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“THANKS MAESTRO” – Tributo a Frankie Knuckles -

10250776_10202977322506807_635224265_nIl 18 gennaio del 1955 nasceva nel Bronx, a NY, Frankie Warren Knuckles, Jr. meglio conosciuto al mondo come Frankie Knuckles, presto ribattezzato come “The Godfather of House Music”. Il motivo di questo soprannome è abbastanza semplice: Frankie è l’inventore ufficiale del genere musicale ‘House Music‘.

Da ragazzino, come lui stesso dice, tornava da scuola e si metteva a fare i compiti ascoltando la musica. Il genere che più amava era la Bossa Nova. Ha frequentato una scuola d’arte e un Istituto di Moda.
A 17 anni comincia ad avvicinarsi alla vita notturna newyorchese facendo da assistente a Nicky Siano, proprietario del Gallery, nonché il primo DJ della storia a iniziare la tecnica del mixaggio tra i dischi.
La prima volta dietro una consolle per Frankie, quando ancora non aveva dischi né attrezzatura, è stato a NY grazie ad un un suo amico DJ Tee Scott. È lo stesso Scott che gli passa la musica da suonare. Nonostante l’agitazione Frankie se la cava, anche perché in pista per tutta la notte ci sono solo due persone: Andy Warhol con la sua fidanzata top model Veruschka.

Poco dopo inizia l’avventura all’interno dei Continental Baths di NY, dove affiancava un amico d’infanzia, Larry Levan. Frankie non sa ancora quello che sta facendo, sa solo di divertirsi con la musica che suona. Questa era principalmente Soul all’inizio. Nel 1977 Frankie diventa il resident di un locale destinato a scrivere la storia: il Warehouse, locale in cui poté sperimentare un nuovo modo di far ballare la gente, un club privato che dava accesso solo ai soci e a conoscenti dei membri. Stava nascendo la cosiddetta ‘Club Culture’, una nuova filosofia musicale che combinava diversi generi e un lavoro di riadattamento di alcuni classici, senza l’assidua presenza di “ritmi in 4/4 a 130 beat al minuto, sempre con le mani su – è quello che invece pensano molti ragazzi che fanno musica house al giorno d’oggi”, come lo stesso Frankie afferma in una intervista per il The Guardian nel 2001.

Quando FK suonava al Warehouse erano ore e ore di musica no stop, dal sabato sera fino a quando, la domenica, l’ultima persona lasciava il club. E il lunedì seguente i ragazzi cominciavano a riversarsi nei negozi di dischi a cercare “i brani che suonava Knuckles”. In poco tempo si diffuse il termine ‘House’, che all’inizio era solo l’abbreviazione di ‘Warehouse’, quell’incredibile “magazzino” dove la musica univa appassionatamente tutti e dove l’impianto era tra i migliori del mondo. Con la parola ‘House’, all’inizio, si voleva indicare semplicemente lo stile d’abbigliamento non convenzionale che andava di moda in quel locale, ma inconsciamente si stava già nominando il futuro genere musicale che avrebbe preso piede da lì in avanti.

Su come sia nata la ‘House Music’ esiste anche un aneddoto raccontato dallo stesso Knuckles che può farcelo capire. Girava in macchina per le strade di Chicago, con un amico, quando all’improvviso fu colto da un flyer sulla vetrina di un bar. C’era scritta la seguente frase: “We play House music” (suoniamo musica della casa). Incuriosito da quelle parole chiese all’amico di cosa si trattasse e quest’ultimo gli disse che era molto simile alla musica che lui suonava al Warehouse.

Pian piano cominciò a nascere una nuova tendenza musicale, proprio da quel locale dove FK mescolava il Funk e il Soul all’elettronica (nascevano anche le prime drum muchine), campioni accelerati con voci pulite e ‘break ritmici’ provenienti dalla corrente giamaicana. Si cominciò allora ad usare la parola ‘House’ per indicare un nuovo genere musicale che comprendeva quei dischi di tendenza che venivano suonati al Warehouse dal maestro, brani non convenzionali come l’abbigliamento.

Frankie Knuckles è stato un eccellente produttore, presto contattato da artisti del calibro di Michael Jackson e Diana Ross, che lo hanno scelto come remixer di alcuni loro brani celebri. Questi lavori gli fanno meritare nel 1997 un Grammy.

