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Ultimo Chisciotte @ Teatro del Giglio di Lucca

“Ultimo Chisciotte” è lo spettacolo de Il Teatro del Carretto andato in scena al Teatro del Giglio di Lucca. “Un Pinocchio manovrato dalla potenza dell’immaginazione”.

Signore e signori Maria Grazia Cipriani è tornata. È tornata, in splendida forma, a colorare i nostri occhi di un teatro utile e unico. Dopo un periodo di esplorazione, di tentativi più o meno riusciti, Il Teatro del Carretto torna sicuro e pronto a raccontare una nuova storia, come solo la compagnia lucchese sa fare.

Ultimo Chisciotte - foto di Andrea Spinelli (http://andreaspinelli.tumblr.com)

Ultimo Chisciotte – foto di Andrea Spinelli (http://andreaspinelli.tumblr.com)

Don Chisciotte è un personaggio talmente noto e popolare da essere diventato modo di dire, aneddoto, simbolo. Annoverato nella schiera dei grandi eroi della letteratura ci guarda
e guida insieme a Ulisse e Orlando nel peregrinare della vita. Il Don Chisciotte che ha preso vita al Teatro del Giglio, come un Pinocchio manovrato dalla potenza dell’immaginazione, è dinoccolato e incerto. Un ottimo Stefano Scherini, racconta nel movimento e nella voce la magnificenza decaduta dell’eroe e contemporaneamente dell’antieroe. Con grande sapienza attoriale rimane delicato e puro, sfinisce se stesso in una lunghissima battaglia che diventa struggente nel Bolero ballato con la Sorte.

http://andreaspinelli.tumblr.com

Ultimo Chisciotte – Foto di Andrea Spinelli (http://andreaspinelli.tumblr.com)

Di contorno, lo scudiero Sancho Panza è costruito perfettamente intorno al protagonista. Sempre servo e amico, sensazionalmente capace di essere schiavo e padrone della situazione. Giullare, compagno, cavallo e corazza, Matteo De Mojana diventa la perfetta stampella che tiene insieme tutta l’opera. Intorno ai due personaggi, una figura danzante non annoverabile tra le figure umane. Gualdani si fa uomo, donna, amante, seduttrice, cornacchia, mandria, destino, pazzia. Tutto in un solo corpo padrone di infinite identità che sembrano uscire direttamente dalla mente del paladino, ogni volta nella forma e nell’energia utile ad affrontare ogni impresa.

Cipriani e con lei tutta la schiera di scenografi, luciai, costumisti crea una macchina scenica complessa e articolata, resa visibile dal teatro aperto che si libera dallo spazio chiuso tipico usato negli ultimi lavori. Il teatro diventa metacasa delle imprese eroiche del protagonista e tutto si trasforma in una messa inscena, si perde la distinzione tra reale e verosimile, la follia consapevole guida il movimento e lo sforzo e si finisce per perdersi nella Mancia teatrale.

Ultimo Chisciotte - foto di Andrea Spinelli (http://andreaspinelli.tumblr.com)

Ultimo Chisciotte – foto di Andrea Spinelli (http://andreaspinelli.tumblr.com)

La musica e le danze, i suoni, i rumori aiutano il susseguirsi degli incontri di Don Chisciotte, ogni volta scanditi dalla polvere rossa che macchia il pavimento e che lo trasforma in un’arena per la grande ultima sfida. Dulcinea, immaginata, illusoria aleggia costantemente sulle teste di tutti a simboleggiare quella stella irraggiungibile a cui tendere.
Perchè in tutto questo buon teatro, recitato come Dio comanda e denso di visione e creatività, la cosa che colpisce come una freccia da innamorati è la forza e la potenza della tenacia e della lotta, della tensione. In un’epoca così oscura, dove l’immaginazione, il tentativo e il rischio sembrano tabù, l’Ultimo Chisciotte continua a lottare per tutti noi contro il male. Libera gli oppressi, ama solo con gli occhi, cerca e arranca, colpisce mulini a vento. E fa tutto questo perché è giusto, perché solo la meta, anche se irraggiungibile è quella che spinge il primo passo, che fa dire ancora “Sancho, l’è bisogno soprattutto d’uno slancio generoso, fosse anche un sogno matto”.

Ultimo Chisciotte - foto di Andrea Spinelli (http://andreaspinelli.tumblr.com)

Ultimo Chisciotte – foto di Andrea Spinelli (http://andreaspinelli.tumblr.com)

Ecco, Don Chisciotte è un inno alla dignità, alla presa di responsabilità di ognuno. Con una grande sagacia tragicomica il Teatro del Carretto sacrifica il suo Chisciotte come condottiero in prima linea di una battaglia che spetta a tutti noi.

Report di Flaminia Vannozzi, foto di Andrea Spinelli per RadioEco

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