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Yak , Jon Spencer, The Lay Llamas & more | Demography #320

Nuova playlist di Demography a base di chitarre da Yak a Jon Spencer a Cat Power.

Ieri vi abbiamo parlato di Elli de Mon, cantautrice veneta che ha condiviso il palco anche con The Jon Spencer Blues Explosion. E riprendiamo il discorso proprio da loro, da sua maestà Jon Spencer e la scarica di adrenalina a base di distorsioni, riverberi, riff e pedali fuzz di Trash can, prima traccia di Spencer Sings the Hits! (In The Red Records) uscito questo autunno. Jon Kirk Spencer, all’alba dei 53 anni, incide il suo primo album a proprio nome accompagnato da Sam Coomes (synth, frontman dei Quasi) e il batterista M. Sord, prodotto da Bill Skibbe al Key Club Recording Company di Benton Harbor, e continua a travolgerci con la sua miscela esplosiva a base di irriverenza, genialità e attitudine punk, il tutto intriso di garage-blues. Attenzione, l’ascolto delle 12 tracce crea stati di agitazione e/o euforia, voglia di saltellare e dimenarsi a ritmo di punk, e di riascoltare tutto dall’inizio.

Yak

Continuiamo con le sonorità garage con il canadese Marco Antonio “Mark Sultan” Pepe, rocker-one-man-band con alle spalle innumerevoli moniker e collaborazioni (BBQ e The King Khan and BBQ Show), altro frequentatore di casa In The Red, nonché altro personaggio fuori dalle righe. In playlist trovate Believe me, assaggio di Let Me Out, ultimo disco registrato nel suo studio tra i boschi fuori Berlino, il Sound Imperfection Studios. Un album 100% rock, dal classico suono fuzz ma con un pizzico di groove psichedelico.

Sono otto mesi che i Guided By Voices non pubblicano nulla e vi eravate preoccupati? Tranquilli, la band, attualmente composta dal frontman Robert Pollard, Doug Gillard (chitarra), Kevin March (btteria), Mark Shue (basso), Bobby Bare Jr. (chitarra), fresca del tour di Space Gun (uscito il 23 marzo 2018, Rockathon Records), ha annunciato il rilascio di nuovo materiale e condiviso qualche assaggio: il doppio LP Zeppelin Over China arriverà il 1 febbraio 2019 ed è anticipato dal singolo My Future in Barcelona l’album Street Party è stato annunciato per febbraio 2020 e un terzo lavoro è invece in arrivo il prossimo aprile, Warp And Woof composto in tour tra camere d’albergo e furgone. Quest’ultimo album è suddiviso in quattro EP 7” in edizione limitata, ciascuno composto da sei brevi canzoni. I primi due EP, Wine Cork Stonehenge e 100 Dougs, sono usciti questo venerdì e My Angel è il protagonista di Wine Cork Stonehenge.

Sempre il 23 marzo di quest’anno era uscito I’ll Be Your Girl (Capitol) che ha visto virare i Decemberist dal loro classico indie-folk al synthpop. Dopo 8 mesi, questa settimana vede il ritorno della band con Travelling On, un EP con cinque brani inediti originariamente intesi per l’inclusione in I’ll Be Your Girl, anticipato dall’omonim singolo. “Perhaps other bands would be content to rest on the laurels of another successful record released, another romp about the globe put to bed — BUT NOT THE DECEMBERISTS,”si legge in un post sulla pagina ufficilae della band.  “This little bugger is a sharp twenty-one minutes of songs that were recorded during the I’ll Be Your Girl sessions but never quite found a home on the album those sessions produced.”

News anche dall’indie-rock britannico, quello dalle sonorità più salsa shoegaze ma con chitarre abrasive: dopo Sequence On, The Willo e Energy, il 28 novembre è arrivato l’ultimo estratto You Make Me Forget Myself dei TOY, di cui dicono: “Contiene un sentimento di alienazione. Il suono di qualcuno che ami che se n’è andato e non importa. è la prima canzone in cui Maxim è la voce principale e Dominic suona una slide che ricorda la colonna sonora di Ry Cooder per Paris, Texas”. Il quarto album della band di Brighton Happy In The Hollow, uscirà il prossimo 25 gennaio via Tough Love Records, e la band lo descrive come il lavoro più diretto e potente realizzato ad oggi.

