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Sports Awards 2015 – Alle radici dei (miei) Top e Flop

In un mio concitato momento di noia profonda, mi sono trovato a riflettere sui top ed i flop sportivi del 2015, cercando, senza riuscirci, la stessa concentrazione di Renzi ed Orfini che giocano a Fifa con la Playstation (non sono ancora capace di raggiungere tali livelli di sforzo intellettivo).

Cominciamo con la Flop 5 (che poi rappresenta la parte più divertente): auelle presenze sportive che hanno fatto la figura di un Gigi D’Alessio ogni volta che apre bocca per cantare invece di quella di un Phil Collins durante i Live Aid 1985.

5. Non nego che possa inserirlo per una sorta di piacere personale, ma, al di là di qualunque visione soggettiva, non potevo non dire: Rafael Nadal. Sì, è vero, negli ultimi tre mesi i segnali di ripresa ci sono stati, ma sinceramente la sensazione è che la differenza con Djokovic e Federer sia ancora quella che c’e tra Berlinguer e Bersani. Vedremo se nel 2016 saprà riformare quell’impero sul “rosso” che nel 2015 è crollato miseramente. Anche se, la vedo dura.

4. Marquez (e Lorenzo). Personalmente ritengo che Rossi sia stato un po’ bischero nel gestire una situazione che aveva capito benissimo, ma sinceramente il biscotto che hanno creato Marquez e Lorenzo (comunque degno Campione del Mondo secondo i numeri) è stato più grande del 2-2 tra Danimarca e Svezia agli Europei del 2004. Beh, su Marquez basta vedere l’ultima gara per capire tutto ciò che era iniziato a Philip Island (e chi nega il contrario è un Sandro Bondi, sappiatelo). Su Lorenzo la tristezza risiede nel suo volersi inserire ad ogni costo in una contesa da cui aveva solo da guadagnare e da cui invece ha perso la cosa più importante, la faccia. L’unico Campione del Mondo della storia a finire tra i flop (anche se in questo caso per motivi etici). Chapeau e lunga vita agli sposi.

3. «Vinceremo. Vinceremo. Vinceremo il tricolor». Credo che basti questa illusione da Tapiro d’oro per giustificare il Flop della Roma e di Garcia. Come in tanti altre occasione, “dovevano”. Un castello di sabbia crollato dopo la debacle col Bayern e guidato da un Garcia italianizzato a cui non resta che suonare il violino per lenire le delusioni di un’ambiente che attende lo scudetto peggio della mia attesa per un nuovo tour di David Bowie (attesa che resterà tale. Illuso che sono!).

2. Inserito con premio speciale di indecenza, il Milan. Ormai pronunciare solo la parola fa venire un brivido di orrore alla schiena per gli amanti del bel calcio (io). Indecoroso, confusionario, fallimentare a tutti i livelli e offensivo per la storia del club, servono altre parole?

1. Ma ancora peggio del Milan (e mi era inconcepibile) ha fatto la nostra Atletica leggera. Evidetemente volevano questo premio e ci hanno messo tutto l’impegno necessario per prenderselo. Bravi! Una volta c’erano i Mennea e le Simeoni, adesso ci sono… boh non so, chi c’è? Disorganizzazione e impreparazione. Un nulla così totale che non ha paragoni. E visto che c’era ancora il dubbio se vincere o no il premio di peggiore, l’Atletica italiana ha voluto metterci il carico da 11 con i 26 deferimenti per doping (Qui). Davanti a tanto, se permettete, mi alzo in piedi e applaudo.

Ed adesso passiamo alla parte più noiosa, quella dei Top del 2015.

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5. Non potevo non inserire il nuovo padrone della NBA, Stephen Curry. Se Golden State è tornato a vincere l’Anello dopo 40 anni, oltre ad una squadra di livello, lo deve principalmente al quel fenomeno balistico di Stephen Curry. Un autentico ballerino del parquet con una mira da cecchino che si è letteralmente preso tutto nella passata stagione. E pure quest’anno mi sembra che sia partito come al solito “piano”. Davanti a tanta meraviglia aurea anche il Prescelto (ma de che?), Le Bron, è rimasto come un Dabul qualsiasi contro Federer (Qui al minuto 0.48).

4. Mi costa tanto ammetterlo, ma pure Max Allegri è nella top 5. Purtroppo la mia parte oggettiva non ammette repliche. All’inizio avevo esultato sarcasticamente al cambio Conte-Allegri immaginando epurazioni (Pirlo) e disagi di altra natura. Invece manca poco mi fa lo scherzo, il buon Max, rivitalizzando una squadra straripante ed aiutato da una “discreta” fortuna europea (sorteggiare il Dortmund peggiore degli ultimi dieci anni e il Monaco ai quarti è stato degno del fumettistico Gastone). Se non ci fosse stato un Barcellona “illegale” (non lo metto nei top perchè non mi piacciono le cose banali), che ha impedito ad Allegri il triplete in finale, sarei dovuto emigrare almeno in Argentina per non sentire le feste juventine di durata annuale.

3. Come scritto sopra, non mi piacciono molto le cose banali. Quindi non vi dirò Djokovic o Serena Williams (e poi che dovrei dire?!). Quindi mi trovo a nominale nella top 5 quell’esemplare di Divino Incostante di Stan Wawrinka che è riuscito togliere il Grande Slam al serbo al Roland Garros a suon di rovescio (un colpo di bellezza mistica). Già all’epoca pensai che ci saremmo resi conto alla fine dell’anno della epicità autentica che nascondeva quella partita. Devo dire, con un briciolo di beata presunzione, che non sono stato smentito.

2. Fermate Usain Bolt, vi prego. Terza tripletta (100, 200, 4×100) tra Mondiali ed Olimpiadi dal 2008 ad oggi. Da Pechino 2008 a Pechino 2015, ha allargato tutti i confini possibili di questo sport. Talmente superiore a tutti che vincerebbe anche scalzo probabilmente. Da panico, come le Leggende dello sport sanno essere.

1. Potete dirmi quello che volete, ma io la ritengo una delle più grandi imprese sportive di sempre, paragonabile a quella che farebbe un Sassuolo se battesse il Barcellona in una finale di Champions. Nonostante non abbia vinto il trofeo (a proposito, chapeau per Flavia Pennetta), ma per me Roberto Vinci è la top del 2015. La semifinale contro Serena Williams (inevitabile Prescelta per il Grand Slam fino a quell’ultimo punto) è qualcosa di storico e commovente. Qualcosa che sembrava essere oltre ogni regola sportiva e tennistica. La vittoria di un tennis di velluto contro il tennis “tiro più forte io” di una Williams che dopo mesi ancora deve riprendersi. Da stropicciarsi gli occhi. Divina!

Giacomo Corsetti

@giacomocorsetti

 

 

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