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Swindle, Mana, Cortini & more | Demography #339

Iniziamo la settimana segnalandovi interessanti uscite: l’album No More Normal di Swindle, il nuovo singolo del torinese Mana, Stephen Malkmus con il suo album “elettronico”, e molto altro: Matmos, Croatian Amor,Teeth Of The Sea, Alessandro Cortini.

Neanche il tempo di finire di spulciare tra le varie classifiche di fine anno, che questo 2019 ci ha travolti con una valanga di uscite discografiche e conseguenti dilemmi di giudizi. Solo in queste prime settimane di gennaio sono usciti svariati album: dagli italiani I Hate My Village, a Sharon Van Etten, ai Deerhunter, e su tutti il chiacchieratissimo Assume Form di James Blake (e ancora Toro y Moi, Swervedriver, TOY, The Twilight Sad). Iniziamo questa settimana segnalandovi altre interessanti uscite: l’album No More Normal di Swindle, talentuoso e versatile MC e producer da South London, il nuovo singolo del torinese Daniele Mana, i primi estratti dai progetti dei due ex-Pavement Stephen Malkmus, con il suo album “elettronico”, e Scott Kannberg con il suo progetto Spiral Stairs, e molto altro: Matmos, Croatian Amor, Teeth Of The Sea, Alessandro Cortini.

Partiamo dalle explosive vibes di Swindle, producer London-based che il 25 gennaio ha pubblicato No More Normal via Brownswood Recordings. La prima traccia in playlist è la sua Drill Work, brano dall’arrangiamento feroce e incisivo che vede la partecipazione del rapper grime Ghetts. Ma Ghetts non è l’unico featuring, In No More Normal Swindle ospita un ampio ventaglio di artisti della scena musicale UK, dall’underground a nomi più in vista: Kojey Radical, il famoso MC grime D Double E, gli strumentisti Yussef Dayes, Nubya Garcia, Riot Jazz, e cantanti come Etta Bond, Eva Lazarus, il cantante soul/songwriter Daley e l’artista reggae Kiko Bun. “It’s a class photo of 2018” dice Swindle “I need everyone in this picture”. Swindle fonde in modo creativo ed elettrizzante scene musicali solo apparentemente distinte, mostrandoci tutta la sua conoscenza e comprensione della scena musicale UK: dalle radici grime e dubsep, al jazz, al soul, hip hop, reggae e p-funk. No More Normal dunque non è solo un titolo, ma diventa una sorta di manifesto, è un tentativo di sbloccare le restrizioni stilistiche unendo il maggior numero di sfondi, tradizioni musicali e suoni possibili. Questa visione è evidente sin dalla traccia di apertura What We Do che combina in modo inusuale lo stile del cantante RnB Daley, le leggende del grime P Money & D Double E, con lo spoken word dall’artista di Bristol, Rider Shafique (“I can relate to your struggle / I overstand the hustle / But it’s the music that moves“). Un disco che poteva essere realizzato solo nell’odierna Gran Bretagna multiculturale. Questa è la bellezza e la potenza dell’album di Swindle, riunire nel segno della fratellanza e della solidarietà artisti di altissimo livello ma che non si vedono spesso insieme, trovare legami comuni, esperienze condivise che connettono le persone e scoprire affinità musicali e quindi culturali, in un mondo moderno ancora così spesso diviso e fortemente frammentato.

No More Normal is the idea of us doing our thing, our way, with no rules or limitations. It is jazz influenced as much as it is grime influenced. It’s London influenced as much as it is LA influenced. I can work with D Double E and Nubya Garcia, these records are my imagination brought to life in musical form” dice Swindle.