Il 15 giugno gli italiani Lay Llamas hanno pubblicato il loro secondo album, l’acclamato Thuban (Rocket Recordings) – ovvero il nome arabo della stella Alpha Draconis, considerata l’astro di riferimento del Polo Nord – dalle sonorità psych-rock, kraut e afrobeat, pregno di una ritmica ipnotica e psichedelia, tra il cosmico e il tribale, l’etnico e il lisergico. Il produttore inglese Peter Kember, in arte Sonic Boom (Spacemen 3, Spectrum), ha curato il master di un singolo della band e all’ascolto di Thuban ha esclamato: “So pysch in all sense“. Dall’uscita dell’album, l’inarrestabile mentalità creativa e sperimentale della band non si è fermata e li ha condotti a rivisitare i brani in chiave dub: il 7 dicembre è uscito ‘Lay Llamas – Thuban Dub EP Vol.1‘ che vede i riarrangamenti della quinta e dell’ottava traccia di Thurban: il potente Fight Fire with Fire, con lo spoken word cupo e ipnotico di Mark Stewart dei Pop Group, e Coffins on the Tree, a Black Brain on Our Way to Home con la voce di Luca Giovanardi degli Julie’s Haircut. Nicola Giunta, l’alchimista dietro Lay Llamas, ha dichiarato: “These two tracks represent a step ahead, or better, inside the sound material which Thuban album is made of. The dub music concept itself is basically about the process of stripping down, filtering and modifying that lead the original track into a new dimension. It’s like bringing out new and precious objects from a well known cave. Objects sometimes hazy, not so in focus, but warm and rich of memories heritage anyway. Filtering through a burnt lens. Like the tale from a last night dream that you can’t remember in details but you need to bring out anyway. A different point of view.”

Yak

Continuiamo con la psichedelia degli Yak, trio di base a Londra, che dopo i singoli Bellyache e White Man Carnivore, ha condiviso il 6 dicembre Fried, un terzo assaggio dell’album Pursuit of Momentary Happiness. La band ha fatto il suo debutto nel 2015 con il singolo Hungry Heart, seguito da Plastic People sulla Fat Possum Records. Vanta l’EP No (2015) per la Third Man Records di Jack White, l’album Alas Salvation (2016, Octopus Electrical) e tour con i King Gizzard & the Lizard Wizard e The Last Shadow Puppets. La creazione del nuovo album è avvenuta tra innumerevoli peripezie, l’arrivo del nuovo bassista Vinny Davies e ha visto il frontman Oli Burslem, sul precipizio tra ossessione e autodistruzione, sacrificare tutto per la sua visione artistica, compresa la sicurezza finanziaria e la sua salute mentale. Chi di questi tempi investe ogni singolo centesimo alla creazione del proprio album, fino al punto di diventare senzatetto e finire a dormire in una Citroën?

I don’t want it to be a boo-hoo story,” afferma Burslem, “It was fun doing it. It’s nice to push yourself to the limit, and I can say now that I don’t give a shit what anyone thinks, because it’s a document of that time, and it’s honest and open, and I couldn’t have done or given much more, which is a great feeling”. Il risultato è un album potente, di quelli che escono una volta ogni 10 anni, che pulsa convinzione e impegno in ogni nanosecondo – un po’ come Ladies And Gentlemen We Are Floating In Space degli Spiritualized e Innerspeaker dei Tame Impala, i cui creatori hanno contribuito alla genesi di questo lavoro, spaziando dal caos fuzz di Blinded By The Lies, allo straziante Words Fail Me, ispirato a Roy Orbison. Gli Yak hanno registrato ben 29 brani, 11 dei quali sono presenti nell’album, ai RAK Studios con la produttrice Marta Sologni (italiana UK-based, producer, ingegnere del suono e mixer che ha lavorato a Utopia di Björk, con Django Django, Liars, The xx, M.I.A., Tracey Thorn, Frank Ocean, Bloc Party, Goldfrapp, Factory Floor, White Lies. Sì insomma amatela e stimatela con me!). Dopodichè Burslem si è ritirato in un piccolo home-studio per gli ultimi ritocchi con J. Pierce Spaceman, che ha aggiunto la slide guitar e prestato la voce al finale di This House Has No Living Room, brano completato poi con il field recording del canto di uccelli registrato da Burslem. Attendiamo con trepidazione la nuova creazione degli Yak, Pursuit of Momentary Happiness, in uscita l’08 febbraio su Caroline International.

