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Tooteko start up al Wired Next Festival

 tooteko start up, la tecnologiaimpresamia.com

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Tooteko: una start up che fa apprezzare le bellezze del nostro patrimon artistico ai non vedenti, ospite al Wired Festival

Tooteko start up rappresentata da Serena Ruffato, ospite al Wired Next Festival insieme alla non vedente Deborah Tramentozzi.

Le due relatrici hanno illustrato agli ospiti in Sala Macconi di Palazzo Vecchio la nuova tecnologia di cui si serve Tooteko start up che permette a non vedenti e ipovedenti di apprezzare l’arte attraverso il tatto e l’udito. Tooteko è infatti un anello in grado di riconoscere speciali sensori NFC all’interno di modelli tridimensionali di opere d’arte e farne corrispondere su smartphone o tablet informazioni audio.

” Vedere con gli altri sensi”. Da qui l’intuizione di utilizzare repliche mute di opere d’arte e trasformarle in modelli parlanti, grazie all’esperienza tattile associata alla fruizione di contenuti audio. L’idea non era mai stata messa in pratica da nessuno in precedenza.

I modelli non sono semplici riproduzioni, ma vengono realizzati grazie a scansioni 3D, e quindi riportano tutte le caratteristiche reali delle opere d’arte, in scala ridotta. La loro realizzazione è basata poi sulla particolare sensibilità tattile dei non vedenti, per permettere una lettura conforme dei dettagli. Oggi esistono dei modelli delle opere fatti con fogli di plastica stampati in rilievo al termophon. Contengono brevi descrizioni in linguaggio braille. Io volevo dare ai non vedenti la possibilità di andare oltre. I primi modelli sono stati realizzati in collaborazione con l’Istituto dei Ciechi di Milano, dove sono stati testati e via via migliorati secondo le indicazioni fornite dai diretti fruitori. Il progetto è cresciuto fino a diventare una startup, Nel mondo ci sono quasi 300 milioni di disabili visivi. Molti di loro hanno ritenuto finora quello dell’arte come un mondo a loro non accessibile. Tooteko start up vuole dimostrare loro che non è necessariamente così”

L’approccio all’arte inoltre secondo il progetto Tooteko deve coinvolgere non solo il disabile  nel suo approccio con l’opera, ma anche il non vedente che entra e gira per le sale del museo. Le audioguide devono essere realizzate secondo le esigenze di un non vedente.

Il disabile visivo vuole essere autonomo, e con i nostri modelli audio-tattili può esserlo davvero. Il brevetto messo a punto potrebbe avere numerose implicazioni in campi diversi da quelli dell’arte. I sensori, ad esempio, potrebbero essere applicati sulle scatole di prodotti alimentari o sulle medicine, al posto delle semplici scritte in braille, per fornire indicazioni su tutte le caratteristiche del prodotto: basterebbe passare il sensore sulla confezione e dal cellulare una voce potrebbe spiegare al non vedente tutto quello che c’è da sapere.

Il progetto ha già vinto numerosi premi tra cui, non a caso, quello come “miglior startup ad alto impatto sociale” alla fiera delle startup. Non va inoltre dimenticato che si tratta di una tecnologia low cost e come tale è destinata ad avere un sicuro successo.

 

Di seguito una piccola intervista alle due relatrici.

 

Isabel Viele per RadioEco

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