 [su_youtube url="https://www.youtube.com/watch?v=LOLE1YE_oFQ"]

Il primo disco targato FK è frutto di una collaborazione con la splendida voce di Jamie Principle, si tratta di “Your Love”, uno di quei dischi che ogni volta che lo balli sembra che lo ascolti per la prima volta, sempre attuale. Mai passato di moda, un ‘must’ per i clubbers, il brano che ha ufficialmente tolto i veli alla House Music inaugurandola con una progressione di bassi coinvolgente e arpeggi ripetuti, una voce sensuale e a tratti erotica, un capolavoro della musica che prima o poi arriva alle orecchie di tutti e anche al cuore. Il brano esce in version 12” nel 1987, insieme a “Baby wants to ride”, cantata anche questa da Principle.

Tra le altre preziose produzioni ci sono “Tears” del 1989 (con Satoshi Tomiie), “The whistle song” e “Rain falls” del 1991, mentre nel 1995 fanno ballare “Whadda u want (for me)” e nel 1996 “Love can change it”. Tutti brani sull’etichetta Virgin. Come remixer, però, inizia prima: nel 1982 con “Let no man put as under” dei First Choice. Nel 1986 fa la sua versione di “Ride the rhythm”, disco di Marshall Jefferson. Nel 1988 è la volta del remix di “A love supreme” di Will Downing, nel 1988 esce il re-edit del disco dei Pet Shop Boys “I want a dog”. Di gran valore anche il remix del brano di Chaka Khan “Ain’t nobody” del 1989. Di uno splendore incredibile quello di “The pressure Pt. 1” del 1991, originale che porta la firma di Sounds Of Blackness. Nel 1993 esce il remix di “Because of love”, di Janet Jackson, nel 1995 quello di “You are not alone” e “Rock With You”, canzoni leggendarie di Michael Jackson. Nel 2008 lascia la sua impronta anche sul disco “Blind” di Hercules & Love Affair.

Con i suoi amici di vita e di consolle Morales e Tomiie fonda l’etichetta Def Mix, tra le più prestigiose di sempre.

Nel 2011 dà vita a una collaborazione con la label inglese Nocturnal Groove, producendo brani classici rivisitati con lo pseudonimo di Director’s Cut, che è una collaborazione con il collega Eric Krupper.

Il 25 agosto 2004 è stata intitolata a suo nome la strada in cui risiede il Warehouse a Chicago: “Honorary Frankie Knuckles Way”.

Anche Napoli lo ha ospitato, grazie agli storici organizzatori Angels of Love. Nella città partenopea viene accolto come una rock-star, con i fans che lo aspettano in Hotel prima ancora che atterri con l’aereo. Il suo set dura ben 5 ore e i napoletani non sono abituati a così tanta musica. Frankie li descrive come pazzi e scatenati ma molto attenti alla sua performance. Migliaia di persone e molte di esse restano fuori perché il locale è saturo.

FK se ne va la notte tra il 31 marzo e il 1 aprile per complicazioni dovute al diabete ma la sua musica rimane immortale, eterna e continua a suonare ovunque.

Nei giorni successivi alla sua scomparsa, molti dei suoi amici e colleghi più fedeli gli dedicano un personale tributo. Un esempio è dato dallo stesso Morales che insieme a Little Louie Vega, al club Cielo di NY, sono protagonisti di una delle scene più emozionanti della storia della musica. Vega ferma la musica, regna il silenzio, e Morales ricorda al microfono per alcuni minuti chi era Frankie, un amico e un DJ mostruoso, pioniere di un genere musicale, genio della consolle. E dal pubblico in pista si sente: “We Love you Frankie”.
A quel grido ci uniamo anche noi caro Frankie, ringraziandoti per la musica e per quello che hai lasciato.

Lunedì 14 aprile alle 20.30 su www.radioeco.it, il programma, dedicherà una puntata alla carriera e alla storia del padrino della House Music e sarà un piacere riascoltare alcuni dei suoi brani più importanti.
Non mancate.
Sarà un modo per sentirsi tutti più uniti, come lo erano coloro che ballavano la sua musica al Warehouse.

Daniele Monaco per Radioeco

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