Swindle

Sempre il 25 è uscito Isa di Loke Rahbek aka Croatian Amor, artista danese classe ’89, co-fondatore assieme a Christian Stadsgaard (aka Vanity Productions) della label Posh Isolation, e membro di svariati progetti capaci di fondere in maniera originale elettronica sintetica, noise, post-punk, low-fi, ambient e in generale tutto il mondo “avant” dell’underground musicale contemporaneo. Croatian Amor è uno dei suoi progetti più famosi, nato nell’ambito della ricerca ambient e drone-music, poi virato negli ultimi tempi verso una sorta di drone-pop melanconico che lo stesso Rahbek ha definito ironicamente “Bubblegum Industrial“. Rahbek continua nell’esplorazione musicale tingendo Isa di sfumature avant-pop, trip-hop, minimal e drone, con un risultato davvero affascinante. Ascoltiamo la traccia Dark Cut, che vede la partecipazione di Jonnine Standish degli HTRK, altri ospiti del disco sono Puce Mary e Yves Tumor, rispettivamente in Eden 1.1 e Eden 1.2

Swindle

Continuiamo con la musica del produttore e compositore torinese Daniele Mana. Dal 2010 pubblica musica prima con lo psedudonimo Vaghe Stelle, per etichette come Gang of Ducks, la Danse Noire di Aisha Devi, Astro:Dynamics, e la Other People di Nicolas Jaar, e prende parte al progetto One Circle con Lorenzo Senni. Nel 2017 adotta il suo cognome come moniker e firma con la prestigiosa etichetta londinese di Kode9, Hyperdub Records (no, giuro che non mi pagano dalla Hyperdub), per il suo debutto come Mana con l’EP Creature. Il nuovo singolo Solo, continua nell’esplorazione fra sperimentazione colta e nuovi linguaggi, con un risultato quasi operistico: un melodramma ricco di tensione oscura e melodie ossessive di synth. Il video  – ispirato a La Linea di Osvaldo Cavandoli, un classico dell’animazione italiana anni ’70 – è diretto e animato da Plusminus Studio , e ci trasporta dentro a un universo onirico tra maschere stilizzate stile carnevale Sardo, porte magiche, spirali e simboli esoterici legati all’immaginario di Mana, in un paesaggio surreale che ben si sposa con il ritmo claustrofobico e l’effetto vocoder sulla voce distorta di Daniele. L’approccio alla composizione di Mana – in Solo, ma in generale in tutto Seven Steps Behind – si rivela molto particolare: è un lavoro elettronico ma che non suona sempre “elettronico”; gran parte del disco è stato infatti creato per suonare come i pianoforti preparati, violoncelli e flauti; strumentazioni analogiche che si intrecciano a nuove sperimentazioni elettroniche, tra synth modulari e sequencer primitivi. Mana è un musicista che sa guardare al futuro, ma allo stesso tempo propone un approccio volutamente classico. Parte da registrazioni di session in studio editate, processate e sovrapposte, e arriva a sinfonie oniriche. Questa prima traccia anticipa l’album Seven Steps Behind, in uscita su Hyperdub il 5 aprile 2019. Non vediamo l’ora.

Swindle

Attesissimo è pure Wraith, quinto album dei londinesi Teeth Of The Sea, una delle più avventurose formazioni in ambito psych nel Regno Unito, capaci di unire synth 80s, riff metal, psichedelia, noise industrial in un suono personale e incendiario. Tra le loro influenze citano Morricone, Eno, Delia Derbyshire, Goblin e Butthole Surfers, per dire! Dopo il singolo Hiraeth – parola gallese che significa “nostalgia di casa”, e descritto come il brano più cinematico che la band abbia mai creato – condividono I’d Rather, Jack, traccia prodotta e mixata da Erol Alkan, fondatore dell’etichetta Phantasy Sound, presentata come “the most delirious and party-starting track, where the dancefloor meets the future meets the garage”. Altri ospiti del disco sono la percussionista Valentina Magaletti (UUUU, Tomaga, Raime, Vanishing Twin), Chlöe Herington (ChromeHoof, Knifeworld, Valve) e Katharine Gifford (The Wargs, Snowpony, Stereolab). Wraith uscirà per Rocket Recordings il 22 febbraio, e viene presentato come un lavoro dal suono vivido, selvaggio e massimalista, un ibrido mostruoso, feroce e malinconico allo stesso tempo. Non vediamo l’ora di tornare a viaggiare tra psichedelia e fantascienza.

