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Verso il ddl Cirinnà: un’Italia arcobaleno?

Ddl Cirinnà: da mesi non si parla d’altro. Paradossalmente, l’opinione pubblica è più interessata ai diritti gay che alla riforma costituzionale varata a gennaio. Davvero un paese occidentale nel XXI secolo si scontra e si accende di più parlando delle coppie omosessuali che dell’abolizione di una camera parlamentare? Sì, se il paese in questione è l’Italia: siamo davvero pronti a colorare lo stivale di arcobaleno?

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È il 2016, ma siamo l’ultimo paese dell’Europa occidentale a non aver ancora regolamentato i diritti delle coppie di fatto. Di fatto, le coppie esistono dalla notte dei tempi, anche composte da persone dello stesso sesso, ma non per il nostro stato: come correre ai ripari? Dieci anni fa, mentre mezza Europa approvava i PACS, il governo Prodi 2.0 ci provò con i DICO; oggi, mentre i PACS sono ormai più che digeriti e più o meno tutti si stanno muovendo verso il matrimonio (se non l’hanno già fatto), il governo Renzi tenta la carta della civil parternship e si affida alle mani della senatrice Monica Cirinnà. Gli omosessuali, dunque, non potranno dirsi “sì, lo voglio”, ma gli verranno riconosciuti molti diritti, come se l’avessero detto: reversibilità della pensione, possibilità di assistenza reciproca in caso di malattia, ecc. Attenzione, perché questo “eccetera” comprende anche la problematica stepchlid adoption, cioè l’adozione del figlio naturale del/la partner. Ovviamente, nel Bel Paese si è scatenato il putiferio.
happy-1082925_960_720Secondo una parte del Parlamento, questa legge è liberticida, frutto dell’immenso potere della lobby gay, distruttrice della famiglia, portatrice del virus ebola: sono di questa opinione i cattodem del PD, il centro, la destra, il vecchio centrodestra, il nuovo centrodestra, il centro in fondo a destra. Mentre dal palco del Family Day tuonano sonanti minacce (“votate questa legge, e alle elezioni ce ne ricorderemo”) con un retrogusto di ricatto, da alcune settimane il ministro degli Interni vuole far saltare la possibilità di adozioni e si sbraccia come un uomo in mare per cercare soccorso da qualsiasi lato arrivi, anche dal MoVimento 5 Stelle. Eppure i pentastellati si sono (quasi) sempre detti favorevoli al riconoscimento dei diritti, sin dalle votazioni online effuate il 28 ottobre 2014: ma il Beppe nazionale ha recentemente lasciato “libertà di coscienza” ai suoi parlamentari. Nonostante la rivolta sul web (il suo amato web), non c’è stato nessun passo indietro dal parte del leader, che anzi con questa ha mossa ha rivelato forse la più grande debolezza del suo movimento: l’aver raggruppato elettorato sia da destra sia da sinstra ha sicuramente aiutato la crescita del M5S, ma è proprio quando si parla di temi etici  che la multiformità fa rima con eterogeneità, e il partito subisce forti scosse sismiche proprio da quel terreno su cui è stato orgogliosamente costruito (tra l’altro, questo è lo stesso rischio che corre il tanto odiato nemico PD: lo sforzo di unire cattolici ed ex-comunisti spacca puntualmente il partito appena si parla di diritti lgbt).

Gli attriti tra questi due partiti hanno fatto ulteriori scintille in queste ultime ore, quando il movimento di Grillo si è rifiutato di votare il cosiddetto “canguro” e la votazione è slittata (per l’ennesima volta) alla prossima settimana: addirittura, la firmataria della legge Monica Cirinnà ha dichiarato stamattina che è stato un errore fidarsi dei grillini, annunciando che dopo questo “scivolone” abbandonerà la scena politica.hqdefault

E mentre in Senato si apre la danza della guerra accalappia-voto, mezza Italia si tinge di arcobaleno, Teatro Ariston compreso. E mentre nei salotti televisivi si discute di quanto sia legittimo far crescere un bambino a una coppia omosessuale, tante coppie omosessuali italiane i figli li crescono già, senza alcuna tutela legale da parte del genitore non biologico però. E mentre una parte del paese si riconosce nel Family Day, l’altra vuole veder riconosciute le famiglie gay. Staremo a vedere se il ddl Cirinnà diventerà legge: intanto il dibattito sull’adozione e sulla necessità di una famiglia “naturale” diventa sempre più bizzarro, perché alcuni di coloro che oggi difendono il diritto di un minorenne ad avere una mamma e un papà sono gli stessi che pochi anni fa difendevano il diritto di una minorenne ad avere una mamma e un papi.

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