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The Velvet Underground & Nico | Artwork della Domenica

Il nostro Artwork della Domenica di oggi è un must, un punto di non ritorno per gli anni ’60 e, soprattutto un’autentica opera d’arte. Ladies and gentlemen, “The Velvet Underground & Nico”, di Andy Wharol.

Lo ammetto, mi sono lasciata prendere dalla challenge sui venti album preferiti di sempre, complice anche Alex Turner che mi ha riportato dritta da Lou Reed, mi sono resa conto che dei Velvet Underground non ho ancora parlato. C’è sempre la grande paura di essere troppo banale, più o meno la stessa sensazione che prende quando indosso con la maglia di Unknown Pleasures, che H&M ha declassato a moda da due spicci! Non si può tenere una rubrica sugli artwork senza parlare del contributo di Andy Warhol, per cui alla fine ho ceduto ed eccomi qui con i Velvet Underground.

velvetundergound

Gli anni ’60, lo sappiamo bene, sono stati fondamentali per la musica contemporanea. Hanno partorito artisti che oggi consideriamo intoccabili, non solo per la musica ma anche per uno stile di vita eccessivo che li ha mitizzati ulteriormente. I Velvet Underground nascono dall’incontro tra un giovanissimo Lou Reed e John Cale, due percorsi artistici differenti ma con la stessa voglia di sperimentare. È proprio questo comune intento che li ha uniti in diversi progetti che erano poi il primo nucleo di quelli che sarebbero diventati i Velvet Underground con l’ingresso di Sterling Morrison e Angus MacLise alla batteria, che in seguito sarà sostituito da Maureen Tucker.

Il viaggio dei Velvet Underground inizia nei piccoli locali newyorchesi, finché non vennero notati dalla crew della Factory di Andy Warhol. Da qui in poi la band entrerà nella storia: Andy Warhol diventa il manager della band, portandoli a una notorietà inaspettata. Uno dei primi suggerimenti del mostro della Pop Art, fu quello di inserire nel gruppo una figura femminile, che desse un qualcosa in più al sound. La pupilla di Warhol, Nico, modella, attrice e d’ora in poi anche cantante, fu considerata perfetta dall’artista per entrare nei Velvet Underground. Non era tanto la bravura vocale di Nico ad aver influenzato questa decisione, perché diciamolo, per quanto la consideri brava, la modella tedesca non ha questa gran bella voce, ma ha una caratteristica importante, i toni freddi. La voce di Nico è bassa, non ha tonalità accese che la rendano vicina all’ascoltatore, anzi, il suo distacco la confina in una bolla eterea, bellissima ma impossibile da toccare.

Nel 1967 esce The Velvet Underground & Nico, il debutto discografico del progetto di Warhol che compare tra i produttori. È quasi un flop: l’album non vende ma la critica lo apprezza. Il viaggio distorto tra droga, sesso, perversioni, sadismo nella New York urbana dei Velvet Underground, scandalizza ma attrae tutti i critici che restano affascinati da un disco pieno di continui cambi di rotta musicali. Se a darci il benvenuto è Sunday Morning, dolce e delicata, I’m Waiting For The Man ci trascina dai piedi nei sobborghi di NY ad aspettare lo spacciatore con i soldi in mano. Noise e psichedelia la fanno da padroni incontrastati. Venus In Furs, All Tomorrow’s Parties, Heroin, The Black Angel’s Death Song, sono una continua discesa verso gli inferi, accompagnati dal suono della viola, della chitarra distorta, da ritmi frenetici e ipnotici.

Velvet-Underground

I Velvet Underground prendono il blues, la psichedelia e li trasportano in un’avanguardia musicale, saranno loro ad influenzare la scena musicale successiva. Non è più tempo di tutte le stronzate hippie che avevano riempito la musica di amore, speranza. Le droghe sono molto più pesanti, l’amore è sesso, perversione, sadismo, la speranza è persa nelle strade marce di una metropoli cinica e cruda.

Al centro di tutto questo c’è lui, la colonna portante dell’Underground, del Pop, Andy Warhol. Non fu tanto il contributo musicale di Warhol ad essere importante nella carriera dei Velvet Underground, quanto, innanzitutto, la sua funzione di talent scout, la scoperta di una band che voleva sperimentare che ha trovato nel suo magnate, un artista a 360 gradi che ha fatto dell’innovazione, della provocazione un’arma vincente. E provocante è anche l’artwork che segna il debutto dei Velvet Underground. La primissima stampa, che fu tra l’altro molto travagliata per diversi motivi, mostrava la famosa banana gialla, al centro di uno sfondo bianco i cui non c’era scritto né il nome della band, né il nome dell’album. Vicino alla banana si poteva solo leggere “peel slowly and see”, il giallo della banana è a tutti gli effetti la buccia del frutto, un adesivo che tolto rivelava lo stesso frutto ma rosa, chiara allusione al membro maschile.

velVet

Warhol lavorò all’artwork  come se fosse uno dei suoi quadri, infatti l’unica altra cosa che si legge nella prima stampa, è la sua firma.
Come si diceva sopra, fu una stampa un po’ travagliata quella del “Banana album”, per due motivi. Il primo è legato all’adesivo sull’artwork, che creò non pochi problemi ai tecnici che dovettero creare un macchinario tutto nuovo per procedere alla stampa.
Il secondo motivo riguarda invece il retro del disco, in cui compariva una fotografia dei Velvet Underground mentre si esibivano durante Exploding Plastic Inevitable a Norfolk, in Virginia. Durante il live, venivano proiettate immagini, lavori di Wharol, e in quel momento campeggiava l’attore Eric Emerson, ritratto durante il film di Warhol Chelsea Girls. Emerson, che in quel momento stava attraversando diversi problemi, tra cui un arresto per possesso di droga e aveva bisogno di soldi, minacciò di denunciare tutti per aver usato la sua immagine senza pagargli i diritti. Piuttosto che pagare l’attore, la MGM decise di ritirare la stampa, danneggiando la band sia a livello economico che pubblicitario. Una scelta che influì sulle vendite del disco.

Velvet_Underground2

Quando un genio come Andy Warhol incontra due talenti alle prime armi come Lou Reed e John Cale, non può che nascerne qualcosa di importante e, per tantissimi, di geniale. Potrà essere messa in discussione la bellezza o meno di The Velvet Underground & Nico, ma non la sua rilevanza storica, perché, che lo vogliate o no, da lì è cambiato tutto.

Grazia Pacileo

 

 

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