The Cranberries, To The Faithful Departed | Artwork della Domenica - Radioeco
Oppure copia e incolla questo link dove vuoi!

The Cranberries, To The Faithful Departed | Artwork della Domenica

Con Dolores O’Riordan se ne va via la voce di una generazione, quella degli anni ’90 cresciuta con band come The Cranberries. L’artwork della domenica di oggi parla di loro e dell’album “To The Faithful Departed”.

Avevo più o meno dodici anni quando mia cugina mi passò l’appena uscito Wake Up And Smell The Coffee, conoscevo già i Cranberries, Zombie era già un classico per quelli più grandi di me e per la sottoscritta era uno dei videoclip più passati da MTV. In quel momento ero musicalmente molto grezza e alla ricerca di qualcosa che mi colpisse a fondo. Quel qualcosa fu la voce di Dolores O’Riordan, potentissima e allo stesso tempo fragile e dolce. Ho letteralmente consumato Wake Up And Smell The Coffee, ascoltato ininterrottamente per non so quanto, quest’album è stato la prima vera colonna sonora della mia adolescenza. Da lì in poi è stata una ricerca compulsiva quella di saperne di più, di ascoltare tutto quello che i Cranberries avevano fatto.

Cranberries

The Cranberries

Devo dire di non avere un album preferito dei Cranberries in assoluto, nonostante posso tranquillamente dichiarare di averli ascoltati tutti. Sono solo canzoni sparse, che messe insieme potrebbero costruire il disco perfetto della band. To The Faithful Departed è quello che probabilmente mi ha segnato di più. Dopo Zombie, ascoltare la stessa carica in Hollywood e Salvation, e dopo Ode To My Family ritrovare la dolcezza straziante di Dolores in When You’re Gone, ballata per molti abbastanza scontata ma di una bellezza vocale indiscutibile, rende To The Faithful Departed uno degli album più sofferti dei Cranberries che piange per la le vittime di guerra, per gli amici e i parenti scomparsi in quell’anno, per Kurt Cobain, e per John Lennon. In particolare l’ex Beatle viene ricordato da un punto di vista nuovo, quello del suo assassino, Mark Chapman, in un rock ossessivo in cui si continua a narrare gli eventi dell’8 dicembre del 1980, con tanto di spari sul finale.

Cranberries

Dolores O’Riordan

To The Faithful Departed è forse l’ultimo album in cui i Cranberries hanno avuto qualcosa di forte da dire, dal momento che la loro discografia successiva, per quanto sia quella a cui ho voluto più bene, si impantana nel limbo del “già sentito”, scostandosene solo per pochi brani degni di nota. È un disco in cui Cranberries puntano ancora sugli ideali, piangono e soffrono per il passato, il presente, per la guerra e le sue vittime innocenti e inconsapevoli. Warchild è straziante, qui la voce di Dolores empatizza col significato di ogni parola, di ogni nota, sembra quasi che la cantante prenda un gavettone pieno di dolore e solennità e ce lo tiri in faccia per farci aprire gli occhi, le orecchie e soprattutto la coscienza. Da Electric Blue in poi, i Cranberries mettono definitivamente da parte la loro carica rock per inondarci di ballate e testi densi di soprattutto di malinconia e tristezza.

To The Faithful Departed, non si poteva scegliere un titolo migliore per salutare Dolores. È vero che ci sono due album dei Cranberries che hanno due copertine firmate da quel mostro di Storm Thorgerson, e allora perché scegliere To The Faithful Departed? Innanzitutto per la qualità dell’album, perché se c’è qualcuno che non ha conosciuto i Cranberries è giusto che inizi da uno dei più forti. Poi perché nell’artwork appare Dolores e nel suo stile e nel carattere gotico con cui è scritto il titolo sulla copertina, ci sono tutti gli anni ’90 che emozionano i nostalgici come la sottoscritta. Ho trovato poi un’ulteriore connessione da spiegare, e che mi ha portato a scegliere questo artwork. Il colore che sta alla base è il giallo: gialle le pareti, gialli gli infissi della finestra, gialli gli strumenti. L’unico colore che si oppone è il viola dei vestiti dei Cranberries, che contrastano regalando un insieme un po’ acido. Soffermiamoci un attimo sulla band: è una fotografia di rito, niente di più. Eppure gli stessi vestiti come se fossero in divisa, in posa con gli strumenti, a parte pochi dettagli, non c’è niente di fortemente distintivo tra l’uno e l’altro componente. In questo ho visto un richiamo alla band per eccellenza, i Beatles che vengono anche inseriti in qualche modo nel disco con la canzone sull’omicidio di Lennon. Il giallo potrebbe essere un richiamo al Yellow Submarine e i vestiti un punto di incontro tra i primi Beatles in versione damerini e quelli colorati di Stg. Pepper’s Lonely Hearts Club. Sarò una visionaria, ma perché non richiamare i quattro di Liverpool non soltanto con le canzoni ma anche con le immagini?

