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Tuck & Patti, una coppia d’oro per Jazz Wide Young

10153017_10153943556460313_156165058_nLo scorso 27 Marzo il duo icona del jazz-pop internazionale, Tuck & Patti, si è esibito al Palazzo dei Congressi di Pisa per la rassegna Jazz Wide Young, inondando il pubblico della loro energia positiva.

Il loro è un sodalizio musicale che arriva a toccare corde profonde e nascoste nell’ascoltatore, ma che allo stesso tempo riesce anche a divertire. È infatti Patti che di più coinvolge il pubblico dapprima con la sua voce profonda e vellutata, che destreggia con assoluta padronanza; poi raccontando tra una canzone e l’altra, con il suo americano molto ben scandito, aneddoti in preludio ad alcune delle canzoni.

Da subito lo spettatore si rende conto che davanti a sé non ha solo un duo musicale, ma anche una coppia; infatti uno sguardo basta ad innescare un nuovo arrangiamento o un’improvvisazione, riuscendo con flessibilità a trasformare i limiti della semplice unione di chitarra e voce nel loro punto di forza.

Tuck, invece, comunica con il pubblico attraverso la sua Gibson L5, fondendo la sua impostazione classica con l’anima gospel della sua consorte; infatti la segue come un’ombra, assecondando con freschezza ogni suo accenno ritmico o cambiamento armonico.

1975266_10153943557475313_69189896_nLa presentazione del primo brano fa sciogliere il pubblico di Pisa in una grassa risata: Patti introduce Chocolate moment, tratto dall’omonimo album del 2001, definendosi essa stessa un “chocolate moment“. Da quel momento in poi conquista la simpatia di tutti. Scelgono molti brani da quell’album, tra cui Rejoice, Reverie e Wildlower.

Dopo circa un’ora di concerto Patti si allontana dal palco lasciando suo marito con il pubblico e la sua chitarra. Solo, ci regala Europa, brano strumentale tratto dall’album Amigos di Carlos Santana, e diventato uno dei cavalli di battaglia del duo.

La loro scaletta è molto vasta, riprende brani del primo album, Tears of Joy, del 1988, fino ad arrivare al penultimo, Pure Tuck & Patti, dal quale traggono l’attesissima Time after time di Cindy Lauper, brano che li rese famosi per un’originale rilettura in chiave jazz.

Il concerto termina con una standing ovation del pubblico che a grande richiesta reclama un ultimo brano, Learning How to Fly. Ci auguriamo che la coppia musicale torni a farci visita e che ci regali ancora attimi di jazz e di energia positiva.

Roberta Russo
Redazione musicale

La gallery fotografica completa, a cura di Michela Biagini, del concerto la trovi qui

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