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Tangerine Dream : un viaggio attraverso lo stargate

I Tangerine Dream non sono solo un gruppo nato negli anni ’60 ed arrivato fino a noi grazie ad una serie di cambi di formazione, ma un promotore della cultura di altri mondi, dell’esplorazione di abissi spaziali ed universi microscopici: dal micro al macro, passando dall’uomo.

tangerine dream @ teatro verdi (1)

Nati in quel calderone del rock psichedelico della Germania di metà anni 60 che vedeva la nascita del krautrock (Faust, Amon Duul II, Cluster etc..), musicisti di estrazione classica si cimentarono nell’uso di tastiere e sintetizzatori dando origine alla cosmiche musik, definendo una corrente ben precisa di musica elettronica detta scuola di Berlino. Suoni profondi e cupi, eco sinfoniche, grandi riverberi di tastiere, flauti traversi e chitarre elettriche dai suoni lunghi, il perfetto mix per evocare stati meditativi sul significato di se stessi all’interno del cosmo, mettere in discussione il significato stesso della parola ‘umano’.

tangerine dream @ teatro verdi (3)

I Tangerine Dream sono stati, e sono tutt’ora, i maggiori esponenti in campo musicale di questo filone culturale che attraversa galassie e micromondi. Inserirli all’interno degli eventi dell’Internet Festival 2018 è stata una scelta altamente coerente e che forse spinge più in là, rispetto alla comunicazione digitale, la riflessione sulle nuove tecnologie: verso le grandi banche dati, verso le reti neurali e l’intelligenza artificiale, verso gli algoritmi di sicurezza della privacy ed il controllo delle persone, ma anche verso viaggi nello spazio e creazione di società migliori in altri pianeti.

tangerine dream @ teatro verdi (29)

Come in un grande stargate, all’interno delle mura del Teatro Verdi di Pisa, si sono raccolti gli spettatori, curiosi ed attenti viaggiatori che, grazie al portale multidimensionale creato dalle musiche e dai visual dei Tangerine Dream, hanno seguito un viaggio extrasensoriale.

tangerine dream @ teatro verdi (36)

L’odierna formazione, oggi purtroppo orfana del deceduto fondatore Edgar Froese, leader indiscusso della formazione, porta con grande classe, fermezza e teutonica convinzione il testimone.
Thorsten Quaeshning, Hoshiko Yamana e Ulrich Schnauss, unitisi alla formazione originale diversi anni fa, trasportano il pubblico dalle loro postazioni di controllo disposte sul palco. Sono figure intermedie tra ingegneri del suono, artigiani della composizione e musicisti classici (quali sono).

tangerine dream @ teatro verdi (50)

Il concerto inizia nel più totale silenzio, nessun applauso, nessun grido di esultanza, solo l’attesa alla partenza del viaggio, sileziosa e misteriosa. Più avanti tutti ci rilassiamo, partono applausi e grida di approvazione, mentre la violinista Yamana rimane centrale e centrata nella sua esecuzione, Quaeshning e Schnauss si divertono, ballettando e scambiandosi espressioni di approvazione. E’ il trionfo dell’elettronica d’avanguardia: violini elettrici, synth analogici, tastiere, arpeggiatori, sequencer, mermotron. I (nuovi) Tangerine Dream eseguono alla perfezione vecchi cavalli di battaglia, come Monolight, Sorcerer Theme, Tangram e Stratosfear, mostrano nuovi successi come Proton Brofire o Darkness veiling the night, ed improvvisano nuovi percorsi di unione tra i brani, così sforando di mezz’ora le due ore previste dalla scaletta.
Per tutto il concerto si è accompagnati da visual evocativi e da un disegno luci che trasporta in mille dimensioni, dagli spazzi urbani di metropoli e aeroporti alle infinità siderali dello spazio.

tangerine dream @ teatro verdi (54)

Unica pecca di tutta la serata è rappresentata dalle limitate capacità dell’impianto acustico e dalla struttura del teatro, messo a dura prova dalle basse frequenze prodotte dagli strumenti digitali della formazione. Peccato anche per il pubblico che poteva essere più numeroso, ma che è stato molto attento, forse anche troppo poco partecipe.

Andrea Spinelli per Radioeco

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