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Voce Clandestina: la voce del Teatro dell’ Assedio

Voce Clandestina, lo spettacolo di denuncia e protesta del Laboratorio Permanente del Teatro dell’ Assedio

Martedì 21 novembre, al Palazzo dei Congressi di PisaVoce Clandestina, scritto e diretto dal regista e drammaturgo Michelangelo Ricci. ideatore e conduttore del Laboratorio Permanente del Teatro dell ‘Assedio, ha fatto sentire la propria voce forte e dirompente.

Ben quaranta attori infatti (Maurizio Muzzi, Maria Grazia Fiore, Giusi Salvia, Giuseppe Scavone, Gabriella Rago, Ida Ricci, Leonardo Maria Erba, Soledad Flemma, Fabio Buonocore, Paolo Oita, Teresa Brenzoni, Marta Sarta, Marco Magno, Luana Checchia, Alessandro Paolini, Raffaello Pegna, André Fournier, Serena Monaco, Anna Martinese, Luca Vitrini, Vinicio Rosano, Luisa Favilli, Melania Casini, Lorenzo Di Giacomo, Filippo Bonchi, Sara Manzi, Michele Piccinno, Alex Bondor, Patrizia Scomparin, Sara Ricci, Eleonora Grazzi, Giulia Innocenti, Sara Lucchetti, Luca Volpe, Virginia Gomez, Chiara Arena, Manuel Saravia, Wilma, Matteo Prandini ) hanno dato vita ad uno spettacolo assolutamente unico nel suo genere, volto alla denuncia verso le disuguaglianze economiche e sociali che creano la clandestinità.

Il gruppo attoriale di "Voce Clandestina" ph. Lorenzo Antei

Il gruppo attoriale di “Voce Clandestina” ph. Lorenzo Antei

Per raggiungere tale scopo, la compagnia, si è servita di molteplici linguaggi teatrali: dalla canto alla danza, passando per dialoghi e cori, fino ad arrivare in molte occasioni alla rottura della quarta parete.

Voce Clandestina non ha mai annoiato ma è stato bensì un qualcosa in continuo divenire, a cominciare dalla scenografia caratterizzata da antitesi tra luce e ombra, luce rossa per le scene dinamiche e luce blu per quelle statiche, fumo e atmosfera suffusa rispetto all’ immagine chiara e limpida.

In questo contesto si è inserita la brillantissima performance attoriale caratterizzata sia da alternanza che armonia. Non ci sono stati dei protagonisti assoluti ma bensì un continuo e sapiente gioco di fluidi cambi di scena  che ha permesso ad ognuno di far sentire la propria voce e mettere in evidenza la propria arte. Persino i costumi di scena hanno permesso di assolvere tale compito. Solo i colori rosso e nero degli indumenti sono stati elementi comuni all’ intera compagnia, ma escludendo ciò, ognuno ha mantenuto intatta la propria personalità sulla scena dall’ inizio alla fine.

Altro elemento gradito è stato  il saper coinvolgere lo spettatore. Voce Clandestina ha avvinto il suo pubblico grazie ad un ritmo incalzante e irriverente in cui i climax l’ hanno fatta da padrone. Durante il  quadro finale, in particolare, gli interpreti hanno lasciato e fatto lasciare andare i freni inibitori ai presenti, spogliandosi letteralmente della propria arte e donandosi al pubblico attraverso un canto e una danza liberatori.

Uno dei climax di "Voce Clandestina" ph. Lorenzo Antei

Uno dei climax di “Voce Clandestina” ph. Lorenzo Antei

Si, come potete intuire, Voce Clandestina ci è piaciuto, perché è stato in grado di suscitare in noi delle emozioni forti e contrastanti. Ci ha fatto ridere, ci ha fatto commuovere, ci ha fatto divertire e riflettere, ci ha veramente lasciato qualcosa.

L’ ideatore e conduttore del Laboratorio Permanente del Teatro dell ‘Assedio Michelangelo Ricci, al termine dello spettacolo ha rivelato:

Ciò che avete visto è il frutto di soli due mesi di lavoro. Riprenderemo le lezioni nel mese di gennaio ed a maggio del prossimo anno porteremo in scena un nuovo spettacolo completamente diverso da questo.

Non vediamo l’ora di assistere alla messa in scena di questo nuovo progetto.

Foto di Lorenzo Antei

Report di Isabel Viele per RadioEco

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