori di vino al mondo).
Abbiamo anche un primato in campo culturale, infatti, l’università più antica del mondo è l’Università di Bologna fondata nel 1088 e possiamo contare anche sul più antico festival cinematografico del mondo, ovvero il Festival di Venezia nato nel 1932.

Dal punto di vista strategico-economico abbiamo dei primati importanti e un po’ controversi: il primo e fondamentale è quello di essere il Paese leader nel mondo nella metà dei prodotti del settore meccanico con il saldo attivo più alto con 62 prodotti su 496 presenti nel mercato mondiale; il primato più controverso riguarda la vendita di armi, infatti siamo tra i primi otto esportatori di armi leggere (pistole e fucili) al mondo.

Dal punto di vista politico possiamo contare un primato negativo: l’Italia è tra i primi Paesi per costi della politica.

Tralasciando i primati positivi o negativi, un osservatore straniero, leggendo i record scritti qualche riga più in alto, potrebbe (e dovrebbe) invidiare uno Stato piccolo come il nostro, ma avrebbe comunque qualche domanda da porci circa le condizioni economico-sociali del nostro Paese: caro lettore straniero fai bene ad avere qualche titubanza!

Il gap economico, sociale e politico con alcuni dei Paesi più importanti dell’Unione Europea potrebbe essere eclissato da una linea politica che tenda a valorizzare, difendere e migliorare tutto ciò che ci rende unici nel mondo, ma spesso quello che succede in Italia è molto più complesso ed è importante notare alcune differenze provenienti da varie parti della società.

Lo sport può essere un ottimo mezzo per spiegare il tutto e possiamo fare tre esempi di come il nostro Paese è arretrato di molto rispetto ai competitor stranieri, ovvero il calcio, il rugby e l’atletica leggera. Il rugby in Italia non è lo sport più seguito, ma negli ultimi anni sembra esserci una controtendenza dovuta anche da una maggiore copertura mediatica, ma nonostante questo il livello non è dei più alti. Non si offendano atleti e appassionati, ma nelle ultime edizioni del torneo del Sei Nazioni – il più importante torneo di rugby dell’emisfero nord – la nostra squadra non ha mai lasciato davvero il segno tanto da essere accusati di non meritare la partecipazione.
Nel calcio la situazione è diversa ed è molto legato al campo economico e gestionale: in Germania, Spagna e Inghilterra il calcio è importante tanto quanto in Italia, ma le squadre del nostro campionato maggiore in campo internazionale hanno delle serie e nette difficoltà. In Germania e Spagna c’è anche un fenomeno politico vivo e in crescita legato al mondo del calcio, ovvero un’organizzazione precisa con regole ben disposte che permettono a tutti i livelli di agonismo di crescere in un ambiente che forma dei veri e propri talenti stimati in tutto il mondo. Basti pensare alla nazionale spagnola che ha dominato per un decennio intero le competizioni internazionali e alla Germania che ha battuto per 7 a 1 il Brasile nell’ultima edizione del campionato mondiale con squadre molto giovani rispetto alla nazionale italiana campione del mondo del 2006.
L’ultimo esempio è in positivo per noi italiani ed è nel mondo dell’atletica leggera: negli ultimi anni una classe di atleti giovane e fresca sta portando molto in alto la nostra bandiera in tutte le competizioni e questo è dovuto ad un impegno incredibile di associazioni e squadre direttamente nel territorio, in condizioni di abbandono in alcuni casi e di mancanza di strutture adatte in altre, sono riusciti a portare enormi soddisfazioni e a richiamare l’attenzione di chi dovrebbe permettere di eliminare gli ostacoli verso la formazione sportiva.

Il punto della situazione è molto semplice e il tutto sembra essere legato proprio alla politica: in un Paese di primati eccezionali, la politica italiana sembra essere poco partecipe a fenomeni che nelle altre parti del mondo diventano fonte di guadagno. Il calcio smuove un turismo interno ed esterno incredibile (basti pensare a stadi da 80.000 posti a sedere sempre pieni), il rugby porta folle di turisti che avrebbero tanta voglia di fare un terzo tempo con i prodotti nostrani e l’atletica leggera potrebbe portare anche ad avere delle olimpiadi nel nostro Paese, ma forse non siamo pronti oppure non siamo adatti.
La vera differenza tra l’Italia e i Paesi più ricchi del mondo non è solo l’avere pozzi petroliferi o gasdotti, non è solo avere la presenza di multinazionali con sede nel proprio territorio, ma è il favorire investimenti in settori che nelle realtà di periferia e nelle città diverse da Roma, Milano e Torino possano essere luogo di svago, di felicità e sicuramente di investimento di capitale da parte di noi cittadini e di tante realtà estere che avrebbero voglia di investire nel nostro territorio.

Quando apro il giornale, leggo sempre le pagine dedicate allo sport. Vi si parla infatti delle imprese compiute da uomini e donne, e delle loro vittorie. Mentre la prima pagina parla, in genere, dei loro fallimenti.” (Earl Warren)

 

Per RadioEco Giammario Spada

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