Teeth Of The Sea

Passiamo ad ascoltare Silicone Gel Implant, dei Matmos, primo estratto dal nuovo disco Plastic Anniversary. M.C. Schmidt e Drew Daniel si confermano folli e originali sperimentatori: mentre Ultimate Care II del 2016, era interamente costruito con i rumori di una lavatrice, il nuovo album si servirà di suoni ricavati da oggetti di plastica. Le undici tracce esploreranno “la relazione del mondo con la plastica, un materiale la cui resistenza, comodità e longevità, seppur elogiate dai suoi produttori, sono le qualità che ne fanno una forza devastatrice per l’ambiente“. Plastic Anniversary verrà pubblicato il prossimo 15 marzo dalla Thrill Jockey e coinciderà con l’anniversario del duo come coppia.

Continuiamo all’insegna delle uscite elettroniche insolite ascoltando Unicorn e Viktor Borgia. Unicorn è la prima traccia dal progetto Gemini 4, formato dall’ex-Bad Seeds Hugo Race, Michelangelo Russo (The True Spirit), la tastierista Julitha Ryan e il produttore e musicista Andrew ‘Idge’ Hehir. La proposta è un ibrido tra psichedelia e techno, tra slowcore e cosmic-ambient, tra dancefloore e chillout. “Un delirio totale, una cosa strana e bella, la colonna sonora di un film che Kubrick non ha mai girato”. L’album è prodotto dallo stesso Hugo Race insieme a Andrew Hehir ed è stato registrato al Soundpark Studio di Melbourne tra il 2017 e il 2018 ed è uscito il 25 gennaio via Gusstaff Records. Il brano Viktor Borgia, è il primo estratto da Groove Denied, l’album elettronico di Stephen Malkmus, che arriva accompagnato dal relativo videoclip ufficiale diretto da Jan Lankisch. E’ divertente intromettersi in cose nelle quali non dovresti. Non è un disco sperimentale – ha affermato Malkmus – sono solo io con delle drum machines. Ho suonato tutti gli strumenti, e ho curato la produzione e la registrazione. Le chitarre non sono il centro del discorso, anche se ci sono e continua – Pensavo a cose come ‘Homosapien’ di Pete Shelley, gli Human League e la synth music DIY del 1982, e anche di come durante la New Wave degli anni ’80, queste discoteche per maggiorenni nelle periferie fossero il punto di incontro di tutti i fricchettoni, un rifugio”. L’album, che ha tenuto impegnato il cantautore per circa 12-13 anni, sarà disponibile dal 15 marzo via Matador e Domino.

Swindle

Per i fan dei Pavement altre buone notizie (no, ahimè, niente reunion, non ancora): Scott Kannberg pubblicherà il suo terzo LP con il moniker di Spiral Stairs il prossimo 22 marzo, e possiamo già ascoltare il primo estratto, l’esuberante Hyp-No-Tized. L’album We Wanna Be Hyp-No-Tized sarà realizzato dalla Nine Mile Records e vede tra i suoi ospiti Kelley Stoltz, Matthew Harris (Oranger), Tim Regan (Snowglobe, Oh No Oh My) e Jim Lindsay.

Conlcudiamo in ambito soundtrack, con Solidarity Theme, brano tratto dalla pregevolissima colonna sonora a cura di James Holden – e il suo originale approccio elettronico-minimalista ispirato da Terry Riley – per A Cambodian Spring OST, documentario di Christopher Kelly incentrato sulla vita di tre differenti persone calate nel caotico e violento clima socio-culturale della Cambogia odierna.Infine il Remix di Alessandro Cortini del singolo Northern Lights, tratto da Thank You For Today, il nono LP dei Death Cab for Cutie. E direi che qui non abbiamo bisogno di aggiungere altro.

Swindle ft. Ghetts – Drill Work

Croatian Amor ft. Jonnine Standish – Dark Cut

Mana – Solo

Teeth Of The Sea – I’d Rather, Jack

Matmos – Silicone Gel Implant

Gemini 4 – Unicorn

Stephen Malkmus – Viktor Borgia

Spiral Stairs – Hyp-No-Tized

James Holden – Solidarity Theme

Alessandro Cortini – Northern Lights dei Death Cab for Cutie

Buon Ascolto!

Marta Cardilli per RadioEco

 

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