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Teatro dell’Assedio: I Comizi della Chimera

Irriverente, incalzante, toccante, rivoluzionario, l’antitesi del teatro e al tempo stesso la sua sintesi. Sono solo alcune delle definizioni per lo spettacolo teatrale tenutosi ieri sera, 3 novembre, al Teatro Nuovo di Pisa.

I Comizi della Chimera” nasce dalla mente di Michelangelo Ricci, scrittore e direttore di scena, insieme alla co-regia di Giusi Salvia. A dare vita al testo sono stati i tre attori protagonisti: Giuseppe Scavone, Fabio Buonocore e, per ultima ma non per importanza, Maria Grazia Fiore, la quale ha saputo tenere il pubblico incollato alla poltroncina del teatro fino all’ultimo minuto di esibizione, provocando nella mente di ogni spettatore le emozioni più contrastanti.

Teatro dell’Assedio: I Comizi della Chimera

Infatti, da un inizio scoppiettante e ridolino, quasi clownesco, si passa poi a un monologo toccante di Fiore che vede come protagonista la luce.
Esso è da considerarsi l’akmé dello show: l’attrice sembra rivolgersi direttamente all’illuminazione di scena mentre dialoga con il pubblico. È lei che sottolinea ogni difetto dell’attore, è lei che lo guida, che lo difende dall’intimidazione della folla. È lei che nasconde ogni segreto del teatro. La luce così forte da accecare e talvolta da annebbiare le menti di alcuni professionisti, che, una volta scalata la salita del successo e giunti al “grande Teatro”, diventano presuntuosi ed esuberanti, scordandosi le loro origini.
La critica è sottile ed è ovviamente rivolta alla borghesia teatrale, quella finanziata e che dimentica il vero scopo del teatro: toccare il pubblico.
Infatti, in “I Comizi della Chimera” la quarta parete viene, non solo infranta, ma totalmente abbattuta. La finzione viene continuamente rotta e, anche sul finale rivoluzionario con citazioni gramsciane, quando sembra di essere rientrati nel vortice della rappresentazione, improvvisamente una voice over della regia riporta tutti al presente, facendo emergere nuovamente il messaggio irriverente della messa in scena.

La sala del teatro, quasi piena, applaude a lungo gli attori, complimentandosi con essi. “I Comizi della Chimera” sono ciò che meno ti aspetti, ma di cui poi non potrai fare più a meno, comprese le musiche che si legano perfettamente ai personaggi, come se fossero le loro ombre.

Teatro dell’Assedio: I Comizi della Chimera

Perciò, lunga vita al Teatro dell’Assedio e (citando una parte dello spettacolo, suscitando curiosità per esso) questo è un appello per la compagnia: per favore, non scioperate mai.

Sara Binelli per RadioEco

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