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WOPS – Àsgeir – Ibeyi| Demography #177

Un mix di culture e generi per questo Demo #177, con gli italiani Wops, l’islandese Àsgeir e le sorelle più fighe della scena musicale mondiale, le Ibeyi.

Prima tappa di questa uscita di Demography sarà proprio l’Italia, il nostro belpaese. Questo mese è infatto uscito Il giorno Onirico, album di debutto della band Wops, formata da Fabrizio Piergiovanni (batteria), Marco Amoroso (basso), Alessandro Caruso (chitarre, tastiere e voci) e Francesco Rita (chitarre, tastiere e voci). Un gruppo che in realtà tanto emergente non è, se consideriamo che i componenti suonano insieme da circa 10 anni. In questi anni, gli Wops hanno scritto decine di canzoni, registrato un album in studio (mai uscito) e un ep autoprodotto. Il nome della band è sempre stato lo stesso: wops è un termine denigratorio nei confronti degli italiani immigrati inventato dagli americani a inizio ‘900 circa. Questo loro primo album è un viaggio introspettivo, a tratti una fuga, a tratti un’immersione, ed è stato completamente prodotto da Vasco Maria Livio. La band a riguardo afferma “In studio con lui abbiamo speso la maggior parte del tempo sugli arrangiamenti dei brani per dare uniformità sonora al disco e rendere al meglio il concetto di viaggio nel mondo immaginato.” Il 16 Febbraio è stato pubblicato il video del secondo singolo estratto, La ballata delle mine, sul loro canale ufficiale YouTube (wopsmusicband), firmato da Andrea Sorini. Illuminazione, trucco, costumi e decorazioni sono reagenti alla luce ultravioletta. Girato con mezzi digitali, il montato è stato successivamente riversato su supporto VHS. La trama vede due amanti duellare con spade da scherma sotto lo sguardo tacito della morte fino al loro ultimo respiro. Lo stile del video rimanda all’immaginario degli anni ’80 e ’90 con una dominante psichedelica e una voluta esasperazione del carattere vintage/Low-Fi. Meritano davvero un ascolto:


Ci spostiamo ora nelle fredde terre islandesi, che io amo così tanto. Ma ciò che forse amo ancora di più dell’Islanda, è la musica islandese. Vi parlo quindi oggi di Àsgeir Trausti Einarsson (meglio noto come Ásgeir, più semplicemente), classe 1992, compositore e polistrumentista islandese. Dopo il precedente e pluripremiato In The Silence, ma soprattutto dopo aver conquistato il cuore degli appassionati di pop sopraffino, Ásgeir torna con Afterglow, il suo nuovo album in uscita il il 5 maggio 2017 su One Little Indian/Audioglobe. Ad anticipare il disco Unbound, il singolo che in meno di un mese ha già ottenuto oltre 520.000 ascolti su Spotify. Il 16 Febbraio è stato pubblicato il video della canzone, dove troviamo rappresentato un mondo di realtà virtuale sconosciuto, in cui le persone sono in grado di esprimere i loro desideri più profondi e oscuri, attraverso una lente di futuristica realtà virtuale. Il video, che esplora le vite virtuali dei protagonisti, rappresenta la perfetta interazione tra le parole “Nothing holds me back now“, e un mondo virtuale che deve ancora esistere.

“That’s what happens when I get lost in my mind”. Sono tornate le sorelle/gemelle più fighe della scena musicale mondiale. Sto parlando ovviamente delle IbeyiVi racconto qualcosa di più sul loro conto, nel caso non le conosceste. Nate e cresciute a Parigi, Naomi e Lisa-Kaindé Díaz sono figlie del percussionista cubano Anga Díaz, membro del Buena Vista Social Club, scomparso quando le due avevano solo undici anni. La famiglia ha fornito loro i primi elementi per un’educazione artistica, in particolare la madre che le ha educate alla cultura Yoruba (una lingua parlata nell’Africa orientale e arrivata a Cuba oltre tre secoli fa attraverso la tratta degli schiavi). Tra l’altro, il termine “ibeji” in lingua Yoruba vuol dire proprio “gemelli”, e secondo tale cultura i gemelli sono magici. La gemellanza, in ogni modo, è al cuore del loro progetto, una miscela suggestiva di armonie vocali delicate, semplici percussioni e manipolazioni elettroniche. Tutta questa multi-culturalità ha contribuito alla creazione di quello che è il sound delle Ibeyi, una fusione fra folk tradizionale cubano, pop sperimentale, jazz parigino, R&B ed elettronica minimale. Le gemelle franco-cubane, che hanno pubblicato il loro primo lp omonimo nel 2015, dopo che l’anno precedente, grazie all’Ep di debutto “Oya”, si erano fatte conoscere e apprezzare dagli addetti ai lavori, sono tornate con un nuovo singolo inedito, Lost in my mind, rilasciato il 10 Febbraio. Il brano, suonato live in tour dalle due artiste nel 2015, rappresenta la prima traccia ufficiale pubblicata dopo il loro album di debutto. In Lost in my mind, Lisa-Kaindé canta la solitudine delle strade vuote, del dolore, della distanza tra gli amanti. Le sue pause attentamente dispiegate e la sua intonazione vanno ad abbracciare perfettamente le battute del cajòn e del batà di Naomi. Un perfetta continuazione del loro primo album. Minimalismo e sensualità, un mix tra antico e moderno, che ancora una volta incanta.

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