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Wallwork &rzr – Demography- Turn Off Festival

Wallwork
La maratona Turn Off per noi di Demography non è ancora finita, per prepararvi al meglio all’evento del 16 maggio (per avere più informazioni qui) continuiamo ad intervistare i protagonisti di quella che si prospetta una grande giornata.Oggi con noi abbiamo Wallwork &rzr.

Il duo di Hackney wick -Londra-, (che comprende Tommaso Wallwork e Ady Razor), che dopo una lunga gavetta come ghost producers per alcuni dei migliori artisti in Uk, hanno deciso di lasciare l’etere e affermarsi come veri e propri artisti powerhouse da club, grazie al loro debutto impeccabilmente prodotto Infinite Machine “Mad techno invasion”. Ed ora al Turn Off Festival! Ovviamente non perdetevi la playlist fatta appositamente per voi in fondo all’articolo da
Wallwork &rzr!

Dove nasce questo progetto?

Nasce nell’East London, a Hackney Wick un quartiere Londinese famoso per i suoi capannoni dove le persone vivono e lavorano e dove abbiamo sede come etichetta e studio.

Dacci due coordinate, quanto tempo è che suoni?

Io personalmente suono dal 2006-7 ma con il primo progetto serio dal 2013. Non ho mai aperto soundcloud o Facebook fino all’anno scorso, e non ho mai mandato canzoni ad etichette finche’ non fossi sicuro che fossero all’altezza. Da quando abbiamo fatto le prime uscite le date si sono subito fatte vedere e soprattutto il recente Boiler Room è stata la prima vera soddisfazione dopo tanto tempo passato a fare musica.

Come inizia il processo creativo?

Il mio software preferito è Logic. Quindi spesso inizio da quello, senno’ collegando macchinette analogiche e synth nello studio. Amo variare sempre come compongo le tracce.

E dove vorresti arrivare?

Non voglio mettere limiti sulla mia musica. Per ora con questo progetto mi concentro a spaccare tutto nei club. Ma produco molti altri tipi di musica, soprattutto trip hop, hip hop e R&B con artisti emergenti.

Si può parlare di un panorama indie nell’elettronica di oltremanica? è simile in qualche maniera alla “scena” della penisola italiana?

Credo che la scena in Italia sia molto diversa da quella in Inghilterra. Qui tutto evolve continuamente. In Italia ci vogliono sempre anni prima che arrivino le cose su vasta scala, sono molto più’ attaccati alla tradizione house e techno.

Altri artisti con cui iniziare nuovi progetti o collaborazioni?

Ho molte cose in ballo in questo momento, collaborazioni con Tsvi, Lokane, Butti e Luru all’interno dell’etichetta. Sto registrando e producendo un po’ di Ep e album della scena Londinese con vari cantanti e produttori.
Ho recentemente registrato il nuovo EP di Scratcha DVA su Hyperdub fra gli altri progetti. Abbiamo anche molti rapper che passano dallo studio dalla scena hip hop stile americano fino alla Grime londinese.

Hai un percorso preciso in mente?

Si, iniziare dall’underground e salire fino in cima

Com’è fare elettronica nel Regno Unito, culla della musica elettronica moderna per come la conosciamo?

E’ il posto migliore al mondo, ogni giorno lavoriamo con persone nuove, ci sono stimoli costanti. Abbiamo avuto la fortuna di conoscere e lavorare con una gran parte dei nostri artisti preferiti, questo non saprebbe successo da nessun altra parte.

Che cosa pensi della diffusione in forma digitale della musica attraverso Internet come Spotify? Sei legato ai vecchi supporti come Cd e Vinili e pensate che ci sia ancora un posto per loro? E soprattutto hanno ancora senso?

Noi siamo per essere su ogni singolo canale. La nostra erichetta infatti e’ sia in digitale che in vinile. Potete trovare il nostro ep su spotify o nel negozio di dischi. Per noi è importante comunque stampare in vinile per essere presi seriamente all’interno di una delle scene più’ competitive al mondo. E’ anche una cosa da tenere per sempre e una prova fisica del proprio lavoro.

La musica elettronica non è necessariamente prigioniera degli strumenti, quali sono le tue attrezzature? Fronte Analogico o Digitale?

Tutti e due abbiamo un sacco di macchinette analogiche e sintetizzatori. Abbiamo un mixer analogico abbastanza grande e un bel po’ di unita’ esterne. registriamo anche molte band indie rock qui quindi , non siamo limitati per nessun tipo di musica dalla folk alla techno. Succede di tutto nello studio di Nervous Horizon!

Pensi che i Social Network siano il veleno o la cura della diffusione musicale di qualità?

Come tutte le cose hanno i loro pro e contro. Ma di sicuro è incredibile potersi scambiare idee e musica con produttori in tutto il mondo, sapere che fai una traccia e viene suonata la sera stessa in america.

La redazione di Demography

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