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The Disaster Artist, la recensione del film di James Franco

The Room è considerato il più grandioso film brutto mai realizzato, capace di superare i confini del trash e trasformarsi in un fenomeno di culto internazionale. Come si sia arrivati a un tale compendio di come non scrivere una sceneggiatura, non dirigere e non gestire una produzione è una storia che meritava di essere raccontata – The Disaster Artist.

Greg e Tommy alla prima di The Room - The Disaster Artist

San Francisco, 1998. Ad un corso di recitazione due ragazzi si conoscono: Greg, bello e giovanissimo, ma non ancora a proprio agio sul palco, e Tommy, quasi la sua nemesi. Tommy porta due cinture sui pantaloni, non toglie gli occhiali da sole neppure a teatro, e sostiene di avere una ventina d’anni, nonostante sia evidente che se ne tolga almeno altrettanti, così come il suo fortissimo accento da Europa dell’Est tradisce delle origini non esattamente di New Orleans. Greg è però affascinato dalla sua fiducia nei propri mezzi – assolutamente immotivata per quello che mostra in scena – e gli propone di recitare insieme. Tommy ha trovato per la prima volta qualcuno che gli dà il coraggio di inseguire il suo sogno, e così insieme si spostano a Los Angeles per cercare di fare carriera. Se per Greg risulta dura venire scritturato, per Tommy è una missione impossibile. Da queste difficoltà nasce la folle idea di fare un film tutto loro, ma non sarà una piccola produzione, perché Tommy Wiseau oltre a quello sulla sua età e sulla sua provenienza, è avvolto da un terzo e più inesplicabile mistero: Tommy possiede parecchi milioni di dollari. The Room, di cui Tommy sarà sceneggiatore, protagonista, regista e produttore, uscirà nella stessa estate di Lost in Translation, il quale nonostante Bill Murray, Scarlett Johansson e l’ambientazione a Tokyo vanterà un costo finale inferiore.

"Real Hollywood movie, no Mickey Mouse stuff" - The Disaster Artist

“Real Hollywood movie, no Mickey Mouse stuff”

Dieci anni dopo l’uscita del film Greg Sestero pubblica The Disaster Artist: My Life Inside The Room, the Greatest Bad Movie Ever Made, con l’intento non solo di far luce sull’amicizia tra Tommy e Greg, ma anche sul dietro le quinte della lavorazione, dando finalmente risposte ai fan che si erano divertiti per anni ad immaginare come unire i puntini dei non sequitur di dialoghi e trama, arrivando perfino a realizzare un videogioco  che colmasse le lacune delle varie backstory.
Questo adattamento cinematografico si mantiene fedele al libro: ci sono delle necessarie semplificazioni  relative alla figura di Greg (Dave Franco, forse un po’ troppo caricaturale), che risulta più ingenuo e partecipe delle assurdità di Tommy (James Franco, perfetto nel riprodurre le posture e il bizzarro linguaggio di Wiseau), ma ogni scena presente in The Disaster Artist quando non rappresenta quanto realmente accaduto è perché ne è una sua versione meno surreale. Se infatti una certa sospensione dell’incredulità è richiesta per la visione di qualsiasi opera cinematografica, in questo caso a richiederla è la vita vera.

Voto: 7 e 1/2

Federico Erittu per RadioEco

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