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Voci da Copenaghen: Memorie di una viaggiatrice precaria

IMG_5114Riesci a sentire l’aria fresca sul viso? Benvenuto a Copenaghen. Qui l’ossigeno stesso sembra avere un odore: sa di mare, di panni appena lavati, di brividi che corrono lungo la schiena. Copenaghen è la città perfetta per chi ama l’ambiente culturale, l’innovazone, la capitale europea senza dover rinunciare agli spazi verdi e al mare.

Per gettarti anima e corpo nell’ambiente danese quello di cui hai bisogno è una passeggiata in centro. Giunto alla Radhuspladesen, volgarmente piazza del municipio, inizi ad assaporarne l’architettura mistica. Da qui si articola la Stroget, un’area pedonale di 2 km, la più lunga d’Europa, in cui ti rendi subito conto di due cose: l’ambiente intimo e familiare delle sue strade, che in parte ricordano casa, e il calore di quelle persone incredibilmente bionde – ebbene sì, qua tutti sembrano appena usciti da una pubblicità di D&G – che se ti vedono in difficoltà non esitano a porgerti il loro aiuto.

Poi noti un’altra cosa: il numero impressionante di biciclette che a prima vista sembrano prive di qualunque protezione. Copenaghen infatti vanta 350 km di piste ciclabili separate dalla carreggiata. Hai bisogno di sapere altro? Procuratene una e continua il tuo viaggio.

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Il lato più inebriante della città è dato dalla musica. Ogni angolo della Stroget ha una melodia diversa e pedalando al ritmo di band più o meno arrangiate o di solisti incredibilmente dotati non puoi che sorridere. Ti viene voglia di chiudere gli occhi e lasciarti trasportare dal vento freddo.

Ecco, questo non farlo. Perchè potresti travolgere uno dei milioni di passeggini sparsi per la città. Il governo infatti, con un obiettivo pro incremento demografico, ha offerto alle giovani coppie danesi un week end a scopo procreativo; e direi che ha avuto successo.

IMG_5094Forse è meglio spostarsi in uno dei numerosissimi spazi verdi della città, come il Frederiksberg Have. Lasciati guidare dall’istinto in questo immenso parco, quasi sicuramente ti condurrà ad uno spettacolo inaspettato: la vista di meravigliosi elefanti indiani dello zoo vicino, che si ergeranno a te come delle divinità, lasciandoti senza fiato.

I numerosi castelli ti faranno sentire un emigrato a Narnia, come il Rosenborg, un bellissimo esempio di arte rinascimentale immerso nel Parco del Re.

A questo punto avrai fame. La sottoscritta viaggiatrice ti consiglia il Paludan’s Book and Café, dove puoi gustare uno dei piatti tipici ricchissimi di salse circondato da una libreria suggestiva. Concediti dunque una breve lettura, ti sentirai parte di un circolo letterario anni ’20.

Il numero elevatissimo di studenti è indicativo della ricchezza di questo paese, come la quasi totale assenza di senza tetto. Qua gli studenti – anche italiani, e qui arriva il bello – possono godere di un’educazione universitaria gratuita, cosa che ti fa innamorare ancor più del suo stile di vita.

Ma lo show deve continuare, quindi rimonta in sella e dirigiti verso il canale Nyhavn. I colori cangianti degli edifici e la maestosità delle imbarcazioni vicine fanno da sfondo perfetto alla cartolina della tua avventura. Forse la zona più bella della città.

IMG_5225Se vuoi vivere la vena alternativa del posto, Christiania è un must: si tratta di una città nella città, presa anni orsono dagli hippie che vi hanno fondato una comunità libera, ovviamente anche in fatto di droghe leggere. In realtà oggi la vena hippie si è un po’ persa e ai più risulta deludente, ma vale comunque la pena farci un salto, sebbene ti consigli di non fare il mio stesso errore provandoci di sera, quando risulta quasi inquietante.

Dopo aver visitato la celebre e a mio avviso sopravvalutata Sirenetta, dedicati ai musei: dall’arte classica al design, questi luoghi illuminano la città di tonalità più intense. E se ami la birra non puoi perderti quello della Carlsberg, dove ti verrà offerto un omaggio, e ho detto tutto.

Non voglio dirti altro mio caro viandante, è ora che tu vada con le tue gambe. Viviti fino al midollo il calore di questo luogo gelido; le inibizioni, lasciale a casa.

Eleonora Pieraccioli

Foto di Valeria Kadelski

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