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Un giorno a Bruxelles – Siamo in guerra?

WP_20151115_006La settimana scorsa mi sono ritrovato a Bruxelles mentre la polizia assediava il quartiere musulmano. Una casualità: ero di ritorno dalle ferie e mi aspettava un aereo a Charleroi – la mia solita fortuna. In questo momento sto scrivendo con una mano perché ho perso il braccio sinistr- no scherzo, sto bene. A dire il vero non mi sarei accorto di nulla se non fosse stato per i notiziari. Mentre la polizia belga braccava uno dei responsabili degli attentati di Parigi io stavo sorseggiando un costosissimo cappuccino in un’altra zona della città. Quando i familiari mi hanno messo al corrente di cosa stesse succedendo mi sono allarmato da bravo ragazzo di periferia. Dalle miei parti sparatorie, blitz o altro, accadono solo nei film. Mia madre già pregava San Gennaro che tornassi vivo a casa mentre io decidevo d’ingannare l’attesa facendo due passi per il centro. I negozi erano affollati, i commessi indaffarati e già intravedevo qualche addobbo natalizio per le strade. L’atmosfera era più che rilassata e mi sono messo a fare compere. Dopo aver preso qualche stupido souvenir ho chiamato un taxi per raggiungere l’aeroporto. Il tassista, Mimmo, un immigrato italiano (la comunità italiana è la seconda più grossa a Bruxelles) ha spinto più del solito sull’acceleratore perché, a suo dire, i controlli all’aeroporto sarebbero stati severi e minuziosi data la situazione. Mi aspettavo di trovare la sicurezza coi guanti di lattice e lubrificante, invece non mi hanno nemmeno fatto togliere le scarpe al metal detector e un paio d’ore dopo ero a casa sano e salvo.

giornale14

Oggi leggo sui giornaletti che siamo in guerra e già scoppiano le psicosi e gli allarmismi: a Torino è scattata la caccia all’uomo; a Venezia hanno urlato all’attentato ben quattro volte nel giro di due giorni; a Firenze c’è stato un falso allarme bomba, così come al tribunale di Pisa e alla stazione di Agrigento dove hanno fatto addirittura brillare due poveri zaini lasciati incustoditi. Sui social è tutto uno svolazzare di bandiere francesi, frasi a effetto, invettive razziste e cordoglio più o meno fuori luogo.
Ma siamo in guerra sul serio? No. In Siria c’è la guerra, dove succede questo:

Certo, il rischio attentato c’è, ed è orribile, ma ridimensioniamo il pericolo: una dozzina di pazzi fondamentalisti a zonzo per l’Europa non sono una minaccia per la popolazione italiana. Nella peggiore delle ipotesi parliamo di decine di vittime potenziali. Decine. Al momento, in Siria, le stime parlano di oltre 250’000 morti, tra cui 66’000 civili. Capite la differenza? Non è cinismo, non sto giocando coi numeri e non voglio mancare rispetto alle vittime di Parigi, voglio solo rendere chiara la differenza tra uno stato di guerra e un attentato, e allo stesso tempo rassicurarvi: non siete in pericolo di vita.
Per altro l’Europa non è l’unico posto colpito dagli attentati terroristici. A Beirut ci sono stati moltissimi morti e feriti ma non sembra fregare a nessuno, e giustamente qualcuno parla di «emozioni collettive a geografia variabile».

Ma allora che succede in Siria? Sta scoppiando la terza guerra mondiale? No. Semplificando mi sento dire che è l’ennesima lotta territoriale tra occidente e oriente, e non è scoppiata ieri, ma 4 anni fa (ricordate i barconi? gli emigranti siriani, etc? ecco, sempre il solito motivo). In Siria, semplificando ulteriormente, si dànno battaglia il regime dispotico di Assad e i rivoluzionari dell’Isis. Usa e Francia stanno nel mezzo, nella speranza che i due si facciano fuori a vicenda per mettere le mani sul petrolio – alla fine il vero problema è sempre quello. Per questo Obama tentenna sulla lotta al terrorismo mentre Putin è deciso a combatterlo, aiutare Assad, e tenere lontano la NATO dal medio oriente. Se a tutto questo aggiungete che Assad è anti-israeliano e l’Isis un movimento fondamentalista islamico, capite che le motivazioni della guerra si moltiplicano. Siete confusi? Metto un video simpatico e semplice, con tanti disegni e colori, per chi non è pratico di geopolitica medio-orientale:

La situazione è davvero complicata, si protrarrà per anni e finirà quando termineranno i giochi di potere. Nel frattempo state tranquilli: vivrete abbastanza per vedere il Giubileo, gli Europei di calcio 2016, Star Wars 7, 8 e 9, e molto altro ancora.

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