Dopo New Moon, il 6 dicembre Steve Gunn condivide il nuovo singolo Stonehurst Cowboy – duetto per la chitarra cruda di Gunn e le linee di basso del direttore musicale di Bob Dylan, Tony Garnier – dal nuovo album in uscita il 18 gennaio su Matador Records. Arrivare a The Unseen In Between non è stato facile per Gunn, che ha dovuto affrontare la morte del padre a seguito di un tumore contro il quale stava combattendo da due anni, avvenuta immediatamente dopo l’uscita dell’acclamato album Eyes On The Lines (2016, il suo primo su Matador). Durante la malattia, lui e il padre si erano avvicinati come non mai prima, non erano solo padre e figlio, ma anche veri amici. Questa esperienza ha cambiato il nucleo emotivo dell’album, i cui brani riassumono le lezioni che Gunn ha imparato dal padre, rendendo l’album un ricordo solenne ma tenero, un tributo alla reputazione di un uomo saggio, tenace e spiritoso. Un lavoro meravigliosamente empatico che prova a riconoscere le preoccupazioni del mondo. Steve Gunn si conferma una delle figure più importanti della musica americana, capace di evocare paesaggi sonori psichedelici e immersivi sia live che in studio, pubblicando album solisti finiti nelle posizioni più alte delle classifiche di fine anno e collaborando con artisti del calibro di Mike Cooper e Kurt Vile.

Yak

E Stev Gunn è anche il produttore di True North, il nuovo album di Michael Chapman uno dei più autorevoli artisti folk inglesi degli ultimi cinquanta anni, di cui ascoltiamo il primo estratto It’s too Late. L’album uscirà l’8 febbraio per Paradise of Bachelors e vede Steve Gunn alla produzione e alla chitarra, Bridget St. John come voce solista e di accompagnamento, Sarah Smout al violoncello e il leggendario BJ Cole alla pedal steel (già con John Cale, Scott Walker, Elton John, Terry Allen, Felt e Björk).

Altra uscita da segnare in calendario prevista per il 18 gennaio è Why Hasn’t Everything Already Disappeared?, nuovo album dei Deerhunter via 4AD. Prodotto da Cate Le Bon (clavicembalo in Death in Midsummer e voce in Tarnung), Ben H. Allen III (Plains), Ben Etter e con contributi di Tim Presley (chitarra solista in Futurism) e Ian Horrocks (contrabbasso in Nocturne), il disco è l’ottavo album dei Deerhunter, a 3 anni di distanza dal precedente Fading Frontier. Il risultato è un lavoro elettrizzante, inquietante e imprevedibile come non mai nella loro quindicennale carriera, anticipato in questi giorni da due singoli e relative presentazioni scritte da Cox stesso: Death In Midsummer: “Caption of photograph found in book: ‘Revolution In The Streets of St. Petersburg, July 1917′. The photo shows figures of people running away from piles of bodies”; e Element: “Elegy for Ecology (a landscape done in toxic watercolors)”. Brandon Cox e soci scrivono un album di “fantascienza sul presente”, un disco “fuori dal tempo, che tratta della scomparsa della cultura, dell’umanità, della natura, della logica e dei sentimenti, in un’era dove la capacità di concentrazione è pari al nulla, dove la musica è stata ridotta a meri algoritmi e a inserimenti programmati nelle playlist”. Dunque qualcosa su cui riflettere.

Yak

Concludiamo con una nota più positiva e piena di speranza con Cat Power e la sua reinterpretazione di What the World Needs Now, brano di Hal David e Burt Bacharach reso celebre dall’interpretazione di Jackie DeShannon nel 1965. La cover è stata inclusa nella versione deluxe in vinile del suo ultimo lavoro, Wanderer, decimo album per la prima volta targato Domino a seguito della rottura con la Matador. “Volevo condividere una canzone con un messaggio di speranza. “What the world needs now is love sweet love/ It’s the only thing that there’s just too little of..” è un verso che può raggiungere chiunque adesso”, ha commentato la stessa Chan Marshall.

Yak

Trash Can – Jon Spencer

Believe Me – Mark Sultan

My Angel – Guided By Voices

Traveling On – The Decemberists

You Make Me Forget Myself – TOY

Fight Fire With Fire Dub – The Lay Llamas (ft. Mark Stewart)

Fried – Yak

Stonehurst Cowboy – Steve Gunn

It’s Too Late – Michael Chapman

Element – Deerhunter

What the worls needs now – Cat Power

Buon Ascolto!

Marta Cardilli per RadioEco

 

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