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The Zen Circus @ TheCageTheatre [report]

Sabato 26 Novembre gli Zen Circus hanno suonato al Cage Theatre collezionando l’ennesimo sold-out  di un tour che li sta portando in giro per l’Italia nella promozione del loro ultimo album, nono in carriera, La terza guerra mondiale.

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“La terza guerra mondiale “sono dieci tracce punk-rock che con i propri testi disillusi e provocatori ci tratteggiano il quadro di una società prossima alla distruzione. E’ in atto una guerra parallela: da una parte il conflitto armato che coinvolge in silenzio oltre 60 nazioni, dall’altro il combattimento da tastiera, quello che ogni giorno ci propongono i social. In questo contesto digitale il nemico cambia facciata ogni qualvolta ce ne è offerta occasione. Invettive contro un governo, un politico, un genere, uno standard: è una guerra di tutti contro tutti.

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C’è il disagio generazionale e la crisi della rivoluzione, tanto che ” ormai le piazze fanno rivoluzione solo quando sono vuote” perché il massimo che riusciamo a fare è restare tutti dietro a un computer a fare la nostra piccola rivolta personale. “Nelle vie del centro esplode la rivoluzione tra un aperitivo e i saldi di stagione”, la vera collettività che discute e va oltre l’aperitivo da piazzetta si è persa. Questo sembra denunciare La Terza Guerra Mondiale, un album estremamente diretto e senza sovrastrutture.

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La Terza Guerra Mondiale  denuncia inoltre la provincia che crea dipendenza: a partire dal brano “Pisa merda”, dove Appino precisa ” Non della mia città parla questa canzone”, ma del provincialismo e della bieca visione dei suoi abitanti che  sembrano guardare solo al proprio orticello e non trovan mai la voglia di spostarsi, per aprirsi al diverso.

E’ un paese ” grigio, solitario, disastrato, dove ho creduto di esserti vicino, ma vicini eran solo i guai” e “l’Anima non Conta”perché conta il materialismo, la vetrina, la facciata, l’idea che gli altri hanno di noi.

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Sabato al Cage Theatre i The Zen Circus hanno proposto l’intero nuovo album “La terza guerra mondiale” e diversi pezzi che hanno fatto la loro fortuna come “Postumia”, “Viva”, “I qualunquisti”, “Nati per subire”, “Canzone di Natale”, dove la loro energia dirompente e dissacrante, in perfetto loro stile, ha conquistato tutto il pubblico.

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Il concerto si è aperto con la riproduzione musicale di un’atmosfera apocalittica, tramite l’uso del suono infranto di bombe esplose ed elicotteri. Il tutto a introdurre  “La Terza Guerra Mondiale”, brano di apertura dell’omonimo album con cui un buon auspicio irriverente fa da padrone: ” certo moriremo tutti ma in infradito e bermuda”. Da li’ quasi due ore di concerto hanno fatto ballare il pubblico ininterrottamente tra canzoni dell’ultimo album (molto apprezzate e molte delle quali cantate a coro) , passando per Album delle loro vecchie glorie come” Andate tutti affanculo” e “Canzoni contro Natura”.

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A termine del concerto la quadratura del cerchio con “Andrà tutto bene” con cui il Circo Zen sembra volerci dare una speranza che, tuttavia, è falsa realtà: è un’illusione di cui siamo vittime tutti i giorni, ci fanno credere che andrà tutto bene e l’amore vincerà su tutto, proprio come alla radio ascoltiamo sempre la stessa canzone, il solito ritornello. Ci chiedono di stare zitti, di rispettare il silenzio, di non esporci, di accettare tutto e così’ il concerto si chiude con una lunga coda strumentale tra chitarre, sussurri, “state  zitti” che si inabissano, macerie, mutismo, disgregazione, individualismo: “una guerra mondiale ancora per cominciare una nuova era, per capire chi è il nemico, per guardarlo bene in viso”.

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Elena Alei

 

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