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Tell me 5ive: Emiliano Ponzi

Emiliano Ponzi racconta ai microfoni di radioeco l’universo narrativo delle sue illustrazioni
Emiliano Ponzi

Emiliano Ponzi, classe 1978, vive e lavora a Milano, ed è uno dei più importanti illustratori italiani contemporanei. I suoi disegni impreziosiscono alcune delle più importanti riviste mondiali (New York Times, The New Yorker, Le Monde, Time Out New York, La Repubblica, The Washington Post) e molti sono i premi internazionali che ne hanno riconosciuto il valore (tra cui due Gold Medal della Society of Illustrators di New York per le riedizioni Feltrinelli di Bukowski e per le illustrazioni dell’album I miei amici immaginari di Valerio Millefoglie).

Ho amato il suo lavoro dal primo istante in cui ne ho capito la capacità comunicativa, i suoi disegni sono un invito al pensiero.

In un momento storico in cui dal progetto di comunicazione visiva ci si aspetta grande immediatezza , col rischio di veder svanire in pochi secondi l’emozione, tu riesci a produrre delle immagini che inducono alla pausa, alla riflessione, e allo scambio. In che modo trasformi la complessità del racconto in semplicità espressiva? 

Parliamo di due concetti molto interessanti. Sul discorso dell’immediatezza sono completamente d’accordo con te: chiunque abbia il compito di produrre un contenuto da divulgare ha anche la responsabilità di non essere sempre troppo dalla parte dell’audience, ma essere anche dalla propria, perché altrimenti è chiaro che se uno si standardizza sull’audience media viaggia sulla nave che va più lenta e non è una cosa sempre buona. Riguardo la trasformazione della complessità del racconto io faccio un grandissimo lavoro di sintesi, soprattutto di pensiero. Prima che la matita tocchi il foglio c’è sempre una metabolizzazione del concetto dato, una rielaborazione e poi una nuova traduzione in quelli che sono gli elementi del disegno. In sintesi lo scopo è concettualizzare un’immagine iconica che riesca a comunicare in maniera trasversale per raccontare una storia con un unico fotogramma.

Emiliano Ponzi

Evil Apple” © Emiliano Ponzi

Nei tuoi lavori l’immagine finale vuole essere una sintesi dell’opera o l’espressione di un dettaglio o un’emozione specifica?

Parto sempre da un testo (pubblicità, articolo di giornale o libro), che rappresenta una complessità e lavoro al fine di comunicare l’emozione che fa da sottofondo, mi domando quale sia la temperatura media del testo e cerco di riprodurla. Quindi sicuramente l’immagine finale deve essere emotiva ma allo stesso tempo una sintesi, non una semplificazione ma un sunto di tutti gli elementi.  A Madrid, durante una lecture, ho paragonato il lavoro creativo a quello dello chef: in cucina si tagliano tutti gli ingredienti e si mettono assieme in una zuppa, ma quando mangi la zuppa non senti il singolo ingrediente ma l’amalgama, crei cioè una cosa nuova, che è pero la sintesi di tutto.

Personalmente ti ho conosciuto tramite le cover per le riedizioni Feltrinelli dei classici di Bukoswki. Ricordo di essermi fermata di scatto davanti allo scaffale, ipnotizzata da disegni che riuscivano a cogliere lo spirito di uno scrittore dal fascino così ipnotizzante. Com’è stato lavorare con un artista così irriverente?

La serie non è ancora terminata perché riguarda tutta l’opera di Bukowski, e con Feltrinelli ogni anno escono un paio di riedizioni quindi è un lavoro in itinere. È stato un lavoro molto bello perché, come hai detto tu, lui dà veramente una quantità di input pazzeschi ed è chiaro che è più divertente illustrare uno sporcaccione alcolizzato vissuto nel sud della California negli anni 70 piuttosto che illustrare un articolo di politica. La parte più difficile è stata quella di mediare gli eccessi: le copertine dovevano avere un carico  di trasgressività notevole senza mai diventare di cattivo gusto, come invece spesso lui è. In un’intervista rilasciata per un canale tv francese lo cacciarono perché ubriaco, in un’altra prese a calci sua moglie sul divano facendola cadere. Dunque è una persona di cattivo gusto, lo è anche nelle cose che racconta e tutto questo ci doveva essere nei disegni, ma chiaramente in maniera un po’ edulcorata. Questa è stata forse la cosa più difficile ma anche la sfida più intrigante e anche vinta, perché comunque quelle copertine hanno vinto diversi premi negli Stati Uniti e a distanza di anni continuano a piacere anche a me.

Emiliano Ponzi

Charles Bukowski, Storie di ordinaria follia, Universale Economica feltrinelli; Charles Bukowski, Il canto dei folli, Universale Economica Feltrinelli – Cover di Emiliano Ponzi

Ho letto in treno “Storie di ordinaria follia” e ricordo che le persone continuavano a farmi domande per sapere cosa stessi leggendo incuriositi dalla copertina.

Infatti c’è stata una vera e propria riscoperta a livello editoriale confermata dal numero di copie vendute. Si può dire che Bukowski abbia ricominciato a vendere dopo che abbiamo rifatto la serie nuova.

Dal 29 gennaio all’11 marzo tu e Olimpia Zagnoli siete in mostra all’Italian Cultural Institute di New York con una mostra dal titolo “Una storia americana – Two Italian Illustrators in New York”, curata da Melania Gazzotti: abbiamo speranza di poterla vedere anche in Italia?

La mostra è stata pensata per il pubblico americano perché ci sono i lavori americani, ma stiamo pensando di portarla in Italia tra qualche mese probabilmente a Milano, ci stiamo lavorando.

Emiliano Ponzi

Oltre alla mostra c’è anche il libro: Emiliano Ponzi, Olimpia Zagnoli, Una storia americana, Corraini Edizioni – ilpost.it

In “The Journey of the Penguin“,  affascinante poesia per immagini nata per celebrare gli ottantanni della casa editrice Penguin Books,  racconti la storia di un pinguino solitario che  sogna e trova l’avventura aldilà dell’oceano. In un’ipotetica colonna sonora quali sarebbero i pezzi che ti piacerebbe accompagnassero le tue immagini?

È un silent book senza parole quindi immaginarci la colonna sonora è un bell’esperimento.  Per il viaggio sicuramente sceglierei “Mood Indigo” di Duke Ellington, mentre per l’arrivo a Londra opterei per “In the mood” di Glenn Miller.

Emiliano Ponzi

Emiliano Ponzi, The Journey of the Penguin, Penguin USA

Se, come spero, questo articolo ti ha incuriosito, qui c’è il link al  sito di Emiliano Ponzi, in cui potrai conoscere meglio il suo lavoro e essere aggiornato sugli ultimi eventi!

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