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Un tuffo nel passato… o nel futuro?

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Le Tre Leggi della Robotica:
Prima Legge
Un robot non può recar danno a un essere umano, né permettere che, a causa della propria negligenza, un essere umano patisca danno.
Seconda Legge
Un robot deve sempre obbedire agli ordini degli esseri umani, a meno che contrastino con la Prima Legge.
Terza Legge
Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questo non contrasti con la Prima o la Seconda Legge.

Manuale di Robotica, 56esima Edizione, 2058 d.C.

Noi tutti conosciamo, immagino, le Tre Leggi della Robotica, chi per aver letto i libri di Isaac Asimov, chi per aver visto il film Io, Robot, ispirato all’omonima antologia di racconti di Asimov.
I veri appassionati di fantascienza ora diranno: «Il film non c’entra niente con il libro» ed effettivamente non posso darvi torto. Solo tre personaggi della raccolta di uno dei più grandi autori fantascientifici sono stati ripresi nella trasposizione cinematografica: la dottoressa e robopsicologa Susan Calvin, lo scienziato Alfred Lanning e Lawrence Robertson, titolare della U.S. Robotics, azienda leader nella produzione dei robot e l’unica a poter sfruttare il cervello positronico, che renderebbe le macchine più simili, eticamente e moralmente, all’uomo.
I vari racconti furono scritti nell’arco di dieci anni, dal 1940 al 1950, data effettiva della pubblicazione di Io, Robot. Le varie storie hanno come protagonista i robot e la loro crescita nel tempo in termini di sviluppo tecnologico e psicologico, al contrario del film, dove la storia gira intorno ad un unico robot, Sonny, ed all’agente di polizia Spooner. Asimov, invece, ci narra le storie di più persone: da una bambina cresciuta insieme ad un robot, uno dei primi costruiti, alle sfortunate avventure di due collaudatori Gregory Powell e Michael Donovan, che ne vedono di tutti i colori nel loro lavoro di testare i robot sul campo, alle disavventure psicologiche della dottoressa Calvin alle prese con robot che sembrano trasgredire, effettivamente o solo moralmente, le Tre Leggi della Robotica. Il tutto dura una cinquantina d’anni: il primo racconto è ambientato nell’anno 1998, nel quale troviamo una giovane dottoressa Calvin, anche se solo marginalmente, alle prese con la laurea, mentre nell’ultimo la ritroviamo invecchiata e dimessa dall’azienda.

Insomma, un’intera vita, o quasi, riassunta in meno di trecento pagine, con un linguaggio adatto a tutti -a parte alcuni termini tecnici che non serve capire ai fini del racconto, a meno che non progettiate un robot con un cervello positronico. Un viaggio nell’evoluzione della scienza, com’era vista negli anni della seconda guerra mondiale, ai tempi della prova concreta di quanto fossero dannose le bombe atomiche.
Un libro che svela, secondo l’autore, non solo i tratti, dannosi o meno, della robotica, ma ci mostra, soprattutto, vari aspetti dell’animo umano, non sempre positivi. Spesso pretendiamo dagli altri ciò che non riusciamo a fare noi per primi; chiediamo ai robot di sottostare a regole che spesso siamo i primi a non seguire. E questo può portare solo ad una conclusione, ed Asimov lo sapeva bene:
«Rivoluzione» [cit. Dott. Lanning – Io, Robot (film)]

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