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Stefano Accorsi in “Decamerone: vizi, virtù e passioni”

Stefano Accorsi in “Decamerone: vizi, virtù e passioni

(Secondo capitolo del progetto Grandi Italiani di Marco Baliani, Stefano Accorsi e Marco Balsamo.)

Sabato 10 Gennaio,ore 21: Il teatro Verdi è pieno, ma ciononostante continua ad arrivare gente. Tutti si sono seduti, la voce degli amplificatori ha pregato di spegnere telefoni cellulari e tablet. Le luci si spengono: lo spettacolo ha inizio.Vengono presentati i personaggi, ognuno caratterizzato da un preciso vizio o da una precisa virtù umana. Vi sono: Panfilo-Mastro di Brigata; Filostrato – Il fedele; Elisa – La generosa; Pampinea – La giovine; Dioneo – Lo scaltro e Fiammetta – L’innamorata. Ogni personaggio presenta una novella: ne vengono rappresentate sette, scelte tra le cento del Boccaccio in base alla loro maggiore attualità. Le varie novelle si susseguono con dei cambi di scena in cui chi narra storie è sempre un personaggio diverso ed ogni attore interpreta ruoli diversi modificando velocemente abito (aspetto reso possibile grazie alla semplicità dei costumi usati, principalmente mantelli). Centro attorno a cui si realizzano le varie novelle e scenografia in continua trasformazione è un furgoncino stile anni 60, parcheggiato al centro della scena, il quale diventa casa e teatro viaggiante della Compagnia. Il linguaggio usato è reso fruibile grazie ad un lavoro di adattamento, compiuto dal regista Marco Baliani , della lingua usata da Boccaccio,nota per essere assai complessa e ricca di periodi lunghi.A tal fine sono stati utilizzati nella messa in scena delle varie novelle diversi dialetti, in base alla città in cui era ambientata la novella rappresentata. Parole chiave di tutte le novelle: Eros e Inganno, due aspetti secondo Boccaccio caratteristici della natura umana.

Stefano Accorsi

L’intero spettacolo è metafora della società contemporanea, colpita da una “pestolenza” che non piega il corpo, ma lo spirito, ed è rappresentata dalla corruzione, la bramosia, la falsità, la rozzezza dei sentimenti. Questa la dichiarazione d’intento resaci dallo stesso Mastro di Brigata, interpretato da Stefano Accorsi. Peccato però che il nobile obiettivo di ritrarre la società odierna e far riflettere sui suoi vizi non sia stato raggiunto in maniera piena e soddisfacente. L’indagine sembra mancare di una certa percentuale di profondità. Lo spettacolo inoltre manca talvolta di energia e ritmo comico. Nonostante ciò l’ilarità è diffusa in sala e non mancano risate più o meno sonore tra il pubblico, risate che però non riescono ad andare al di là della pancia. Bravo Accorsi e dignitosi gli altri interpreti. E bravo sicuramente Boccaccio che a distanza di 700 anni è sempre attuale e ci mostra come noi italiani siamo sempre stati bravi a prenderci in giro e a giocare con i nostri vizi,le nostre virtù,le nostre passioni. Basta non compiacersene troppo.

Elena Alei

 

 

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