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Violent Femmes | Artwork della Domenica [Christmas Edition]

Alle porte del Natale non poteva mancare un Artwork della Domenica sotto l’albero. Magari state acquistando gli ultimi regali, avete poco tempo, ma per l’omonimo album di debutto dei Violent Femmes, vale la pena perdere qualche minuto. Chissà che non vi venga in mente di entrare in un negozio di dischi e regalarvelo.

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Se c’è un album che ha segnato i miei anni pisani, credo sia proprio Violent Femmes, ascoltato all’infinito, conosciuto nell’epoca in cui Spotify ancora non c’era e nonostante questo, bastava ascoltare un brano per farci venire voglia di avere la discografia integrale della band, o dell’artista in questione. Stando a Pisa è inevitabile capitare almeno a un concerti degli Zen Circus (o a una trentina), ed è impossibile non conoscere l’album Villa Inferno della band pisana. Il disco degli Zen, uscito nel 2008 ha visto anche la partecipazione di Brian Ritchie, bassista e fondatore dei Violent Femmes. Dall’amore per il circo Zen sono passata a quello per i Violent Femmes, soprattutto per il loro primissimo album, che fu un vero colpo di fulmine.

Violent Femmes è un album punk, folk, senza dubbio, ma alla fine va a fondersi con diversi generi, risultando eterogeneo, fresco, frenetico, intenso, dolce e sprezzante. Contiene una delle ballad più belle mai incise, secondo la sottoscritta, che risente dell’amore di Gordon Gano per Lou Reed, Good Feeling. Semmai dovessero chiedermi quale canzone avrei voluto incidere in un’ipotetica carriera musicale, probabilmente sceglierei questo brano dei Violent Femmes, così delicato da risultare straziante.

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Ed è proprio con questa canzone che mi torna subito in mente l’artwork di questo disco. Una bambina cerca di vedere da una finestra cosa si trova all’interno della struttura alla quale si è appoggiata. Un momento di curiosità infantile, vestito di pizzo bianco, contornato di lunghi capelli biondi, che finiscono in boccoli liberi sulla schiena della bimba. Un’istante puro, non sporcato da coordinate spazio temporali, da indicazioni climatiche. Un momento cristallizzato di grazia, con un piccolissimo lato oscuro. Ebbene da cosa la bambina dell’artwork di Violent Femmes è così attratta, non lo sapremo mai.

Billie Jo Campbell è il nome della bambina che compare sulla cover del disco. All’età della fotografia aveva soli tre anni, ed era completamente inconsapevole di essere inquadrata da un obiettivo. Quel giorno era per strada con la madre designer, quando furono fermate e fu chiesto al genitore da una band ancora sconosciuta, se era possibile avere la figlia sul proprio album.
Billie non aveva idea di cosa stesse succedendo, le dissero che da quella finestra avrebbe visto degli animali, non vedendo nulla di tutto ciò, iniziò ad irritarsi, a sentirsi giustamente presa in giro. Immaginate una bambina di tre anni che pensa di vedere qualcosa di fantastico attraverso un vetro.

Cosa ci fosse all’interno di quell’edificio in Laurel Canyon, LA, non lo sapremo mai, ed è giusto che sia così. Un artwork così vero, reale, anche se particolarmente dolce e malinconico, da sembrare dipinto en plein d’air, conserva quel piccolo mistero, quel piccolo dark side. Possiamo immaginarci di tutto. La finestra non è nient’altro che una porta diretta sulla nostra fantasia, basta guardarla con gli occhi di una bambina di tre anni, e lì dentro potrebbe esserci di tutto.


Grazia Pacileo

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