Cranberries

Quella che avete letto è una vera dichiarazione d’amore verso quella donna che mi ha iniziato a un certo tipo di musica, di stile, che per lo più ho sognato di avere. Volevo il suo taglio prima ossigenato, poi nero, ma per i miei capelli ricci era un desiderio quasi impossibile. Volevo vestirmi come lei, ma ero molto più piccola e le Dr. Martens dovevano fare ancora il loro ingresso trionfale nella mia scarpiera. Volevo soprattutto la sua voce, ma non essendo Ursula de La Sirenetta, mi limitavo a cantarla in playback con qualsiasi oggetto che potesse passare per un microfono, scatenandomi, imitando i video dei suoi live, finché non ho preso la patente e i primi dischi passati nel lettore della macchina erano quelli dei Cranberries, che finalmente potevo cantare a squarciagola insieme alle mie amiche, o da sola a finestrini chiusi, facendo preoccupare quelli che mi incrociavano per strada. Tutto ciò che potevo, e avevo bisogno di fare era ascoltare Dolores O’Riordan, sentirla cantare in maniera ora singhiozzante, ora delicata di tutto quello che da fuori le arrivava dentro e poi filtrava nella sua musica. C’era molta sofferenza nei brani dei Cranberries, non in tutti sia chiaro, ma in molti, e grazie a Dolores non sempre c’era bisogno di conoscere i testi per accorgersene.

Cranberries

Nono starò qui a parlarvi dei problemi personali e psicologici che la cantante ha dovuto affrontare nella sua vita, e che tanti temono siano stati il vero motivo della sua morte, non è così che voglio ricordarla. Insieme a lei e a Chris Cornell si sono ufficialmente chiuse le porte di un’adolescenza passata ad ascoltare e a leggere testi che mi hanno profondamente segnata. Come me alla notizia della scomparsa di Dolores O’Riordan, tutti quelli che sono cresciuti negli anni ’90 sono rimasti a bocca aperta, scossi, e ne hanno condiviso il ricordo in modi diversi. Sembra difficile da capire, ma è come se Dolores la conoscessimo tutti, perché in qualche modo è stato davvero così grazie alla sua inconfondibile voce. Ci siamo sentiti tutti un po’ più tristi qualche giorno fa, più vecchi e più consapevoli che la “nostra musica” anche se è ormai superata, ci scorre ancora potente nelle vene.

 

Grazia Pacileo

post di questa categoria

Pop-it

Pop-IT Festival @ Sant...

Pop-IT Festival @ Santo Stefano di Magra (SP)

ATP141-2

Eventi in toscana: mus...

Eventi in toscana: musica, arte, spettacoli | atp #141

ATP

Eventi in Toscana: Mus...

Eventi in Toscana: Music W Festival e tanto altro! | ATP #140

tony-allen-jeff-mills-tour-2017-concerto-roma-730x278

Travis Scott, Ross Fro...

Travis Scott, Ross From Friends, Helena Hauff | Demography #291

ultimi post caricati

ATP 3

Eventi in toscana: sen...

Eventi in toscana: senza filo, could be a fest e tanto altro! | atp #136

images

Festa dell’ Unicorno...

Festa dell’ Unicorno: il countdown è iniziato NerdEco #30

Lo ha già detto Gesù - Filippo Giardina @Officina Garibaldi

“Lo ha già dett...

“Lo ha già detto Gesù” di Filippo Giardina

lucca giornalismo

CRONISTI IN CLASSE: CA...

CRONISTI IN CLASSE: CAMPIONI DI GIORNALISMO

Commenti